cultura barocca
VEDI CLICCANDO QUI, IN ELENCO DI TEMATICHE, I PROGRESSI DELLA MEDICINA NEI SECOLI = ANALIZZA IN MERITO AD IGIENE E PROFILASSI OLTRE CHE ANESTESIOLOGIA L'OPERA DI ANDREA MAJOCCHI CLICCA PER INGRANDIRE L'IMMAGINE E PER COLLOCARE IL COMPLESSO NELLA TOPOGRAFIA DI VENTIMIGLIA = VEDI QUI ANCHE GLI "INTERVENTI DI ANGELICO APROSIO E DEL MEDICO NAPOLEONE IACOBI A DIFESA DI GIUSTE CURE PUBBLICHE PER TUTTI, NON ESCLUSI GLI UMILI E I POVERI

Tra i Fautori della Biblioteca Aprosiana molti erano i medici, più o meno illustri che gratificarono la "Libraria" di donativi e di libri concernenti la loro professione in particolare = e questo giungeva oltremodo gradito al "Fondatore" sia perché "Il Ventimiglia" era interessato anche a tutto ciò che concerneva la scienza e quindi la medicina sia anche perché nella sua Biblioteca potè così raccogliere molti libri di medicina grazie a questi suoi contatti probabilmente consoni ai suoi molteplici interessi ma che a suo dire, come nel caso di altre discipline, avrebbe "ingressato" principalmente per scopi filantropici, onde dare a chi non poteva fruirne o avvalersi di costosi professionisti una importante fonte di informazione (i medici non mancavano come si vede solo scorrendo l' "Indice dei Fautori" anche per il motivo che, essendo spesso degli eruditi, godevano della frequentazione della grande "Libraria" e nel contempo erano assai graditi interlocutori e gratificatori dotto agostiniano = in zona il caso più prestigioso dei contatti amicali di Aprosio con medici fu senza dubbio quello con Bernardino Tiberti di Mentone (vedi qui p. 546, in fine, n. XV) "Archiatro già di Honorato Grimaldi érincipe di Monaco, Duca e Pari di Francia..." il quale oltre a rientrare tra i "Fautori dell'Aprosiana" (p. XXXII) e ad essere Corrispondente di Aprosio fu anche "Medico Ordinario di Luigi XIV" e pure lasciò un suo autografo -sui pregi della Biblioteca accanto a nomi altrettanto prestigiosi come il Cardinal Bona- nell'ambito di un apposito registro che Aprosio aveva nominato Philotheca).
Ma come detto tra i Fautori della Biblioteca Aprosiana tanti erano i medici, locali e non, e a riguardo del mondo della sanità risulta, per quanto minore, figura da citare anche quella di "Iacopo Gini, Missere, o sia Governatore dello Spedale di Ventimiglia".
