cultura barocca

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DA BIBLIOTECA APROSIANA

















ANTONIOTTO INVREA QUI CITATO E DEDICATARIO DELLA XV LETTERA DEL DISPACCIO HISTORICO CURIOSO ET ERUDITO... DI DOMENICO ANTONIO GANDOLFO APPARTIENE AD UNA FAMIGLIA PATRIZIA DI GENOVA CHE VANTA ALL'EPOCA L'ELEZIONE DI DOGI E SPECIFICATAMENTE SILVESTRO INVREA - ANTONIOTTO INVREA - LUCA MARIA INVREA.
E TUTTAVIA NELL'ESTREMO PONENTE DELLA LIGURIA LA CASATA INVREA E' SOPRATTUTTO FAMOSA PER L'OPERATO, SEMPRE NEL XVII SECOLO, DI GEROLAMO INVREA IL POTENTE COMMISSARIO INVIATO DALLA SIGORIA GENOVESE PER DIRIMERE I SECOLARI CONTRASTI TRA VENTIMIGLIA E LE SUE VILLE ORIENTALI (CAMPOROSSO, VALLECROSIA, BORGHETTO S. NICOLO', VALLEBONA, BORDIGHERA, SAN BIAGIO DELLA CIMA, SOLDANO, SASSO) CHE PUR RIMANENDO POLITICAMENTE UNITE NEL CAPITANATO DI VENTIMIGLIA, SOTTO IL PROFILO ECONOMICO (FISCO, GABELLE, AMMINISTRAZIONE ECONOMICA ECC.) VENGONO DISTINTE DA VENTIMIGLIA ED ACCORPATE NELLA MAGNIFICA COMUNITA' DEGLI OTTO LUOGHI: SPECIFICATAMENTE IL CITATO GEROLAMO (GIROLAMO - JERONIMO - GERONIMO) INVREA, COADIUVATO DAL CANCELLIERE BALDI, DA MILITI, OPERAI E FUNZIONARI DI GENOVA ED ALLA PRESENZA DI TESTIMONI SIA DI VENTIMIGLIA CHE DELLA NOVELLA "MAGNIFICA COMUNITA'", CURA DI FAR TRACCIARE LE LINEE DI DEMARCAZIONE AMMINISTRATIVA TRA LA CITTA' E GLI "OTTO LUOGHI" FACENDO APPORRE QUEI CIPPI CRUCIFORMI DI CUI AVREBBE POI SCRITTO "UGO FOSCOLO" NELLA SUA CELEBRE LETTERA DA VENTIMIGLIA DEL ROMANZO EPISTOLARE JACOPO ORTIS, ROMANTICAMENTE E LUGUBREMENTE INTERPRETANDOLE, NON SI SA QUANTO VOLUTAMENTE, PER CIPPI FUNERARI E NON QUALI LIMITI DI CONFINE.
IL CASATO DEGLI INVREA, MOLTO RAMIFICATO, HA COMUNQUE UNA STORIA COMPLESSA ED AFFASCINANTE CHE RIMANDA AD ORIGINI ASTIGIANE MA CHE SI E' SUBLIMATA NELLA GESTIONE DEL POTERE IN SENO ALLA SERENISSIMA REPUBBLICA DI GENOVA.
COME UN PO' TUTTE LE CASATE IMPORTANTI DI GENOVA, OLTRE I SONTUOSI PALAZZI ELENCATI NEI ROLLI E SITI NEL CUORE DELLA METROPOLI LIGURA, ANCHE QUESTA FAMIGLIA, AL PARI DI ALTRE CASATE, CON CUI VARIAMENTE INTERAGISCONO APROSIO E GANDOLFO QUALI PER ESEMPIO I GRIMALDI ED I CLAVESANA PURE GLI INVREA POSSIEDONO FEUDI E CASTELLI DISSEMINATI NEL TERRITORIO DEL "DOMINIO LIGURE".
ANCHE QUI, A TITOLO ESEMPLIFICATIVO, GIOVA RICORDARE, PER UN RAMO DELLA CASATA, IL POSSESSO DI UN TERRITORIO SITO NELL'INTERNO DEL TERRITORIO LIGURE, IN UNA ZONA PERICOLOSAMENTE STRATEGICA, TRA AREA SABAUDA E POSSESSI REPUBBLICANI.
