informatizz. di B. Durante

ORIGINALE IN BIBLIOTECA APROSIANA - RIPR. DI RUGGERO MARRO - CLICCA QUI E PROCEDI NELLA LETTURA



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Di Giovanni Battista Martinengo, vissuto tra il XVI ed il XVII secolo, alla Biblioteca Aprosiana si trova questa COMMEDIA intitolata Olinda pedante finto comedia nuoua dell'eccellentissimo signor Gio. Battista Martinengo da Crema. All'illustrissimo signor Leonardo Emo nobile venetiano, .. In Vicenza : per Francesco Bolzetta libraro in Padoa, 1615 - 166, [2] p. ; 12° (il Servizio Bibliotecario Nazionale al momento indica in Italia solo altri 2 esemplari dell'opera in Biblioteca nazionale centrale Vittorio Emanuele II - Roma e Biblioteca nazionale Marciana - Venezia).
Il dedicatario, non si intende bene se anche curatore della stampa risulta il FRATELLO dell'AUTORE, che avrebbe scritto l'opera in giovane età: si tratta di Girolamo Martinengo: è arduo intendere anche chi sia questo personaggio che non segnala particoli titoli in suo possesso e se sia in qualche modo da individuare in uno dei personaggi "operanti" nell'opera quasi coeva intitolata Modo di far pace in via cavaleresca e christiana per sodisfattion di parole, nelle ingiurie fra privati Vicenza, Amadio, 1619, in-4 antico, pp. (16), 79, (8): Dedicat. al Principe Antonio Priuli. Marca tipogr. xilogr. al front. e fregi e capilett. xilogr.Si tratta di un piacevole trattato di cavalleria in cui si definisce un codice comportamentale: cosa sia un’ingiuria, chi la riceve, chi la provoca, quando si commette vendetta, come avere “soddisfazione”, quando è lecito uccidere, quando e come si tratta la pace, etc... Interess. sono gli esempi riportati che ebbero come protagonisti diversi personaggi appartenenti a casate nobiliari: Giorgio Rinaldini, il Conte Alfonso Scotto, i signori Malavicini, Ottavio Vida, Girolamo Martinengo, il conte Annibal da Gambara, l’abate Papafava, il conte S. Bonifacio, Gasparo Cumani, Lionello da Onigo, Giacomo Borso, e altri. Piantanida 312.
Grazie alla cortesia dell'amico Roberto Trovato apprendo che Vincenzo PERONI nella Biblioteca bresciana, vol. II, ristampa anastatica Forni dell'edizione bresciana 1818-23, alla p.233 si legge che Giovanni Battista Martinengo fu conte di Barco, nel contesto della ramificazione in territorio lombardo dell'antica e nobile famiglia Martinengo originaria di Brescia, che appartenne alla Compagnia di Gesù e che morì ancora giovane, a 41 anni, il 6 luglio 1630 durante la peste di Bologna. Peroni scheda quest'opera e un 'altra. La seconda potrebbe essere del fratello Marcantonio (osserva lapidariamente Peroni). L'SBN in merito segnala Martinengo, Marc' Antonio, Trattato pio, e necessario per chiunque desidera condursi alla vera diuotione della gran Madre di Dio Maria, nel quale, oltre gli ammaestramenti accomodati per apprenderla, si spiegano della stessa le principali grandezze, & eccellenze. Opera vtilissima a' predicatori, & ad ogni stato, e conditione di persone. Con tre indici ... , In Venetia : appresso Lorenzo Griffo, 1629 - [36] , 566, [2] p. : antip. calcogr. ; 4 - Tit. dell' antip.: Tramontana alla seruitù della Santissima Vergine Maria nostra signora del conte Marc'Antonio Martinengo nobile veneto Marca (Grifone: Virtute duce comite fortuna) sul front. - Cors. ; rom - - Segn.: a-d4 e2 A-4B4 - Iniziali e fregi xil - Impronta - e-s- inla a.do dide (3) 1629 (R) - [Variante del titolo] Tramontana alla seruitu della santissima Vergine ... - Localizzazioni: Accademia Georgica - Treia - MC - Biblioteca centrale della Regione siciliana - Palermo - - Biblioteca del Seminario maggiore - Padova
E' poi da citare Ettore Martinengo nobile bresciano (parimenti espressione seicentesca della famiglia dei Martinengo autore di questo ADONE IDILLIO (qui proposto integralmente digitalizzato) al momento reperibile solo alla Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia ma testimonianza del mito epocale che venne in qualche modo sublimato dal poema omonimo del Marino.
Ottavio Rossi in Le memorie bresciane. Opera istorica et simbolica Brescia, Bart. Fontana, 1616 In-4, pp. (16), 340 (ma 320 per salto di numerazione da 312 a 333, ma completo), (8), Front. a motivo architett. fig. inc. in rame da Cesare Bassano e 75 incisioni in rame n.t., di cui 3 su doppia pag. (notevole quella a pag. 12-13 riproducente una veduta di Brescia antica) e 39 a piena pag.; esse raffigurano statue, personaggi e simbologie emblematiche, medaglie, ecc.; le pp. 248-312 raccolgono una quantità enorme di iscrizioni marmoree, oltre quelle disseminate qua e là nel testo. Nelle pag. preliminari dedica dell'autore ai "Deputati publici della ill.ma città di Brescia", seguono i loro nomi e vari componimenti poetici in lode dell'autore del Guarini, Ces. Gambara, P. Fontana, Ettore Martinengo e G.Fr. Olmi. Prima edizione, estremamente rara e pregiata, di quest'opera che si occupa dell'antica storia civile e religiosa, dell'arte, dell'architettura e delle antichità di Brescia e viene annoverata anche tra le opere sulle imprese e gli emblemi ("Although some of these medals can be said to contain devices, this is hardly enough to entitle the book to be added to our list"; Praz, p. 480). CICOGNARA 1947: "Opera utile per le memorie patrie, e per molte nozioni antiquarie". SCHLOSSER-MAGNINO 569. STC, XVII SEC., 800. MICHEL-MICHEL VII, 56.