Nel contesto della Città e dipendenze operavano dunque vari medici ma quello che potrebbe definirsi "medico al servizio della Comunità in quanto da essa retribuito" era -come qui si vede detto- il medico pubblico [Aprosio si lascia andare a qualche critica (p. 244), soprattutto per la scarsa cura nell'aggiornamento e nella formazione culturale, i medici comunali o "condotti" (che vanno in condotta con il compito, quali "impiegati comunali" di curare gratuitamente i malati poveri e di svolgere altre attività sanitarie nell'interesse della generalità dei cittadini) citando però con elogi il Giovanni Bartolomeo Aprosio (idem) che per testamento lasciò alla Biblioteca Aprosiana la sua ricca "Libraria" = in questo contesto si nota una critica strutturale per tutti gli amministratori pubblici laddove Aprosio dice che per la Città le cose andrebbero molto meglio se dalle autorità si ponesse rimedio ai difetti strutturali quanto alle manchevolezze dei cittadini privati, aggiungendo (p. 58) "A quello potrebbero porger rimedio li Capitani, li Commissari, o Governatori, che si appellino: o li Sindici, o siano Consoli della Città, e lo farebbero, se fussero così zelanti del publico, quanto del proprio interesse: Ma mi perdonino se non l'intendono. E che forse nel comune non c'entra l'inetersse particolare?" = giova comunque qui precisare come non si possa negare a priori che questo intervento avverso gli amministratori [di cui un con un goccio di spregio Aprosio fa notare, anche, la pochezza intellettuale = "Ma non l'intendono"] congiunto alla sanzione che la "Libraria" -"pubblica" cosa da far rilevare- veniva realizzata a pro dei ceti meno ricchi per fornirli di libri (di medicina ma anche di legge) senza doversi appellare a costosi professionisti può anche aver avuto una valenza tattica, in quanto dati i tempi di contrasto tra villani e nobili che portarono alla scissione da Ventimiglia delle 8 Ville nella "Magnifica Comunità degli Otto Luoghi è ipotizzabile -interpretando Aprosio- che sia queste critiche quanto le attestazioni di filantropia sian state, nel tempo, una risposta al nemico dell'erezione della sua Biblioteca , quello che "Il Ventimiglia" chiama Frate Tragopogono (che s'appellò un poco a tutte le autorità dal "Generale dell'Ordine" financo alla Repubblica di Genova e alla Sacra Congregazione de' vescovi, e regolari) e che avrebbe anche eccitato i popolani e i villani
sostenendo che si facevano opere magari con sovvenzioni anche pubbliche come la "Libraria", ignorando i loro problemi di poveri figlioli della terra].
Prescindendo da queste integrazioni -che come accade da sempre in occasione di un determinato problema sociale innestano su di esso accuse e/o giustificazioni su temi collaterali, ma comunque in qualche maniera connessi al problema di fondo, specie se concernente l'uso o lo sperpero di denaro pubblico- è da rammentare che il Medico Pubblico o Medico Condotto -al pari del suo sottoposto pubblico barbiere- era strettamente collegato al Pubblico Ospedale [qui si vedono alcuni Simboli aventi la funzione di "Caratteri Officinali" o "Caratteri Medici" usati cioè da questo Medico come dai suoi colleghi Medici privati, tra XVI e XVIII sec. per redigere le ricette come qui si può leggere ed approfondire: significativi e utili da conoscere tuttora sono i valori ponderali indicati e universalmente riconosciuti, andavano a indicare nelle Ricette da inoltrare ai Farmacisti sia la quantità dei farmaci sia la posologia = Aprosio era a tal punto legato sia alla simbologia che alla medicina da avere tra i suoi corrispondenti il medico e farmacista Rhode, Johann della cui competenza ci si avvalse per la stesura di questo classico di farmacopea; nel testo in esame si evidenziano i "Caratteri Semantici" o "Caratteri Significanti" propri della medicina ufficiale ma anche i "Caratteri Non Significanti" che l'autore della silloge attribuisce a Paracelso che li ascrisse all' "arte caratteristica" ma che, sempre l'autore di questa opera giudica, da non usarsi per la supposta ma a suo dire falsa energia (anche derivante nell'idea alternativa che siano "Sigilli" anche di possibile patto diabolico) conferita loro dalla convinzione che attivino particolari energie curative in rapporto a determinate congiunzioni astrali].
A prescindere da siffatte precisazioni, indici dell'ancora sussistente scontro tra medicina ufficiale e medicine alternative, di questo Ospedale di Ventimiglia il menzionato "Fautore dell' Aprosiana" Iacopo Gini era amministratore/governatore e di cui in questa mappa si può vedere la locazione = per avere un'idea di come erano a Genova gli Ospedali -con riferimenti a vita interna, cure, visite dei parenti ecc.- si può vedere cliccando qui anche se giunge interessante sul tema -fatte le debite proporzione- leggere l' Eusevologio del Piazza ove sono minutamente descritti, con una congerie di dati quasi ignorati ormai, tutti gli Ospedali pubblici e non, esistenti in Roma ai tempi dell'Aprosio).
