cultura barocca
MANOSCRITTI

MANOSCRITTI DELL'APROSIANA

MANOSCRITTI (dell’APROSIANA)> attese le ripetute richieste di informazione, documentazione ed eventuale microfilmatura, provenienti alla Biblioteca Aprosiana da più sedi culturali (italiane e non) pur senza la necessaria serie di dati d’ordine biblioteconomico, ma solo per una essenziale funzione documentaria, si fornisce qui la sequenza numerica dei manoscritti effettivamente ora presenti all’Aprosiana nel “fondo storico Aprosiano” secondo la rassegna biblioteconomica fatta, negli anni ’70, su richiesta dell’allora Soprintendenza ai Beni Culturali della Liguria [precisando come quelle che spesso l'Aprosio chiama carte parlanti siano da annoverare tra fogli sparsi, documenti da riordinare, spesso staccatisi da altri plichi: non a caso qui di seguito alcuni di essi sono stati accorpati nei manoscritti miscellanei 40 e 40 bis (in efetti per l'individuazione di unulteriore manoscritto i ms 40 e 40 bis più giustamente oggi devono classificarsi provvisoriamente ms 40 EX e 40 bis EX).
All'opposto l'erudito intemelio dà l'impressione di nominare ZIBALDONE un registro o faldone in cui era solito tenere le carte ordinate e destinate ad un uso abbastanza frequente (purtroppo è impossibile andare oltre queste ipotesi essendosi perso gran parte di questo materiale verisimilmente nel corso della oggi deprecabile operazione Semini)]) = non è certo questo l'unico caso in cui Aprosio cita il suo ZIBALDONE e, ad essere cavillosi, l'impressione è che in tale "brogliaccio" -come qualche volta lo chiama il frate- si trovassero anche documenti piuttosto pepati e sulla cui pubblicazione valesse la pena di meditare come nel caso degli avvocati, definiti crudemente "meretrici barbute" ed ancor più su scritti dal contenuto, sorprendente ma potenzialmente anticlericale, come nel caso di una "frottola" del Cingoli sulle "Monacelle Incarcerate" od ancora nell'evenienza di un "religioso reo daver violato i suoi obblighi sul celibato ecclesiastico" od in merito all'avarizia di troppi religiosi (al contrario poco interessati a tutelare il patrimonio monumentale ed archeologico delle città, nella fattispecie quella di Ventimiglia) sin al punto di riferire il caso di un vecchio avidissimo religioso che volendo portarsi il oltre la vita il denaro anche nella morte avrebbe chiesto di farselo cucire, aperta la carne, entro l'area di un fianco, per non parlare poi di altri casi, per cui sarà doveroso rivolgersi a Cultura-Barocca seguendo queste indicazioni anche se merita di esser citata questa curiosità cioè la pubblicazione di una inedita sarcina poetica del MALMANTILE RACQUISTATO DI LORENZO LIPPI editata nel Repertorio biblioteconomico del 1673 prima che venisse alla luce la PRIMA EDIZIONE DEL MALMANTILE STESSO cioè il 1676 = Aprosio prima di registrare la sarcina i merito alla stessa annota il quale per essere aneddoto non voglio mancare di registrarla essendone stato favorito da soggetto, nella Bibliotheca della cui mente sono più libri che non hanno veduto in un secolo le Fiere di Francofort, e di Lipsia.... sembrerebbe, come leggesi nel collegamento precedente, trattarsi del Cinelli Calvoli che pubblicò il poema essendo morto da tempo il Lippi avvalendosi dell'ausilio di Antonio Magliabechi - detentore della copia originale dell'opera - che a sua volta potrebbe esser il corrispondente aprosiano fornitore di una tale sequenza sembrando più meritevole delle entusiastiche espressioni del frate ventimigliese (queste postulazioni son riprese da un mio saggio dei "Quaderni dell'Aprosiana", Nuova Serie, n. 3 , 1995 Note in margine al Malmantile Racquistato di Lorenzo Lippi ove errando mi impegnai a dimostrare veritiera o comunque possibilistica la stampa Finaro (Finale Ligure), per il Rossi, 1676 essendo invece comprovata la stampa a Firenze: a prescindere da questo errore, che riconosco senza troppe tergiversazioni seppur con dispiacere per la rilevaza della pubblicazione, digitalizzo qui le distinzioni intercorrenti tra la sarcina aprosiana e il poema stampato del Lippi = a titolo documentario si precisa qui che stando al Battaglia il termine Zibaldone risulta essere di "Etimo incerto: forse da Zibaldone, ignoto medico veneziano che nel XV sec. volgarizzò in versi il terzo libro dell'Almansone del medico arabo Rhazes; tale nome deriverebbe per raccorciamento da [Ar]cibaldo o [Pren]cibaldo col suff. accr. -one: logicamente, per quanto proprio di più autori, celebre su tutti resta lo Zibaldone di pensieri: titolo che G. Leopardi diede al diario filosofico-letterario che tenne fra il luglio 1817 e il dicembre 1832; fu pubblicato per il centenario della nascita (1898-1900) col titolo di Pensieri di varia filosofia e di bella letteratura da una commissione presieduta da G. Carducci e riebbe il titolo originario nell'edizione a cura di F. Flora nel 1937-1938).