IL RIFERIMENTO E' AD UN BORGO DAI PREGI AMBIENTALI E TURISTICI, IDONEI OGGI COME NEL PASSATO, AI GODIMENTI DELLA VILLEGGIATURA.
SI TRATTA DEL PAESE DI PONTINVREA NELL'ENTROTERRA DI SAVONA, SUL VERSANTE NORD DELL'APPENNINO LIGURE: UN'OASI AMBIENTALE TRACCIATA DAL CORSO DEL TORRENTE ERRO E CARATTERIZZATA IN ESTATE DA QUEL CLIMA FRESCO CHE, COME SCRIVE IL SEICENTESCO ROMANZIERE ORIGINARIO DI SESTRI PONENTE BERNARDO MORANDO A PROPOSITO DI REZZO, TANTO E' ALL'EPOCA RICERCATO DAI PATRIZI QUANTO OGGI RISULTA AMBITO DA UNA FOLLA ALQUANTO VARIEGATA DI TURISTI DALLE PIU' DIVERSE ESTRAZIONI SOCIALI.
IN EFFETTI PONTINVREA NON E' IL TOPONIMO ORIGINARIO DEL "LUOGO" (COME ERAN SOLITE DEFINIRSI LE LOCALITA' MINORI); ESSO SI CHIAMA ANCORA NEL 1606 PONTE DEI PRATI E COSTITUISCE UN COMPLESSO DEMICO DIPENDENTE DAL COMUNE DI PARETO SOGGETTO AI GONZAGA SIGNORI DEL MONFERRATO.
TUTTAVIA PROPRIO NEL 1606 I GONZAGA INFEUDANO DEL LORO POSSESSO, PER UNA SOMMA CONSIDEREVOLE, LA GENOVESE CASATA INVREA, PROPRIAMENTE NELLA FIGURA DEL PATRIZIO GIOVANNI BATTISTA INVREA.
IL PALAZZO MARCHIONALE SEGNA IL PUNTO DI RIFERIMENTO DEL BORGO, CHE PER OMAGGIO AI SUOI NUOVI SIGNORI PRENDE A CHIAMARSI PONTE DEGLI INVREA E QUINDI, ATTRAVERSO VARIANTI ETIMOLOGICHE E TOPONOMASTICHE, PONTINVREA.
DOPO GLI SVILUPPI DEL XVII SECOLO (CON LA CHIESA PARROCCHIALE BAROCCA DI SAN LORENZO CHE SORGE A LATO DEL PALAZZO MARCHIONALE E DOVE NEL 1640 SI REGISTRA, STANDO AGLI ATTI ATTUALI, LA PRIMA PRESENZA DI UN SACERDOTE OFFICIANTE) IL BORGO VIENE COINVOLTO NEI FERMENTI BELLICI DEL XVIII SECOLO, PASSANDO SOTTO DIVERSI PADRONI DAGLI IMPERIALI AI SAVOIA CHE NE REGGONO LE SORTI DEFINITIVAMENTE SIN ALLA PROCLAMAZIONE NEL 1861 DEL REGNO UNITO D'ITALIA.
L'ULTIMO SIGNORE DI PONTINVREA E' IDENTIFICATO IN ANTONIOTTO II INVREA CHE, SCOMPARSO SENZA EREDI MASCHI, IN BASE ALLE LEGGI DEL MAGGIORASCATO SI TROVA NELLA NECESSITA' DI LASCIARE IL SUO DOMINIO AL PRINCIPE GIO' BATTISTA IMPERIALE, FIGLIO DI UNA SUA SORELLA, ED ALL'EPOCA RESIDENTE IN NAPOLI.
[MA PER QUESTO ARGOMENTO E PER UTILI APPROFONDIMENTI SI RIMANDA QUI ALLA LETTURA DI : ALBERTO MUSSO, PONTINVREA - NOTIZIE STORICHE (DISPENSE DOCUMENTARIE DEL 2004) E CONTESTUALMENTE PARETO - ROCCAFORTE DELL'APPENNINO DI GIOVANNI PAROLA: I DATI DI QUESTI LAVORI RISULTANO ABILMENTE ELABORATI DA S. TICINETO NEL CORSO DI VARIE LEZIONI SVOLTE DALLO STESSO IN PONTINVREA NEL SETTEMBRE DEL 2004. A FIANCO DELLE DISPENZE GIOVEVOLE E' POI LA LETTURA DELL'OPERA STORIA DELL'ALTA VAL BORMIDA, DEL FINALESE, DEL SAVONESE DALL'ANNO 1000 AL 1815, CHE DISSERTA PIU' ESTESAMENTE, SOTTO IL PROFILO GEOPOLITICO DI SIFFATTE CONTRADE].
