cultura barocca

Il discepolo tanto agognato da Aprosio come si legge in questa sua lettera ad Antonio Magliabechi vale a dire Domenico Antonio Gandolfo secondo bibliotecario dell'Aprosiana nato a Ventimiglia seppur da genitori non ventimigliesi venne poi ascritto alla romana ACCADEMIA D'ARCADIA alla maniera che si legge in questo diploma conferitogli dal celebre Crescimbeni che conferì al Gandolfo definito Arcanio, gentile e valoroso pastore da Ventimiglia secondo il costume arcadico il nome accademico, per esteso, di Arcanio Caraceo [ Girolamo Rossi nella sua "Storia della città di Ventimiglia", dimostrando di gestire questo diploma, nominò il Gandolfo quale pastore arcade con il nome di Arcanio Gentile mentre invece la nominazione conferita al Gandolfo fu quella di Arcanio Caraceo] La concessione del diploma fu accolta con generale plauso dei pastori arcadi vista la fama del Gandolfo quale erudito, bibliofilo, soprattutto grande sillogista di autori agostiniani su cui esiste una approfondita bibliografia e cosa abbastanza ignota per aver completata la finalizzazione della "Libraria" di Ventimiglia, essendo morto il Maestro nel 1681 prima di sistemarne alcuni aspetti strutturali, ulteriormente poi potenziandola sì da venire gratificato dagli elogi di vari "Fautori" di Aprosio pur se in funzione dell'allontanamento da Ventimiglia per Genzano sui Colli Romani che dovette accettare per ordini religiosi fra tanti successi letterari e retorici non potè più svolgere l'amato ruolo di bibliotecario alla "Libraria" ventimigliese attorno alla quale era andato raccogliendo questo nugolo di spaesati eruditi dell'estremo ponente di Liguria impegno lodevole che non potè più espletare come quello di effettivamente realizzare la progettata "Accademia degli Oscuri e tantomeno, come però erroneamente sostenuto da altri ma invero da lui nemmeno ipotizzato, di istituirvi una Colonia Arcadica Ventimigliese ( e giova per intendere la portata culturale del Gandolfo consultare da questo collegamento l'elenco delle sue opere edite e pure delle opere inedite come anche dei manoscritti (con i più importanti ancora oggi custoditi qual conseguenza per l'infausta- a scapito della Biblioteca Aprosiana - "operazione Semini" presso la raccolta Durazzo di Genova) e pure dei diplomi accademici tuttora conservati presso "Istituto Internazionale di Studi Liguri" - Bordighera pur se in particolare e personalmente ho sempre ritenuto straordinario il lavoro di integrazioni bibliografiche svolte dal Gandolfo sotto forma di glosse manoscritte entro quel lavoro a stampa che nominai, essendo Consulente sientifico dell'aprosiana "Libraria" "Oldoini Corretto" tuttora ingressato all'intemelia Biblioteca Aprosiana = materiale che in buona parte, dopo il traferimento prima a Genzano e poi Roma , per via "postale" seguendo i criteri di Aprosio Domenico Antonio Gandolfo fece pervenire alla Biblioteca Aprosiana nelle mani del dotto Giacomo Antonio De Lorenzi il terzo Bibliotecario dell'Aprosiana animatore del pur effimero Gabinetto Accademico in Ventimiglia ed autore delle Pandette della Biblioteca Aprosiana del 1714, primo "moderno" catalogo del Fondo Antico della "Libraria di Ventimiglia"