La citata operazione di riordino e censimento venne condotta sotto l’allora bibliotecaria Serena Leone Vatta, coll’ausilio di personale variamente specializzato: l’operazione venne trascritta nel “Catalogo Vatta”, tuttora conservato all’Aprosiana: due successive revisioni del 1982 ed un controllo globale a cura di Ruggero Marro tra 1993-’94 hanno confermato quella situazione [caratterizzata da un notevole decremento della dotazione di manoscritti, già registrata nella corrispondenza del Bibliotecario Prof. Laura (II metà anni ’40) colla Sovrintendenza genovese in apposito elenco di scarico presso l’archivio della Biblioteca (causa da addebitare in buona parte a spoliazioni varie durante il II conflitto mondiale, attesi i continui spostamenti del materiale della biblioteca, sigillato in casse di legno, per evitare i bombardamenti od i locali danneggiati dai bombardamenti, navali ed aerei)] ad eccezione di un modesto involto cartaceo di fogli sparsi, recuperati nel 1982-’83 da B.Durante (consulente scientifico della Biblioteca) ed inseriti, con numerazione interna provvisoria, nel corpo del Ms. sotto segnatura di “Ms.40 bis”[la Biblioteca, oltre a ciò, per donazione di privati, su lascito testamentario dello scrittore locale F.Bono, ha assimilato come “Fondo Bono” del materiale antiquario in cui si trovano opere a stampa e manoscritte anche del ‘600 provenienti, stando ad una nota stessa del Bono, da una spoliazione di materiale dell’Aprosiana: il Bono, con l’intento di restituire il tutto alla biblioteca intemelia dopo la sua morte, lasciò scritto di aver acquistato tal documentazione presso la spiaggia d’Arziglia di Bordighera da un personaggio ignoto, italiano ma dalla parlata non locale, che trasportava materiale librario ed archivistico su un carretto trainato da animali da tiro: il personaggio, poi dileguatosi, non volle dar indicazione della provenienza del materiale ma stando al Bono (che acquistò quanto gli parve di maggior rilevo ed antichità) trattavasi di patrimonio dell’Aprosiana: tra il materiale del suo “Fondo”, inventariato per sommi capi in lettera di trasmissione per donativo ed ingresso, è stato studiato e trascritto per contenuti, sotto forma di regesto, solo il Ms.1 (opera di B.Durante): trattasi di una corposa miscellanea cartacea riguardante la vita amministrativa del comune di Ventimiglia tra XV e XVII secolo> tra la miriade di documenti, accorpati da legatori pubblici in questo “libro di città”, si trovano rescritti di personaggi anche importanti (per esempio una lettera dell’arcivescovo genovese Alessandro di Campofregoso con sigillo), molta corrispondenza amministrativa e dirigistica dei Protettori della Compere di S.Giorgio di Genova (che ebbero in gestione il territorio intemelio nella I metà del ‘500 per rifarsi dei prestiti alla Repubblica con l’esazione delle tasse), tutta la corrispondenza tra Capitanato intemelio, Signori di Monaco e Dolceacqua, Potere centrale genovese in merito alle misure da adottare per profilassi durante la peste nel Dominio del 1579-’80> materiale in gran parte edito da B.DURANTE-F.POGGI, Storia della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi, Bordighera, 1986, passim.
Nel “Fondo Varaldo” oltre alle opere a stampa dell’illustre giallista Alessandro Varaldo (1876-1953) di natali ventimigliesi si trova parte dell’archivio dello stesso autore ordinata in 11 faldoni da Denise Avvantaggiati tra il novembre 1982 ed il marzo 1983, con lettera di consegna: oltre che tutti i manoscritti di opere edite e non (una, inedita, poi pubblicata, con ampia esplicazione, a cura di Francesco de Nicola: A.VARALDO, Alla ricerca d’un tesoro/romanzo inedito/un “giallo” italiano degli anni ‘40, ECIG, Genova, 1989) e materiale di vario interesse (non esclusa documentazione amministrativa connessa al lavoro di Varaldo sia come autore sia quale Direttore della Società degli Autori) vi si trova molta corrispondenza (anche con A.Mondadori, Emma ed Irma Grammatica, E.Zacconi ed altri attori teatrali dell’epoca: Varaldo era anche al tempo rinomato commediografo e drammaturgo, oltre che sperimentalista in campo editoriale, radiofonico e cinematografico e, nel “fondo intemelio” si conservano molti reperti di questa sua poliedrica attività).
Nel “Fondo Michelangelo Durante” son invece conservati microfilm di manoscritti aprosiani dell’Universitaria di Genova ad uso di studenti e ricercatori: tra questi lo Scudo di Rinaldo II, La Maschera Scoperta genovese, lettere all’Aprosio di Redi, Dati, Marchetti, Cospi, Legati , Stenone ed altri (fondo in corso di aggiustamento biblioteconomico).
Segue ora l’elenco di Mss.originali conservati all’Aprosiana:

Ms.1- dall’incipit “In primis et ante omnia”, adespota, s.d., in 24° [da studiare].

Ms.2- JUAN MARTIR RIZZO, Consolatoria al Senor J.Maria Cavana (datato 1615)> studiato e pubblicato da A.M.Mignone in "II Quaderno dell’Aprosiana"- Vecchia Serie, 1984 > in 24°.

Ms.3- A. DEL CASTILLO, La vida del V. Juan de Castro.

Ms.4- A.M. BOTTUS (?), Decreta et declarationes Sacri Concilij Tidentini (databile al 1670), in 16°, da studiare.

Ms.5- (di Anonimo), Descritione sopra le miserie del huomo (dat. al XVII sec.), in 16°, da studiare.

Ms.6- (SCIPIONE CAETANO), Rime del Signor Scipione Caetano (manoscritto databile al XVII sec., forse consultato da B.Croce per i suoi studi sul Barocco italiano), in 16°, in parte da studiare.

Ms.7- LUIS DE GONGORA Y ARGOTE, Obras (manoscritto del XVII sec.-variante già ignota ai ricercatori, oggetto di studio, segnalazione e comunicato nell’ “VIII Congresso Internazionale degli Ispanisti a Providence, U.S.A. - agosto 1983- ad opera del Prof. M.Damonte). In 16°.

Ms.8- Manoscritto mutilo di contenuto teologico, databile al XVII secolo, in 16°.

Ms.9- Ms. di contenuto legale intitilato Institutiones juris civilis (sec.XVII?, in 8°, adespota, da studiare).

Ms.10- Ms. di contenuto legale intitolato “Tractatus de iustitia et de jure” (sec.XVII, adespota, da studiare).

Ms.11- Institutiones Theologicae de fide, spe et charitate, (Manoscritto adespota quasi certo del XVII sec.-in 8° da studiare).

Ms.12- Dissertatio de situ Paradisi Terrestris (sec.XVII?, adespota, in 16°, da studiare).

Ms.13- De eucharistia (manoscritto adespota, forse del XVII sec.-in 8°, da studiare).

Ms.14- De mensibus Haebraeorum (Manoscritto adespota forse del XV sec. in 8°, da studiare).

Ms.15- Tractatus de peccatis (Ms. adespota del XVII sec., da studiare).

Ms.16- Tractatus de Caelo et Mundo (adespota, forse del XVII sec., da studiare).

Ms.17- (ADESPOTA)- Antiphona - senza luogo di trascrizione - datato 1650, formato in 8°, rilegatura mediocre, con segni di restauro [Musica sacra, mutilo, XVII secolo].

