cultura barocca
Crediti

REFERENZE EDITORIALI


DURANTE Bartolomeo nato a Genova, a lungo residente a Ventimiglia (IM) ed ora a Seborga (IM), è
TITOLARE UNICO DI "CULTURA-BAROCCA" E AUTORE DEI TESTI, SALVO ALTRA INDICAZIONE: laureato in Lettere Classiche e già ordinario di Discipline Umanistiche nelle Scuole Superiori come vincitore di Concorso Ministeriale a Cattedre a Roma in tutti i casi conseguendo il massimo dei voti [in tempi pregressi ha pubblicato su periodici oggi non più editati articoli specie legati alla storia dello sport sotto lo pseudonimo di Aurelio (suo secondo nome) Traverso (cognome materno): è altresì noto, specie in ambito amicale e di famiglia, con il terzo nome Ezio sì da comparire qualche pubblicazione minore e/o casuale come opera di Durante Ezio Bartolomeo] ha poi quale Docente di Ruolo tenuto corsi di aggiornamento per Docenti degli Istituti Superiori ed è stato, tra altre cose [per esempio: Direttore Editoriale della Collana a carattere storico-letterario "Ex Libris Aurum" della casa editrice Gribaudo poi Paravia (Gribaudo)] Consulente Scientifico con delibera di Giunta essendo la Biblioteca Comunale della Civica Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia, (non mancando di imbattersi in problematiche già esperimentate secoli fa dallo stesso Angelico Aprosio) nonché direttore dell'omonima rivista di studi barocchi Aprosiana (già "Quaderni dell'Aprosiana" Vecchia Serie e Nuova Serie) -incarichi lasciati per dimissioni volontarie dal 2007 ribadendo con fermezza il principio aprosiano - con altrettanta decisione già riaffermato dal bibliotecario novecentesco Nicola Orengo - sulla necessità e la modalità di gestione di questa Libraria di valenza mondiale che purtroppo da metà settecento fino al termine dell' '800 ha conosciuto tante vicissitudini nonostante la recente ripresa, che però non l'ha ancora portata ai livelli di rilevanza internazione del '600 e della I metà del '700. La pubblicazione annuale della Rivista dopo il numero del 2008 -dati vari fattori e la crisi economica nazionale che ha colpito la cultura- come detta la rivista/on line del Santoro "Italinemo - Riviste di Italianistica nel Mondo" ha cessato le edizioni.
DURANTE Bartolomeo non ha però abbandonato i suoi studi sul Barocco realizzando il sito informatico, ove ha raccolto materiale edito e inedito, intitolato come sopra detto CULTURA-BAROCCA, cui salvo specifiche indicazioni appartengono i libri qui digitalizzati = per approfondimenti -non aggiornati viste le attuali opere in essere- in merito alla CIVICA BIBLIOTECA APROSIANA (che non detiene -per quanto di mia attuale conoscenza- suoi testi digitalizzati ma fornisce a richiesta e pagamento microfilmatura o riproduzione fotografica dei libri dopo valutazione della richiesta e stato degli stessi) conviene visualizzare on line questo sito del Comune di Ventimiglia e quindi dallo stesso sotto l'immagine dell'Aprosio, a capo dello spazio dedicato alla Biblioteca, estrapolare una ricerca per nomi seguendo le indicazioni in essere.
DURANTE Bartolomeo (contatto on line ezio19481@virgilio.it) ha al suo attivo molti articoli, saggi e libri su cultura e letteratura barocca italiane.
Ha scritto opere di storia di rilievo locale e nazionale:
fra queste (da solo o con altri) si ricordano Albintimilium, Storia della Magnifica Comunità degli Otto Luoghi, Storia dell’Abbazia di Novalesa, Marciando per le Alpi - Il ponente italiano durante la guerra di successione austriaca (1742-1748), Figliastri di Dio - a coda d’una bestia tratto La Biblioteca Aprosiana (pubblicazione bilingue: italiano-francese), L'Aprosiana Sconosciuta...., ecc. ecc.. (per la bibliografia è da consultare il sito on line del " Servizio Bibliotecario Nazionale "; per gli articoli su Riviste i siti sono in aggiornamento e presto qui saranno elencati i vari, numerosi contributi = per gli studi svolti è stato insignito del "Leone d'Oro per la Cultura - Città di Venezia - Ass. "Amici del Quadrato - 2009" con la dicitura Per la grande opera di promozione della Cultura Barocca" e poi del "S. Ambrogio d'Oro - Milano - Ass. Amici del Quadrato - 2010" con la dicitura Laureato in Lettere Classiche. Grande interprete e studioso della Letteratura Barocca, epoca di grandi Capolavori Letterari. Epoca in cui la pittura murale dell'affresco raggiunge alti vertici qualitativi" [Post Scriptum = nonostante i riconoscimenti B. Durante ritiene come l'impegno suo editoriale più soddisfacente e indimenticabile dal lato umano, senza trascurane la valenza culturale, quello svolto presso il Tempio-Museo della Canzone di Vallecrosia, realizzato da quella straordinaria e indimenticabile figura che fu Erio Tripodi dalla cui fraterna amicizia fu onorato, contemporaneamente venendo arricchito dalla frequentazione e conoscenza di personaggi dello spettacolo e non come detta il libro postumo di Erio: nell'ambito di questa ultradecennale collaborazione nacquero varie collaborazioni e amicizie nel corso della quale -a prescindere dal rapporto squisito con la famiglia di Erio- è da menzionare l'amicale interazione intellettuale con il Prof. Pericle Pratelli già tra i redattori della celebre B.U.R. = nel contesto del profondo e indimenticabile rapporto con Erio Tripodi B. Durante giudica assai significativo questo importante volume sulla storia dell'emigrazione di cui ha -anche nel ricordo dell'amico- poi approfondito la tematica per la rivista "Ligures" (6 - 2008) dell'Istituto Internazionale di Studi Liguri sotto questo titolo (donde si ricavano titolatura e pagine)].
