In un contesto pregno di Criptoletteratura e di Dissimulazione Honesta alla maniera di Torguato Accetto Aprosio par suggerire l'idea di celebrare la realizzazione della "Libraria Aprosiana" ad un suo avo tal Aprosio Angelico Seniore (pag. 417) sistemando all'ingresso della stessa lo Scudo Araldico della Casata Aprosio = nel repertorio biblioteconomico da cui si cita Angelico Aprosio che si definisce anche Angelico Aprosio Iuniore annota ma vi fu chi contraddisse, e fecero bene: potendosi da quello immaginare i Posteri, che fusse fatto da una intera famiglia, quello che si fe con le industrie di Fra Angelico, il quale quantunque habbia inciso ilsuo Ritratto, dipinto da perito artefice, che fu il Cavaliere Ridolfi Vicentino, posto a sedere in una Secia di veluto cremisi: intorno al che penso non facesse altra riflessione, si come osserv˛ nel farsi porre in mano un Crocifisso con una cartella, che porta uno scritto Nec Mors, volendo alludere all'operatione di Uno, di cui scrisse la vicacissima Musa del dottissimo Passerini, leggerissimo Distico....(pp. 418 - 419) = resta arduo ipotizzare se Aprosio, dopo aver condiviso (se non ideato ad altri attribuendolo) il progetto se ne sia distaccato per - come scritto- non confondere i meriti della sua famiglia con i propri o semmai non abbia fatto ci˛ atteso lo scopo di arginare ulteriori polemiche in merito a quelle riguardanti le alterazioni del Convento per realizzare la Libraria e per ribattere alle quali egli scrisse "parole di fuoco" (Inf. di Bartolomeo Durante)

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