cultura barocca
Araldica della Prima e Seconda Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia

[ Nota metodologica = nell'immagine sopra proposta si vede l' incipit del Diploma con cui Angelico Aprosio- notoriamente ammiratore degli Ordini Cavallereschi specie di quelli istituiti a salvaguardia dei Luoghi Santi della Cristianità - venne insignito del titolo di Conte Palatino e Cavaliere della Milizia Aurata (documento qui proposto a dimensione naturale e nella sua interezza e ancora qui soggetto a lettura critica).
Per la precisione in forza delle prerogative della casata degli Sforza Santa Fiora e nello specifico di Paolo II Sforza dei Conti di Santa Fiora e Marchese di Proceno ed in conseguenza dell'ascrizione agli
ACCADEMICI "GENIALI" DI CODOGNO
Aprosio ottiene verosimilmente anche per intercessione di
qualche membro della famiglia Martinengo che di fatto gestiva l'Accademia e di cui non a caso l'Aprosio ingressò nella sua "Libraria" qualche prodotto letterario qui digitalizzato
l' agognata e pressoché contestuale investitura, come qui leggibile prerogativa di siffatta Accademia, qual
CONTE PALATINO E CAVALIERE DELLA MILIZIA AURATA.
Nonostante alcuni limiti della titolatura, fatte motivate eccezioni in genere non trasmissibile ad eredi e quindi di durata vitalizia, la stessa rendeva possibile all'insignito forgiare per se stesso uno Stemma Araldico cosa che Aprosio fece nell'ideazione di apporlo all'ingresso della Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia ma riscontrate varie opposizioni su cui espresse per iscritto due giudizi, uno diplomatico ed uno rimasto manoscritto e assai più mordace egli scelse alla fine la soluzione di questo Emblema alla cui ideazione concorsero più personaggi dell'ambiente letterario e artistico e di cui qui si propone l'abbozzo originario con i nomi dei relativi partecipanti all'iniziativa = da tutto questo si evince, contro quanto scritto specie nel XIX secolo, che per quanto Aprosio, indubbiamente figlio del suo tempo, non fosse alieno da gratificazioni ed onori, che questa titolatura altamente onorifica di Conte Palatino e Cavaliere della Milizia Aurata -per quanto graditissima data la rilevanza- rientrasse anche, se non soprattutto, in un progetto di personale, di ulteriore qualificazione e credito agli occhi dei concittadini, specie se ostili a lui e alle sue iniziative culturale: e non casualmente, pur vagliando sempre i ripensamenti e le rivisitazioni critiche dell'ultimo pensoso Aprosio, a dimostrazione della sua medietà a fronte della coeva e talora quasi paranoica ricerca di titoli ed onorificenze spicca quanto pubblicò in seguito nella sua
Grillaia del 1668 (qui integralmente digitalizzata) in cui, emblematicamente e criticamente avverso le vanità umane, intitolò il Grillo o Capitolo IV: De' Titoli, e della loro esorbitanza]

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ANGELICO APROSIO
DA STUDENTE IN VENTIMIGLIA DETTO "IL FILOSOFO", POI DEFINITO A VENEZIA "IL POETA" E PASSATO PER TANTI PSEUDONIMI SIN ALL'ELOGIATIVO SOPRANNOME EX ORIGINE DE "IL VENTIMIGLIA"
CONVINTO DAL CARISSIMO AMICO E FAUTORE, L'ERUDITISSIMO
MONSIGNOR B. BONIFACIO DI DARE SEDE DEFINITIVA
ALLA SUA BIBLIOTECA-MUSEO NELLA PATRIA, CIOE' NELLA NATIA CITTA' DI VENTIMIGLIA OVE STAVA PER RIENTRARE

RIGETTANDO LE RICHIESTE SPESSO PRESTIGIOSE DI ASSIMILAZIONE E/O FUSIONE
DEL SUO MATERIALE ANTIQUARIO E LIBRESCO CON QUELLO DI ALTRE BIBLIOTECHE TRA CUI LA CELEBRE ANGELICA DI ROMA DI CUI ERA REGGENTE IL SUO AMICO G. FOSCHI
PRESE A MEDITARE SULL'
IDEAZIONE DELLO SCUDO ARALDICO
***SUO E CONSEGUENTEMENTE CASATA DEGLI APROSIO DA APPORRE ALL'INGRESSO DELLA PRIMA LIBRARIA***