Per varie e serie concause di ordine politico e sociale oltre che amministrativo a livello di locale Parlamento di Ventimiglia e Ville il cattivo funzionamento -nel contesto del "Capitanato intemelio"- di questo sistema sanitario come detto retribuito dalla Comunità fu una delle ragioni -a dire dei rappresentanti delle Ville (che in effetti ottennero la Revisione dei "Capitoli dell'Abbondanza" -che appunto trattavano anche la questione sanitaria- ma senza esserne realmente soddisfatti)- di maniera che il già lungo attrito con il Capoluogo (e soprattutto coi suoi ceti egemonici) giunse al punto dopo un'annosa lite di rendere inevitabile, anche a parere del Potere Centrale cioè di Genova, Separazione per l'Economico da Ventimiglia della "Magnifica Comunità degli Otto Luoghi".
In merito alla questione della sanità, attesa la scarsa presenza del "Medico Pubblico" a loro vantaggio, i residenti delle vecchie Ville protestavano non solo in quanto pur pagando il dovuto per l'Ospedale e il Medico non ne fruivano al pari dei Cittadini e a differenza dei Notabili di Ventimiglia anche perché continuava a sussistere, per assenza di pubblici provvedimenti, una concreta
difficoltà logistica di ricoverare i malati nell'ospedale in assenza di vie ben praticabili e torrenti mal arginati in determinati periodi dell'anno.
Del resto i "Villici o Villani" (a parte alcuni casi di benestanti) mediamente non si potevano permettere medici privati ed a pagamento (che pure -come già scritto- esistevano nella Città e nel comprensorio o più propriamente "Giurisdizione del Capitanato" e che
***********************Aprosio non mancò di criticare, per l'esosità ma non solo, assieme al medico Napoleone Giacobi***********************
richiamandosi sostanzialmente a quanto scrisse poi più in generale L. Ferraris in merito ai "doveri del buon medico" secondo la Biblioteca Canonica ed in particolare sia in relazione alle "competenze che un medico deve avere e come è tenuto comportarsi nel somministrare i farmaci, specie nel caso di donne gravide" ed ancora se un "medico abbia o no diritto, senza esserne richiesto, ad indurre pazienti altrui a passare sotto le sue cure".
Tutti i medici (ed a maggior ragione i " medici pubblici " (vedi) che dovevano percorrere distanze anche considerevoli per visitare se necessario a casa loro i malati che contribuivano con le tasse al loro stipendio) procedevano con un determinato armamentario ma può essere interessante notare qui come era uno specifico "libro per medici" (di cui si propone qui la caratteristica copertina membranacea allestita per un comodo trasporto, quindi il Frontespizio con il nome del celebre autore e quindi ancora una Pagina -presa come esempio- con le glosse/commenti/ricette alternative del medico proprietario) adattato alla bisogna del viaggio a cavallo e del cavalcare [cosa che par quasi scontato dire rendeva vieppiù salata la parcella, stante non solo l'animale se non il mezzo da usarsi ma spesso anche le difficoltà del percorso specie in caso di maltempo=