L' ANTONIOTTO INVREA CUI DOMENICO ANTONIO GANDOLFO SCRIVE QUESTA LETTERA E' PURTROPPO PERSONAGGIO DA DIMENSIONARE SULLA BASE DEI POCHI DATI A DISPOSIZIONE REPERIBILI.
NIPOTE DI DOGE, ANTONIOTTO INVREA, PER STESSA GANDOLFIANA AMMISSIONE CONTENUTA NEL DISPACCIO ISTORICO, ERUDITO..., RISULTEREBBE ENTRATO IN RAPPORTO CON L'AGOSTINIANO DI VENTIMIGLIA IN FORZA DELLA LETTURA DI UNO SCRITTO RAPPORTI NELLA PHARMACOPEA LEGATO ALLA FIGURA DI UN AROMATARIO GENOVESE (QUESTO FACILMENTE SI EVINCE DAL TESTO) TAL "GIACOMO GATTINI": L'ANALISI DEL TESTO, ABBASTANZA AMBIGUO, FAREBBE PERO' ANCHE PENSARE AD UN LOCALE, UNA FARMACIA (PHARMACOPOLIUM E' PERO' IL TERMINE CORRISPONDENTE ALL'ITALIANO "FARMACIA" MENTRE PHARMACOPOEIA E' PIUTTOSTO L'ARTE DI PREPARARE I MEDICAMENTI): COERENTEMENTE ALL'EPOCA DOVREBBE DIRSI SPEZIARIA/SPECIARIA GESTITA DA SPEZIALI, SPETIALI E O SPECIALI
SORPRENDENTEMENTE FORSE LE DUE COSE COINCIDONO, SEMPLICI A COMPRENDERSI PER IL XVII SECOLO MA ARDUE PER I NOSTRI TEMPI: CI SOCCORRE LA LETTURA DELL'OPERA IL MELAMPIGO... DEL MEDICO VENETO ZEFIRIELE TOMASO BOVIO, PER UN LUSTRO OPERANTE A GENOVA E LIGURIA A FINE XVI SECOLO, LADDOVE PARLA DI LIBRI SPECIALI PER TRADIZIONE CUSTODITI NELLE "FARMACIE" ED ATTI AD ESSERE LETTI DAI FREQUENTATORI DELLE STESSE, ANCHE PER AGGIORNARSI DAL PUNTO DI VISTA PROFESSIONALE.
SI PUO' QUINDI PENSARE CHE NELLA "BOTTEGA" DELL'AROMATARIO "GIACOMO GATTINI" IL GANDOLFO, L'INVREA, IL DI LUI FRATELLO ED ALTRI UOMINI DI CULTURA SI SIANO INCONTRATI, COME D'USO, CONOSCENDOSI, SCAMBIANDO OPINIONI E PARERI ALLA MANIERA CHE ACCADE O, FORSE MEGLIO, DOVREBBE ACCADERE OGGI NELLE LIBRERIE.
E DETTO QUESTO, PER INCISO, NON SI DIMENTICHI CHE IL GANDOLFO, VIENE A ROMA INTERPELLATO DAL LETTORE ROSSI DI SANTA PRISCA PER ESSER COSTUI RIFORNITO DI VARI PRODOTTI, NON ULTIMI VINO, TABACCO, FINOCCHIO ED ALTRE PIANTE MEDICINALI.
INTERESSANTE E' IL DISCORSO SULLE PIANTE OFFICINALI ED IN PARTICOLARE SUL FINOCCHIO APPARTENENTE ALLA CATEGORIA DEI SIMPLICI O BASI DI QUELLA TRADIZIONE ERBORISTICA E/O FITOTERAPICA LA CUI PRINCIPALE MATRICE OCCIDENTALE E' ORIGINARIAMENTE MONASTICO-FRATESCA SIA IN MERITO ALLE
PIANTE DA UTILIZZARE CHE ALLE CONSEGUENTI TERAPIE.
