cultura barocca
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******************VITA E OPERE DI DOMENICO ANTONIO GANDOLFO******************
A differenza d' Aprosio che indotto anche dal narcisismo della temperie culturale cui apparteneva oltre che da delusioni inaspettate ma vissute nella natia Ventimiglia specie in merito all'erezione della Biblioteca da lui detta Aprosiana la cui finalizzazione se da un lato alterava l'architettura conventuale dall'altro vista la tipologia più prossima alla "Wunderkammer" o "Camera delle Meraviglie" poteva per certi aspetti giungere troppo originale rispetto all'ambiente conservatore locale, propenso alla tradizionale "Biblioteca Fratesca" [ ma senza dubbio via via preso da crescente nostalgia forse quasi quanto del grande Accademismo (troppo misero era l' Accademismo Ligure compreso quello genovese a fronte dell'iridescente Accademismo di altre contrade e specie di Venezia che aveva ben conosciuto) anche del Teatro (nell'epoca inesistente a Ventimiglia) e quindi di quella vita teatrale di cui era appassionato nonostante i vincoli per i religiosi (e della cui produzione aveva raccolto opere altrove pressoché oggi introvabili) ] non lesinando critiche, scrisse abbastanza acidamente " sò che [a Ventimiglia] li Poeti non fanno numero " (da metà p. 258 a p. 259 della Biblioteca Aprosiana, repertorio edito nel 1673) al contrario Domenico Antonio Gandolfo stante anche la sua formazione culturale diversa e innovatrice in vari aspetti ebbe molta più considerazione dei fermenti letterari non solo di Ventimiglia ma di tutto il Ponente Ligustico ed anche per questo cercò di astrarre dall'isolamente e di coagulare intorno alla "Biblioteca Aprosiana" tanti letterati dispersi = e fu in funzione dell'allontanamento da Ventimiglia per Genzano sui Colli Romani che dovette accettare per ordini religiosi che la delusione, più cocente fra tanti successi letterari e retorici, fu quella di non esser mai riuscito ad istituire in Ventimiglia la progettata Accademia degli Oscuri (e tantomeno, come già erroneamente sostenuto da altri ma invero da lui nemmeno ipotizzato, di istiturvi una Colonia Arcadica Ventimigliese) pallidamente sostituita dal labile ed effimero Gabinetto Accademico di Ventimiglia di cui però non fu partecipe, resiedendo ormai a Roma
Dalla citazione dell'
*******ARCADIA*******
[Clicca qui anche per scorrerne il TESTO integralmente digitalizzato ed i nomi degli ARCADI oltre che delle COLONIE ARCADICHE]

del Crescimbeni
si apprende che il
*******GANDOLFO*******
(erroneamente qui menzionato come "Gandolfi", ma altrove sempre citato con l'esatto cognome) venne ascritto nel celebre sodalizio letterario romano dell'Arcadia nell'ottobre del 1703, come peraltro si apprende da questo
*******DIPLOMA ACCADEMICO*******
qui di seguito
ANALIZZATO CRITICAMENTE ASSIEME AD ALTRI ATTESTATI ACCADEMICI GANDOLFIANI
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ALFESIBEO CARIO VALE A DIRE IL CUSTODE D'ARCADIA GIO. MARIA CRESCIMBENI
LA CUI OPERA IN MANIERA EMBLEMATICA E' INTITOLATA
L' ARCADIA.... E COME GIA' SCRITTO QUI DIGITALIZZATA CON INDICI MODERNI
AL MODO CHE SI LEGGE NEL DIPLOMA SOPRA PROPOSTO
( E COMUNQUE LEGGIBILE NEL COLLEGAMENTO SOTTOSTANTE )
CON IL NOME PASTORALE DI
ARCANIO CARACEO GENTILE E VALOROSO PASTORE DA VENTIMIGLIA
ASCRISSE
DOMENICO ANTONIO GANDOLFO ALLA CELEBERRIMA ACCADEMIA ROMANA

SENZA PERO' AUTORIZZARLO
COME RITENNE
-MAL INTERPRETANDO IL DIPLOMA ANCHE A RIGUARDO DEL NOME PASTORALE DI GANDOLFO-
GIROLAMO ROSSI
SCRIVENDO SUL TEMA
A DEDURRE UNA
" COLONIA ARCADICA IN VENTIMIGLIA "

[in merito si possono qui consultare con i nomi pastorali e non, oltre che coi cognomi tutti gli Arcadi e soprattutto il Catalogo delle Colonie Arcadiche = a pagina 377 con l'abbrevizione di Col. Ligust. viene menzionata la "Colonia Ligustica, fondata a Genova a' 19. di Febbraio 1705" vale a dire la sola Colonia Arcadica Ligure databile al 1711 -data di stampa del libro- vale a dire a 4 anni dalla morte del Gandolfo]
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A ROMA le adunanze e le letture dei versi composti dagli ARCADI si svolgevano a cielo aperto, nel cosiddetto BOSCO PARRASIO, che ebbe varie sedi, fino a stabilirsi, nel 1725, sul Gianicolo. Dal 1941 l'Arcadia romana ha depositato, presso la Biblioteca Angelica, la propria raccolta di libri a stampa (circa 10000 volumi), di manoscritti (41 grossi volumi miscellanei, contenenti rime e prose dei soci tra il 1690 e il 1800), e il proprio Archivio storico, composto da 7 volumi di Atti Arcadici contenenti i "Fatti degli Arcadi" (per lo più verbali di assemblee), e 9 volumi di Archivio, contenenti il "Catalogo dei Pastori arcadi" fra il 1690 e il 1824. Nel vestibolo della biblioteca sono esposti alcuni pregevoli ritratti di arcadi illustri.
Di DOMENICO ANTONIO GANDOLFO compaiono varie testimonianze nei repertori dell'ARCADIA come
nella PROSA III del LIBRO V di questo VOLUME e specificatamente a PAGINA 186 (NOTA R) dove si danno, con la solita fiorita maniera arcadica e pastorale, delle indicazioni sulle RICERCHE CONDOTTE DAL GANDOLFO IN MERITO AGLI SCRITTORI AGOSTINIANI.
PER INTEGRARE LA CONOSCENZA DEL GANDOLFO SI SUGGERISCE LA LETTURA DELL'ARTICOLO DEDICATOGLI NEL "QUADERNO DELL'APROSIANA - VECCHIA SERIE, 1984" DAL TITOLO
"DOMENICO ANTONIO GANDOLFO...PER UN RICONOSCIMENTO DEL SECONDO BIBLIOTECARIO DELL'APROSIANA"
A CURA DI BARTOLOMEO DURANTE

INFORMATIZZAZIONE DA VOLUME DI BIBLIOTECA ANTIQUARIA PRIVATA