P. S. : la difficoltà logistica era peraltro una conseguenza delle politica della Serenissima Repubblica di Genova che, non curandosi dei percorsi stradali litoranei e quindi su grande raggio, incentivava traffici, commerci e spostamenti via mare nessuna curatela prendendosi del superstite tracciato della romana Via Iulia Augusta devastata dalle invasioni dei Barbari ed affidando per tratti della litoranea o per gli ardui percorsi verso l'interno e l'oltregiogo il compito di trasportare merci ai celebri mulattieri di Liguria ancor più che ai carrettieri; in merito al percorso della via romana nell'estremo Ponente le devastazioni eran state più severe che per esempio nel contesto dell'Ingaunia e nel territorio dell'attuale Savona e ancora parlando del Capitanato di Ventimiglia per la scarsa frequentabilità umana (di cui un riferimento fu fatto anche da Angelico Aprosio, p. 37 "in fine" e seguenti della Biblioteca Aprosiana) era attestata in vari siti: come l'area detta dei Paschei prossima alla foce del Roia ed ancora più a riguardo del sito di Nervia alterato più volte a causa delle tracimazioni del ribelle torrente Nervia in un luogo di grande importanza ove si intrecciava la "via litoranea" con la "via del Nervia" (come qui ben si vede) quella che portava a Pigna e ai limiti dell'oltregiogo = senza dimenticare la presenza di laghi salmastri e malarici (frutto di esondazioni anche gravissime del Nervia) formatisi ai Piani di Vallecrosia non lungi dalla chiesa di S. Rocco e quindi dal superstite guado romano del torrente Verbone (solo con la realizzazione napoleonica e soprattutto poi con la finalizzazione sabauda della "Strada della Cornice" quindi Statale Aurelia la litoranea acquisì i presupposti per diventare una strada comoda e sicura)]


Quello di cui si è appena parlato era il sistema sanitario nella prassi della vita quotidiana = circostanza diversa, qui sotto proposta esisteva in relazione al sentore, timore, avvisaglie o stato in essere di gravi EPIDEMIE/PANDEMIE fermo restando per molti l'intervento di cause non naturali ma anche preternaturali se non diaboliche con in primo luogo il caso tristemente famoso -anche per la manzoniana trattazione- della superstizione dell'esistenza di demoniaci UNTORI che nel XVI secolo in questo areale portò anche ad un caso di PUBBLICA LAPIDAZIONE DI UN SOSPETTO DI PORTAR CONTAGIO (il sistema profilattico peraltro in questo areale era con caratteri non dissimili diffuso in tutta Italia e descritto dal solito Aprosio nel contesto del suo repertorio biblioteconomico laddove scrisse Ma quando egli era pronto d'incamminarla [allude alla spedizione della sua "Sferza Poetica"] facendola consegnare in Firenze a Modesto Giunti Modesti, furono chiusi i passi, ed impediti i commerci per cagione del contagio, da cui poco mancò non fusser desolati la Lombardia, il Piemonte, lo Stato Veneto, e buona parte della Toscana... ). Vedi comunque qui sotto =

1 - SISTEMI DI CONTROLLO TERRITORIALE E SANITARIO GIA' ATTIVATI AI TEMPI DELLA PESTE (VEDI QUI LE EPIDEMIE EPOCALI) = ANALIZZA LO SCHERMO PROFILATTICO DE LE TORRI "BARBARESCHE" DA DIFESA E COMBATTIMENTO VARIAMENTE ADATTATE - I RASTRELLI DI VIA, LE PATENTI DI SANITA', LA QUARANTENA E I LAZZARETTI = IN DETTAGLIO VEDI IL RASTRELLO DEI BALZI ROSSI E IL LAZZARETTO DI LATTE (FRAZIONE DI VENTIMIGLIA) = ENTRAMBI FONDAMENTALI PER IL CONTROLLO DEI PASSEGGERI DELLA "STRADA DELLA CORNICE" (VIA LITORANEA)