CURIOSAMENTE SU FOGLIO VOLANTE 28 ANNI FA, NEL CORSO DI REITERATE RICERCHE CONDOTTE A E SU GENZANO, PRESSO UNA BIBLIOTECA PRIVATA DI AMBIENTE TOSCANO, FU RINVENUTO, ENTRO UN LIBRO, VERISIMILMENTE ALLUVIONATO E RECANTE SUL FRONTESPIZIO MUTILO LA SCRITTA A MATITA GENTIANO....CONVENTO (11°) [CHE NON E' DI MANO SIMILE NE' COEVA ALL'EX LIBRIS APPOSTO SULLA CARTA FINALE A PENNA = SCRITTA DI PROVENIENZA?, ANNOTAZIONE DI ANTIQUARIO?] UN FOGLIO -A SUA VOLTA INSERITO IN UN CORPUS DI 16 CARTE DI FORMATO DIVERSO E DI ALTRI AUTORI- APPARENTE GIUNTA DI LETTERA MA SENZA INDICAZIONE DEL DESTINATARIO OVE, CON NOTEVOLE DIFFICOLTA', SI LEGGE:
" [DUE PAROLE ILLEGGIBILI PER STRAPPO E VASTA MACCHIA DI INCHIOSTRO]...ERO PER CHIUDERE IL PIEGO E DARLO A QUESTO N[OSTRO?]
L[ATO = ILLEGG.]RE(?) QUANDO MI SOVVENNERO DOMANDE DEGLI AMICI DI QUI, SEMPRE PIANGENTI LA BUONA BASILISSA CRISTINA D'ISVEGIA ANCO PROFITESSA DI COTESTA NOSTRA ADUNANTIA D'ARCADICI COSTUMI: IDDIO PERO' NOL VOGLIA, COMO ANCO DICESI D'ALCUNO, SEGUACE IN GRAN SEGRETO PER SUO AVVANTAGGIO DELL'IDEA DA PAGANI DEL LEON [JUAN PONCE DE LEON?] INDI DANNATA DAL GRAN PADRE DELRIO [MARTIN ANTONIO DEL RIO] D'ESSERVI IN MONDO NUOVO, TERRE DI CORONA DI SPAGNA, UN'AQUA O FONTE CHE BEVUTA LASCIEREBBE OGNUN GIOVINE PER ISEMPRE. E TAL FAUTORI DELLA REINA RESTARON ISPESSO DUBITOSI SE I MEDICI E DOTTORI, IN QUESTA SACRA CITTA' IN SI' TANTI FAMOSI HOSPITALI PUR PRATICANTI, MAI, ALLORA, NE TENNERO BONA CURA.
IL FATTO CHE IL PADRE GANDOLFI SA DI SPICIALI, CIBI SALLUBRI, PIANTE OFFIZ[?]INALI E D'ALTRO ANCO, M'OB[B]LIGANO, CON QUESTO FO[G]LIO DI G[IUNTA?], TUTTO ALLA SUA DISCREZIONE PER UNA CURIOSITA', QUALORA ELLA SAPPIA DI CURE MARAVIGLIOSE, CHE SALVAREBBERO I MORIENTI, QUALI ALKA'EST [?], MUMIA VERA, QU[E]LLO CHE DICESI USNEA DEI MORTI NEI CIMITERIJ, SILPHIUM ET ITEM ERBA MOLI CH'ALTRI DICON, PER LETTURE D'ANTICHI SCRITTORI MA ANCO PER FANTASIE POPULARI ESSER ALLIO DI POVERI O HUMILLIMA RUTTA. E, IN TAL PETITTIONE, MI SOVVIENE COM' ELLA FUSSE GRAN DISCEPOLO DEL REV[ERENDISSIMO] E DI S[ANTA] M[EMORIA] P.[ADRE] VINTIMILIA, COLLETTOR DI LIBRI NON MEN CHE PER OBLIGATIONI DI S[ANTA] FEDE E SC[IENZA?] DEL MONDO PERITISSIMO SMASCHERATOR DI FOLE E SUPERS[TITIOSE:
FORO NELLA CARTA, DA UMIDITA'?] CREDENZE ANCO PER DOMESTICHEZZA CON REPUTATI DOTTORI [CONOSCENZA DIRETTA E INDIRETTA: ANCHE DI PIANTE OFFICINALI SEPPUR NON NELLA MANIERA IPOTIZZATA DAL ROSSI ED ANCHE DI PIANTE REPUTATE VELENOSE E STREGONESCHE COME IL RAFANO DA CUI LA SUPPOSTA TOSSICOSI DEL RAFANISMO] E CHE DI TAL VAGHEZZE PUR SCRISSE ED ANCO, PER VOCI CERTE DI BON'HOMINI, GIOVANE RECOSSI DALLA SANTA DI EBEN PER COGLIER ERBE E, COME ALTRI, TERRE DEL CIMITERO QUAL PROVVISIONI AVVERSO MALI DIVERSI NEMMEN ESCLUSI SUPPOSTI MALIFIZI DI DIABOLI. MA, PASSANDO OLTRE CHE SIAN MAI COTESTE SOL FOLE, DI MIO SO CHE DISSEMI LA PROPRIA V[OSTRA] S[IGNORIA] COLL[ENDISSI] AVERLE COLUI NOTTIFICATO, ANDANDO PE' QUARESIMALI, IN TEMPO CHE I SARACENI DAVANO HOR[R]IBILISSIMO TORMENTO, COMO DA SESTRI, GIA' OSPITE DEL P[ADRE] FRANCESCO, PORTOSSI A VULTRI E, NON FIDANDO DEL MARE, PER TEMA D'ASSALTI E NAUFRAGII, ONDE RIPATRIARE, RECOSSI ULTRA [come sempre si legge in questo breve manoscritto] IN SAVONA CITTA' FORTE NEL DOMINIO DONDE, CASO VOLLE, VISITASSE LOGHI PER L'ERBE DEGNI DEL MONTE BARDO, PER BOSCOSE SELVE, ARBORI, PIANTE E SEMPLICI DI GRAN VANTO PER MOLTI ET ANCO PER IL NOSTRO DOTTORE FUIRENIUS, SICCOME SAXELLO E, SE LA MAMORIA [SIC! MEMORIA] NON ERRA, ALTRO LUOGO GIA' NOMATO PONTI [oggi PONTINVREA] E POSSESSO MONFERRINO MA OR FEUDO DELLI SIGNORI I[N]VREA, LUOGHI TUTTI CHE ALCUNO MI DISSE GIA' PERCORSI CON GUADAGNO DAL VENETO AROMATARIO TOMASO BOVIO O BOVO CH' OPRO' IN BANCHI ED ANCO POI PER TUTTA LA GENOVESE SERENISSIMA REPUBBLICA SIN ALLA POVERA BORDIGHERA AMATA PERO' COM' ISCRITTO DALLO ECC.MO, E D'ETERNA MEMORIA TRA' SAGGI, DI LEI MAESTRO E POI, PE' MONTI E SASSI E RUSTICHE ISTRADE, SE MAI IN TAL MODO POSSAN DIRSI, SALENDO, A DULZ'AQUA OVE NELLO JARDINO DEI NOBILISSIMI SIGNORI DORIA, CHE PARMI NOVELLO JARDINO DE VOLUPTADI AVREBBE MOSTRATA LA CULTURA DI PIANTE MEDICALI ED ANCO D'ALCUNE RITENUTE DA STREGHERIA MA CHE BEN USATE DANNO QUIETE E SANITA' SPECIE AI FRENETICI COMO PURANCO PAR FARE LO JUSGUIAMO
NON OLTRE HAVENDO ARDIMENTO DI DARLE IMPORTUNANZA B[ACIO] [LE] M[ANI] A V[OSTRA] S[IGNORIA] PRENDENDO CONGIEDO QUAL SERV[ITORE] V[ERO] ROS[SI] DI S[ANTA?] P[RISCA?] DI' E L[UOGO?] DELLA D[ETTA?] L[ETTERA?]".
