cultura barocca
Alessandro Magnasco, "la biblioteca del Convento" (coll. priv. da L'Aprosiana di Ventimiglia,Catalogo della Mostra, 1981)

Angelico Aprosio "il Ventimiglia" (vita e opere digitalizzate) -Analizza quindi come secondo Aprosio proteggere i libri (ed il materiale museale della sua "Libraria") da furti e devastazioni - La Biblioteca Aprosiana dalla sede originaria ai vari spostamenti dopo l'operazione "napoleonica" Semino-Semini: sino alla sistemazione del Fondo Antico in Ventimiglia centro storico dove tuttora si trova alla recente collocazione del Fondo Moderno in Ventimiglia moderna entro la sede originaria ristrutturata = vedi anche Bibliotecari antichi,e nel dettaglio Angelico Aprosio e il successore Domenico Antonio Gandolfo[ il quale - on line sotto la fragile voce dedicata in Wikipedia ad Aprosio - viene nominato erroneamente Bastiano Gandolfi=sic!: tra altre cose Gandolfo fu un illustre sillogista di letterati autori agostiniani (già studiato dal Centro Studi Ghirardacci e meritevole quantomeno di un ricordo nella città di Ventimiglia ove fu il discepolo prediletto di Angelico Aprosio che amorevolente assistette nei giorni drammatici della sua morte (nella sua opera Fiori Poetici dell'Eremo Agostimiano il Gandolfo trattando di vari autori spesso collegati ad Aprosio dedicò a quest'ultimo il qui proposto Catalogo de Scrittori e letterati insigni, ch'hanno nelle loro opre stampate, nominato ed encomiato il nostro Padre Angelico Aprosio Ventimiglia (in questa stessa sua opera il Gandolfo stese varie notizie su Aprosio, allegando alle stesse alcune composizioni poetiche aprosiane):
Giova altresì rammentare che il Gandolfo fece realizzare ed esporre pubblicamente quello che fu il Manifesto Mortuario a stampa per Aprosio destinato ad esser trasferito su materiale non deperibile, cioè su un'iscrizione da apporsi all' ingresso della Biblioteca Aprosiana dettante come qui si legge LA LAPIDE COMMEMORATIVA PER ANGELICO APROSIO
(il Ganfdolfo procedette rammentando nei FIORI POETICI le vicissitudini della mortedi Aprosio e il generale consenso di commozione quindi citando il compianto di amici letterati e le parole e preghiere dedicate al maestro bibliotecario dai predicatori sui pulpiti quindi nella pagina 53 rammentando a fine discorso il suo progetto sia per il manifesto funebre che per la lapide da sistemare sulla porta della bibliote in effetti Per la morte repentina le condoglianze degi letterati giunsero in tempi successivi e il Gandolfo ricordò soprattutto l'elogio scritto per il "Ventimiglia" dal padre maestro dell'università di Tolosa "FULGENTIO LA FOS" che in questa sua opera encomiò Aprosio quale Angelicus Aprosius Intemelinsis Magnum bonarum artium, ac sodalitij nostri ornamentum ).
In seguito sia quale Priore che come Secondo Bibliotecario Gandolfo finalizzò i progetti del venerato Maestro con il potenziamento della"libraria" e realizzazioni architettoniche, sia sotto forma di restauri che adeguamenti della biblioteca che finalizzazione del dormitorio sull'ala orientale ecc.). Gandolfo è ricordato oltre che da autori antichi qual degno continuatore dell'opera di Aprosio recentemente dall' einaudiana Letteratura Italiana stampata sotto la direzione di A.Asor Rosa (vedi "Gli Autori", p.858, col. II)].
Poi qual terzo bibliotecario si ricorda Giacomo Antonio De Lorenzi.
Vedi poi quile discutibili scelte napoleoniche di smembramento della Biblioteca e come nel 1797 nell'Aprosiana in seguito al Decreto del Direttorio della Repubblica Ligure che incamerava nello Stato i beni religiosi confluisca il patrimonio librario tra cui primeggiano splendidi antifonari come questo del Convento dell'Annunziata ove parecchi anni dopo sarà eretta la Caserma Umberto I. ( Vedi lo scrittore Navone in visita a Ventimiglia ai primi dell'800 e leggi le parole da lui attribuite al "Conservatore dell'Aprosiana" -che per la precisione era "Scipione" (senza cognome espresso)- per il Comune intemelio, vale a dire colui che lo accompagnò a vedere il complesso della "Libraria" dopo la soppressione della sua gestione da parte degli Agostiniani - Davide Bertolotti nella descrizione di un suo "Viaggio per la Liguria Marittima" (vedi Indici) visitando Ventimiglia scrisse La già celebre biblioteca Aprosiana in Ventimiglia è come una memoria di tempi migliori. Ella, aggiunse ancora il Bertolotti ha perduto i più preziosi suoi codici, le sue edizioni più rare. Non conserva neppure tutte le opere del P. Angelico Aprosio, suo fondatore, letterato di gran fama nel secento, ma tinto della pece di quel secolo).
Leggi ancora di Bibliotecari (anche Curatori, Custodi, Referenti) ottocenteschi: Antonio Ferrari, Antonio Laura, Andrea Rolando.
l'importanza del mecenatismo di T. Hanbury e l'opera di Callisto Amalberti e soprattutto di Girolamo Rossi.
Vedi i successivi bibliotecari: i professori Nereo Cortellini e Luigi Palmero.
L'importanza del bibliotecario Nicola Orengo ed anche il suo recupero di molto materiale rubato e la sua oculata custodia del materiale, non solo libresco, aprosiano e gandolfiano ( Testo tratto da Nicola Orengo, Ventimiglia e dintorni - Guida illustrata, storica, artistica, amministrativa, commerciale e industriale, edita nella raccolta “Nuova Italia” - Torino – 1922 ).
Quindi passa in rassegna bibliotecari successivi all'Orengo (Filippo Rostan,Nicolò Peitavino, Nino Lamboglia, Natale Giraldi, Giuseppe Laura, Francesco Biamonti sino a Serena Leone Vatta.
A questa succedettero Carlo Canzone e poi fino ad oggi Ruggero Marro
il tutto senza dimenticare lo strano caso di confusione come bibliotecario tra Natale Giraldi e l'illustre fratello Giovanni (Battista) Giraldi]. Dai lenti recuperi del complesso alle lodevoli migliorie tra 1981 - 2007 ed oltre.




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