[Vedi qui = una delle ragioni perché di fronte alla pestilenza del XVI secolo fu assai inferiore il numero delle vittime del ceti abbienti rispetto a quelle dei ceti popolari = La consuetudine dei nobili, ricchi e comunque dei ceti abbienti di ripararsi dal contagio entro ville fortificate e guardate da uomini armati o nelle loro proprietà periferiche in luoghi ameni già scelti come sede di ville per la villeggiatura]
2 - [ E DAI RELIGIOSI FARE COSA SE NON QUANTO SCRISSE "TEOFILO RAYNAUDO DI SOSPELLO" NEL XVII SECOLO ? = "ASSISTERE I CONTAGIATI FIN AL RISCHIO DI MORIRE" : PRINCIPIO RIPRESO DA L. A.MURATORI (IN PRIMIS SOSTENITORE DELLA "QUARANTENA") ANCHE PER COMBATTERE CON I MEZZI REALI A DISPOSIZIONE OLTRE L'EPIDEMIA ANCHE LA "SUPERSTIZIONE" ED I SUOI "FALSI RIMEDI"

* - DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE E DA NAPOLEONE I IL CAMMINO VERSO I "TEMPI NUOVI" DELLA PUBBLICA SANITA' (I)" = dalle antiche interpretazioni di medicina - figure diverse medico (comprese le figure di medico vulnerario o di guerra = distinto trattamento di ferite da armi bianche e di armi da fuoco - Medico, Paramedico, Pronto Intervento: L'Ambulanza Volante - medico navale o di bordo) - tipologia di patologie alle nuove postulazioni di medicina e la medicina intesa come collaboratrice all'investigazione giudiziaria = la medicina legale e la significativa comparsa -tra altre cose- di una codificazione del crimine di
stupro - violenza sessuale
* - DALLA RIVOLUZIONE FRANCESE E DA NAPOLEONE I IL CAMMINO VERSO I "TEMPI NUOVI" DELLA PUBBLICA SANITA' (2)" = Riscoperta di Igiene pubblica - Igiene Privata - Cura della persona - Utilizzazione delle Forze Armate quali Forze di Pronto Intervento contro calamità di natura non necessariamente bellica, terremoti, alluvioni, incendi ecc.
3 - TRA I PROVVEDIMENTI DI CARLO FELICE RE DI SAVOIA PER IL REGNO E' COMUNQUE DA ASCRIVERE UNA PIU' MODERNA REGOLAMENTAZIONE PER LE TRUPPE ANCHE PER SOCCORSI ALLA POPOLAZIONE = IN MERITO ALLA CURA ED OSPEDALIZZAZIONE DEI MALATI I FORTI E LE FORTEZZE SARANNO DOTATI DI UN CHIRURGO IN SECONDA E DI UN CHIRURGO MAGGIORE = IN DETTAGLIO IL PUNTO 287 DEL "REGOLAMENTO MILITARE" E' RISERVATO ALLE "MALATTIE ATTACATICCIE" CIOE AI PROVVEDIMENTI DA PRENDERSI IN CASO DI EPIDEMIE
4 - (IL) COLERA (LA "MORTE AZZURRA" - LA "MORTE COLOR TURCHINO")
5 -(IL) COLERA TRA '700 E '800: TERAPIE ESPERIMENTATE SECONDO IL MANOSCRITTO WENZEL
6 - [ LE GRANDI EPIDEMIA DI COLERA : CREDENZE, TERAPIE E SUPERSTIZIONI COLLEGATE = VEDI QUI DI SEGUITO DALLA GALIZIA AL RESTO D'EUROPA LA GRANDE EPIDEMIA DI COLERA DEL 1832 (DATI VARI - TERAPIE SECONDO IL MANOSCRITTO WENZEL) = E QUINDI IN DETTAGLIO VISUALIZZA "1832 - PROVVEDIMENTI DEL REGNO SABAUDO PER COMBATTERE, CON SUCCESSO, LA PENETRAZIONE DEL COLERA IN LIGURIA E PIEMONTE" ]
7 - [ LA TERRIBILE EPIDEMIA DEL 1835 IN PIEMONTE E LIGURIA" = A TITOLO INTEGRATIVO VEDI QUI I PROVVEDIMENTI CONFINARI TRA FRANCIA E ITALIA SECONDO L'INTERVENTISMO PROFILATTICO DELLA REGIA COMMISSIONE SANITARIA RIUNITA A QUELLA DELLA DELLA FACOLTA' MEDICO CHIRURGICA DELLA CITTA' DI NIZZA ALL'EPOCA ANCORA IMPORTANTE CITTA' SABAUDA E CAPOLUOGO DELL' ESTREMA PROVINCIA OCCIDENTALE DELLA LIGURIA ANNESSA AL REGNO DI SARDEGNA ]