Ms.18- Manoscritto di contenuto teologico da studiare, datato 1621, adespota, in 8°.

Ms.19- UGURGERIUS S., Officium Beatae Clarae de Monte Falconio, in 8°, in Miscellanea Cinq. M,8,9, legato ad opere a stampa.

Ms.20- Copia del trattato della pace...(in 8°, legato in Miscellanea E,8,8): è trascrizione dell'opera Monografia [Autore: Henri ], Copia del trattato della pace tra il christianissimo re di Francia, & il duca di Sauoia. Concluso in Lione il di 17. di Gennaro 1601. a Natale. Publicata per Domenico Gigliotti, In Roma : per Domenico Gigliotti, 1601 - 8 c. ; 8o - Stemma sul front. - Cors. ; rom. - Segn.: A8 - Iniziali xil. - Impronta - ilm- ++++ ++++ ++++ (C) 1601 (R) - Paese di pubblicazione: IT - Lingua di pubblicazione: ital. - Localizzazioni: Biblioteca universitaria Alessandrina - Roma

Ms.21- Ragioni per le quali si dimostra... (datato 1617, in 8°, di contenuto politico, riguarda gli scontri tra la Repubblica di Venezia ed i suoi difficili rapporti con gli Uscocchi ora pirati ora mercenari dell’Impero: si tratta della trascrizione di un volume di cui non compaiono autore, editore e piazza: Ragioni per le quali si dimostra la temerita, et ingiustitia delle armi venetiane contro Scocchi, et arciducali, 1617 - 4 c. ; 4° - Cfr.: Biblioteca Apostolica Vaticana - - Segn.: A4 - Iniziale e fregio xil - Impronta - e-da r-o. rea. uehe (S) 1617 (R) - Localizzazioni: Biblioteca universitaria Alessandrina - Roma

Ms.22 - Risposta in difesa delle ragioni... (in Miscellanea, E,8,8): si tratta di una trascrizione seicentesca della pubblicazione: Risposta in difesa delle ragioni del Ser.mo arciduca Ferdinando contra il manifesto publicato per la Republica di Venetia, per occasione della presente guerra. Con l'oratione di Lodouico Eliano oratore di Lodouico 12. re di Francia, hauuta da lui contro la medesima republica, in Augusta, nel conuento de'prencipi di Germania, alla presenza dell'imperatore Massimiliano, l'anno 1510, 1617 - [2], 34 p. ; 8° - Segn.: A-D4 E4. - Iniziali e fregi xil. Impronta - a,e- o,e- m,ia stst (3) 1617 (A) - Paese di pubblicazione: Ungheria - Lingua di pubblicazione: ital. - Localizzazioni: Biblioteca Trivulziana - Archivio storico civico - Milano - Biblioteca universitaria Alessandrina - Roma - Biblioteca Angelica - Roma

Ms.23- Copia di lettera del Duca di Ossuna scritta al Beatissimo Padre... (del XVII sec. in Miscellanea E,8,8.).

Ms.24 - GELSOMINI ANDREA, Predica del B. S. Thomasii,, in 8°, in P,4, 52).

Ms.25- Mariale in dichiaratione dell’Ave Maria (forse del XVII secolo, opera di ispirazione mariana, in 16°).

Ms.26- Tractatus de peccato originali et de Gratia Christi (adespota, datto 1838-1839, in 8°).

Ms.27- FRANCESCO SPERONI, Quaestiones Johannis Scoti (datata del 1499, in 4°).

Ms.28- Antichissimo Manoscritto “in pergamena” dall’explicit: Liber super primam partem dialogorum (adespota, forse del sec.XIV o dei primi del XV).

Ms.29- Scolastica Istoria (del XV secolo forse-adespota-in 4°).

Ms.30- Ms. mutilo di argomento medico [XV sec.?-studiato da G.Palmero in II Quaderno dell’Aprosiana Nuova Serie in saggio dal titolo: “Quidam infans torquebat oculos, unde iudicatus est habere vermes” (un manoscritto mutilo dell’Aprosiana)].

Ms.31- (F.BONO), Ms. intitolato “Commemorazione letta dal Consigliere G.Porro” (datato 1908, in 4°).