LO
SCUDO ARALDICO DELLA
"PRIMA BIBLIOTECA APROSIANA"
ED I PROBLEMI CAUSATI AD ANGELICO APROSIO

SIN AL PUNTO DI SCRIVERE
DOPO AVER MOTIVATO CON NECESSARIA DIPLOMAZIA UNA SCELTA ALTERNATIVA
UNA FRASE PIU' PUNGENTE E SEGNANTE LA DELUSIONE
"SICCHE' GL'INVIDI CHETASSERO L' ISTREPITI SI' DA NON DIRE CHE SI VOLESSE SOLLEVARE
ISPEZIAL OSTELLO IN SORTA DI QUEL PER MAUSOLO, CHE FOSSE D'ONORE SOL A QUEI DI
CASA APROSIO, SI PREPARO' COLLI AMICI NOVELLO EMBLEMA ALLA LIBRARIA
"

[ Nota metodologica = Aprosio si fidò troppo della sua "gloria" mondana e letteraria ed a livello non solo italiano Aprosio non vagliò la possibilità di avere e soprattutto di potersi fare degli osteggiatori "in Patria" ed oggettivamente non usò molta diplomazia nel relazionarsi ai potenti locali, agli eruditi del Capitanato ed ai Religiosi della Diocesi = senza vagliare che in fondo era, dopo tanto tempo, l'ultimo venuto e specie per i popolani, manovrabili da costoro, era poco più di un "misterioso frate" venuto da lontano = tutto questo non incise forse più di tanto per quanto è concesso sapere ma è invece da dire che l'ostacolo più noto e più pericoloso avverso l'erezione della "Biblioteca Aprosiana" fu merò mosso da un frate nominato genericamente "Tragopogono o Barba di Capro/Caprone" che, dopo varie ed esplicite opposizioni, non senza pericolo per Angelico decise di ricorrere alla potente "Sacra Congregazione dei Vescovi e Regolari" e specificamente in relazione all' "ampliamento o alle modifiche di qualsiasi convento" = ricorso che, il sopraelevamento dell'ala est del Chiostro di Ventimiglia per istituirvi la sede fisica della Biblioteca Aprosiana con inevitabile modifica strutturale dell'edificio, avrebbe potuto dargli ragione: il timore aprosiano doveva essere evidente data la palese soddisfazione -insolita per un religioso e specie a riguardo d'un altro sacerdote- espressa da Aprosio nel repertorio della Biblioteca Aprosiana del 1673 in merito alla morte improvvisa nel 1661 di tal personaggio con conseguente cassazione delle sue iniziative legali]

L' ENIGMA DELLO
STEMMA, MARCHIO, EMBLEMA, ICONA
DELLA SECONDA "BIBLIOTECA APROSIANA"
UN'ESPERIENZA FRUTTO DI SCAMBIO FRA ERUDITI, ORGANIZZATA, IN GRAN PARTE REALIZZATA MA NON PUBBLICAMENTE FINALIZZATA
MA CON IL TERMINALE FIGURATIVO MASCHERATO IN FORMA D'AVANZATA PROGETTAZIONE
ENTRO UN LIBRO DI A. MUSCETTOLA CONTENENTE DEDICATO AD APROSIO UN
DISCORSO DEGLI ECCESSI DELLA VERA AMICIZIA

NON RISULTA CASUALE
CHE PER REALIZZARE
QUESTO ESPERIMENTO GRAFICO
DI CUI QUI SI PROPONE UNA SOLUZIONE DEFINITIVA COSTRUITA UTILIZZANDO UNO DEI DUE RITRATTI APROSIANI

ABBIA CONCORSO
ANTONIO MUSCETTOLA CHE PER LA SUA TRAGEDIA BELISA
SI VALSE SU CONSIGLIO DEL "VENTIMIGLIA" DI UN ALTRO AMICO DI APROSIO
IL BRAVO QUANTO TRAGICAMENTE SCOMPARSO
GIOVANNI MATTIA STRIGLIONI DI BADALUCCO
=
PROPRIO QUELL'
ANTONIO MUCETTOLA
DI CUI NEL REPERTORIO DELLA BIBLIOTECA APROSIANA
COMPAIONO QUESTI ELOGI E QUESTA CORRISPONDENZA POETICA
INTRATTENUTA CON GIOVANNI MATTIA STRIGLIONI

ANGELICO APROSIO
E GLI
ORDINI CAVALLERESCHI
ED IN PARTICOLARE DEI CAVALIERI GEROSOLIMITANI
***DA CARLO DEI CONTI DELLA LENGUEGLIA A GIACOMO BOSIO***

ANGELICO APROSIO
E GLI
ORDINI CAVALLERESCHI
IN PARTICOLARE:
***APROSIO CAVALIERE AURATO E CONTE PALATINO***

ANGELICO APROSIO
E GLI
ORDINI CAVALLERESCHI ED ASSISTENZIALI
IN PARTICOLARE:
***L'ORDINE DEI TRINITARI***
(E LE SUE "CASE" A TAGGIA E PORTO MAURIZIO)

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