DIVERSI ELEMENTI, DI SUFFICIENTE EVIDENZA, PAIONO COLLEGARE QUESTO FRAMMENTO (IN BIBLIOTECA PRIVATA = ACCORPATO A MISCELLANEA MANOSCRITTA CONTENENTE ALCUNI SCRITTI ESOTERICI, TRA CUI UNA FORMULA DI MALEFICIO, DUE FOGLI SULL'INTERPRETAZIONE DEI SOGNI, UNA CARTA DI GIOCHI CABALISTICI ED IN CHIAVE PESANTEMENTE SATIRICA DUE O TRE PASQUINATE E SCRITTI MORDACI CONTRO LA SANTA INQUISIZIONE ) AD UNA SORTA DI CONTINUAZIONE DELLA LETTERA IN CUI UN IMPORTANTE CORRISPONDENTE E AMICO (?) DI GANDOLFO IL COSI' DETTO LETTORE ROSSI DI S. PRISCA RICHIEDE VINO E FINOCCHIO ALL'AGOSTINIANO INTEMELIO:
E' DIFFICILE DIRE QUI QUANTO ABBIA INTERFERITO (SOSTENENDO LA PLAUSIBILITA' DI SIFFATTE POSTULAZIONI) SULLE AFFERMAZIONI DEL "[LETTOR]E R[OSSI]" IL CONTENUTO DI UN DIALOGO CON IL GANDOLFO (OD ANCHE DI UNA LETTERA PERDUTASI) OD IL FATTO CHE LO STESSO GANDOLFO SIA STATO DISCEPOLO DI APROSIO I CUI MOLTEPLICI INTERESSI ERUDITI FINIRONO PER CONSEGNARLO, INSIEME A CHI NE PROSEGUI' L'OPERA, ANCHE AD UNA, PROBABILMENTE ECCESSIVA, NOMEA DI INVESTIGATORE IN CAMPO NATURALISTICO ED OSSERVATORE TANTO DI ANTICA MEDICINA QUANTO DI SCIENZA NUOVA.
QUESTI PERSONAGGI, GENOVESI, ROMANI OD ALTRO CHE SIANO, PAIONO COMUNQUE ALTRESI' ANCORA ATTRATTI DAI TEMI DELL'ALCHIMIA O DEL'ESOTERISMO CHE INDUBBIAMENTE ESERCITARONO FASCINO SU APROSIO QUANTO SU PARECCHI SUOI SODALI, TRA CUI IN PRIMIS DOMENICO ANTONIO GANDOLFO CUI VERISIMILMENTE VENGONO PERO' QUI ATTRIBUITE COMPETENZE ERUDITE O QUANTOMENO LIBRESCHE SICURAMENTE ECCESSIVE E CHE VANNO BEN AL DI LA' DELLA QUASI PROBABILE MERA CURIOSITA' DI BIBLIOFILO.
TUTTAVIA OCCORRE DIRE LE POSTULAZIONI DELLE NUOVE INDAGINI SCIENTIFICHE NON LASCIANO INDIFFERENTI NE' IL GANDOLFO COME NEPPURE NUOVI ERUDITI CHE DI FREQUENTE SI SOFFERMANO A DIBATTERE DI ARGOMENTI VARIAMENTE CURIOSI, AL CUI CENTRO E' SPESSO L'INVESTIGAZIONE NATURALISTICA MAGARI STRUTTURATA SUL RECUPERO DI VECCHIE POSTAZIONI CULTURALI E RIVITALIZZATA IN UNA FORMA DIVULGATIVA CHE CERCA DI CONIUGARE IL FREDDO DATO OGGETTIVO CON UNA CERTA PRESENTAZIONE LETTERARIA DI GARBO: E NON RISULTA PERALTRO CASUALE CHE SULLA SCIA DEL MAESTRO ANCHE DOMENICO ANTONIO GANDOLFO ABBIA AVUTO GRANDE CONSIDERAZIONE, LEGGENDONE LE OPERE, PER QUEGLI SCIENZIATI NORDEUROPEI USI FREQUENTARE CON L'ITALIA E LA FRANCIA PROPRIO LA "LIGURIA" E LE "SUE CONTRADE" ALLA RICERCA DI SEMPRE NUOVE INFORMAZIONI NATURALISTICHE E NON E BASTI QUI CITARE, A TITOLO MERAMENTE ESEMPLIFICATIVO, I NOMI DI OLE WORM E DI HOLGER JACOBSEN
ZEFIRIELE TOMASO BOVIO, PER QUANTO UOMO PRINCIPALMENTE APPARTENUTO AL XVI SECOLO, PERMETTE DI ANALIZZARE CERTI RECUPERI DI ATAVICHE SAPIENZE E CONTESTUALMENTE L'IMPORTANZA ATTRIBUITA IN LIGURIA AI MEDICI ITINERANTI SPECIALMENTE SE ESPERTI DI ERBORISTERIA COME NEL SUO CASO ATTESO QUANTO SCRIVE NE IL FLAGELLO DE' MEDICI E QUANTO RECUPERA NEL MELAMPIGO OVE COMPARE MEMORIA DELLO STRAORDINARIO MONTE BALDO AUTENTICA "MINIERA" DI PIANTE CURATIVE.