Ms.32- Adespota, Lexicon (greco-latino) [del XV secolo? da studiare].

Ms.33-Autore generico: Ordo Fr.Minorum - (tit. Antiphonarium (dalla I Dom. di Avento alla Festa IV delle Ceneri) - senza luogo di trascrizione - datato 1579, formato in folio, rilegatura lasca, con segni di restauro [Musica Sacra - volume in pergamena non collocato con gli altri manoscritti ].

Ms.34-Autore generico: Ordo Fr.Minorum - titolo Antiphonarium - senza luogo di trascrizione - datato 1579, formato in folio, rilegatura lasca, con segni di restauro [Musica Sacra - volume in pergamena non collocato con gli altri manoscritti].

Ms.35-Autore generico: Ordo Fr.Minorum - titolo Antiphonarium - senza luogo di trascrizione - datato 1579, formato in folio, rilegatura lasca, con segni di restauro [Musica Sacra - volume in pergamena non collocato con gli altri manoscritti].

Ms.36-Autore generico: Ordo Fr.Minorum - titolo Antiphonarium - senza luogo di trascrizione - datato 1500 [?], formato in folio [Musica Sacra - volume in pergamena non collocato con gli altri manoscritti].

Ms.37-Autore generico: Ordo Fr.Minorum - titolo Graduale Dominicale - senza luogo di trascrizione - datato 1579, formato in folio, rilegatura lasca, con segni di restauro [Musica Sacra - volume in pergamena non collocato con gli altri manoscritti].

Ms.38-Autore generico: Ordo Fr.Minorum - titolo Antiphonarium Romanum - senza luogo di trascrizione - datato 1700 [?], formato in folio, rilegatura lasca, con segni di restauro [Musica Sacra - volume in pergamena non collocato con gli altri manoscritti].

Ms.39-Autore generico: Ordo Fr.Minorum - titolo Graduale Ordini Fr. Minorum - senza luogo di trascrizione - datato 1707, formato in folio, rilegatura lasca, con segni di restauro [Musica Sacra - volume in pergamena non collocato con gli altri manoscritti].

Ms.40-S.A. MANOSCRITTO (allegato al volume INC 129) S.D.

Ms.40 - EX- Autori vari, Carteggio di 48 carte (lettere varie a Gandolfo ed Aprosio: di Magliabechi, Garuffi, Cinelli Calvoli, Baldelli, Rossi, Giusto Fontanini ecc.> studiato da B.Durante in Domenico Antonio Gandolfo l'"epigono”..., in Il Quaderno dell’Aprosiana-Miscellanea di Studi di AA.VV., 1984).
Interessante e meritevole di un non facile studio settoriale pare qui l'operetta Opistographa... di quasi certa finalità oratoria
Come scrive il Battaglia, sotto voce per Opistografo (voce dotta dal latino opistographus a sua volta derivante dal greco opisthògrafos) si deve propriamente intendere "...scritto su entrambe le facciate di un foglio (un papiro, una pergamena, un libro, un documento, ed è opposto ad anopistografo; più propriamente indica quei rotoli di pairo o pergamena o quei documenti che, dopo essere già stati scritti una volta sul recto, venivano per ragioni di risparmio usati anche sul verso per testi o scritture per lo più [ma non sempre] indipendenti da quelle anteriori)> l'Arneudo comunque recita "Opistografo è un originale stillato su cartelle scritte o stampate su entrambe le facciate".

Ms.40bis - EX- 34 Carte Varie [di XVII sec.-individuate all’Aprosiana, entro deposito di materiale cartaceo disposto alla rinfusa, da B.Durante> è materiale databile dal XVII a metà XIX secolo. I documenti del ‘600 a parte una lettera indirizzata da Gio.Nicolò Cavana all’Aprosio, non riguardano direttamente nè AprosioGandolfo (semmai il III bibliotecario dell’Aprosiana De Lorenzi) ma paiono comunque da connettere con qualche fermento letterario evocato dalla loro attività culturale all’Aprosiana e nel Ponente ligure in senso più esteso e lato: vedi ancora B.Durante, Domenico Antonio Gandolfo l'"epigono”..., in Il Quaderno dell’Aprosiana-Miscellanea di Studi, 1984, p.76 e nota 2 e p.77 sgg.].