DALLA LETTURA DELLE SUE OPERE LASCIA INTENDERE CHE, A PRESCINDERE DALL'OPERATO NELLA PIAZZA DI GENOVA (COME SCRIVE NEL SUO MELAMPIGO) EGLI MATURI UNA PROFONDA FREQUENTAZIONE DELLA LIGURIA ALMENO SINO ALL'AREA DI SAVONA PER POI RISALIRE VERSO NORD E RAGGIUNGERE IL MONFERRATO NELLO STATO SABAUDO (ALLA MANIERA CHE SI LEGGE NEL SUO FULMINE DE' MEDICI: OPERA NON SI DIMENTICHI DEDICATA AL SERENISSIMO SIGNORE VINCENZO GONZAGA DUCA DI MANTOVA, E DI MONFERRATO ECC.).
NONOSTANTE LO SCETTICISMO DEI MEDICI RAZIONALI, IN QUALCHE MODO CAPEGGIATI DA CLAUDIO GELLI I SUCCESSI E LA BUONA NOMEA DEL BOVIO NON PAIONO DA ELUDERE.
DI SICURO IL TRAGITTO LIGURIA (SAVONA) - MONFERRATO PER UN ERBORISTA QUALE ZEFIRIELE TOMASO BOVIO DEVE AVER COSTITUITO UN ULTERIORE CAMPO DI APPROFONDIMENTO ATTESO LA VARIETA' E MOLTEPLICITA' DELLE PIANTE OFFICINALI IVI REPERIBILI, COMPRESO QUELLE DESTINATE A RIPRODURSI NEL RIGOGLIOSO AREALE DI PONTINVREA IL CUI TERRITORIO, OLTRE A PRODURRE I SEMPLICI ED ALTRE PIANTE OFFICINALI, SI PUO' GIUDICARE UN LABORATORIO A CIELO APERTO OVE POTER STUDIARE L'EVOLUZIONE DELLA PRODUZIONE AGRONOMICA E ZOOTECNICA ATTRAVERSO I SECOLI.
NEL MELAMPIGO ZEFIRIELE TOMMASO BOVIO SUGGERISCE PERO' L'IDEA CHE LA SUA COMPETENZA SULLE PIANTE DI LIGURIA (E NATURALMENTE SUL TERRITORIO LIGUSTICO) SIA PIU' AMPIA ANCORA DI QUANTO RITENUTO: LO SI EVINCE DAL PASSO IN CUI CONFUTA UNA PRESUNTA TOSSICITA' ATTRIBUITA AI FICHI. DIMOSTRA DI AVERE CONSAPEVOLEZZA DEL TERRITORIO DI ONEGLIA: FATTO CHE INDUCE A SUGGERIRE CHE AL MEDICO VERONESE SIA STATA NOTA, PROPRIA PER LA PROFESSIONE, LA STORIA DI TRIORA, A PRESCINDERE DALLA "VICENDA ARCINOTA DELLE STREGHE", SITO DI FRONTIERA, AL PARI DI DESTINATO AD OSPITARE I MEDICI VULNERARI O MEDICI DI GUERRA ATTI A CURARE I SOLDATI, SIA CHE VI FOSSERO DI STANZA SIA CHE VI FOSSERO DI PASSAGGIO DURANTE LE INTERMINABILI GUERRE COMBATTUTE TRA XVII E XVIII SECOLO.

















Gandolfo allude al "Giardino del Piacere" del mariniano poema "Adone" ed ha verosimilmente presenti le attenzioni che il maestro Aprosio ebbe nel giustificare a fronte delle accuse stiglianee alcune "scelte botaniche" fatte dal Marino.
Nella pluralità delle
Opere di A. Aprosio merita infatti una peculiare segnalazione "botanica" il capitolo VI della Sferza Poetica ove l'autore ventimigliese analizzò in senso poetico ma pure botanico le piante variamente citate nell "Adone" di G. B. Marino.