***************
UNA DEDICA
"Ho conosciuto molte persone anche importanti e persino celebri nella mia vita ma raramente ho visto l'eccezionalità: ad alcune persone eccezionali, non necessariamente accademici, ho ritenuto doveroso dedicare parti importanti di questo lavoro che da molti anni si protrae nella speranza di proporre riflessioni che raramente o per nulla talora si trovano nell' "onnipotente" Rete.
D'istinto la dedica per eccellenza avrei dovuto riservarla a
Denise mia moglie la cui pazienza, bontà e dolcezza non ho riscontrato mai in alcuna persona: Lei ha capito la mia diversità e non solo l'ha accettata nobilitandola ma accettandola ha rinunciato anche ai privilegi di una vita mondana che, se avessi ceduto alle lusinghe e promesse e richieste fattomi da persone talora molto importanti se non celebri, Le sarebbe stata possibile: conoscendo ed apprezzando il mio carattere e quella mia assoluta indocilità che mi ha sempre portato a non essere uno "yes man" (vale a dire un servo dei potenti di volta in violta in auge) e a difendere, contro chiunque senza mai piegarmi, le mie idee purché non mi si dimostrassero errate Denise mi ha fatto il dono più grande, quello di essere me stesso, coi miei pregi e coi miei difetti, quindi di esser felice anche nei momenti oscuri che ognuno prima o poi conosce nell'implacabile scorrere del tempo.
Ma una dedica paritetica la devo altresì a mio padre (Michelangelo , sopraffine matematico e fisico) ed a mia madre (Anna Maria Traverso) donna colta e carattere inquieto quanto ostile ad ogni forma di ingiustizia: si amarono quali liberi pensatori, nemici giurati di ogni adeguamento alle comodità della moderna vita di relazione in cui spesso il sotterfugio predomina sulla chiarezza del dire e dell'essere: da loro, che inziarono a vivere sotto le bombe della II guerra mondiale la loro lunga storia, ho imparato tante cose, in primis che la discriminazione è tra i vizi maggiori, che il bieco clientelismo è prezzolata viltà e che il rispetto di tutti, pur sempre nella salvaguardia delle proprie idee se provatamente e motivatamente giuste, è la prima delle qualità.
Mentre una scuola ancora gesuitica o gentiliana (scelga ognuno l'opzione preferita) mi proponeva l'idea che avrei fatto parte della "classe dirigente del domani" e sarei stato comunque e sempre "un di più rispetto agli altri" mio padre -morto troppo presto nel 1989- in particolare mi insegnò -facendomi, anche vergognare, di cose che credevo importanti in quanto insegnate da qualche professore all'antica ed abbastanza classista - che l'idea di uguaglianza non è una rarità od un'astrazione ma un principio basilare su cui costruire una vita che meriti di esser detta vita e come tale vissuta, senza ipocrisie e albagie di casta: detto da lui -che non era certo uno qualunque, ma che Capo Reparto e Sovrintendente Tecnico delle FF.SS. da Ventimiglia a San Remo ed Arma di Taggia, rese possibile quanto non riusciva né agli ingegneri italiani né francesi cioè la risoluzione di problemi tenici connessi all'elettrificazione tra Francia e Italia per la linea ferroviaria, tanto che l'allora (fine anni '60 del secolo scorso) ministro francese dei trasporti lo volle suo ospite in una raffinata cena di ringraziamento- non era certo ammonimento da trascurare od obliare.
A Ventimiglia, dove come in ogni città di provincia ogni realizzazione un poco fuori del comune è enfatizzata per vacuo orgoglio e talora anche per tornaconto di famiglia, lui, che nell'occasione fu ricevuto personalmente dall'allora Ministro francese dei Trasporti per una complimentazione a due occhi davanti ad un tavolo imbandito, avrebbe facilmente potuto garantirsi elogi in vita se non intitolazioni anche "post mortem": ma non gradiva la frequentazione dei così detti "primi cittadini", preferiva una partita di biliardo con i suoi amici e dipendenti che trattava con una cordialità ed un rispetto -cose che per lui non si identificavano nell'amichesca faciloneria ma nella giusta considerazione delle persone e delle loro qualità- la cui valenza umana cercò sempre -credo riuscendovi- di insegnarmi.
In sintonia con lui era mia madre Anna Maria Traverso spentasi il 20 gennaio 2011...e forse alla Casa di Riposo di Dolcecacqua (dove risiedette perduto l'amore della sua vita) nessuno si era reso conto della straordinaria bibliofila che ospitavano: quella vecchietta, ultimamente stanca, aveva operato per tanti anni nell'ombra, trasmettendo ad altri ( a me per primo la passione per i libri)...libri che donò a molte Biblioteche anche alle piccole biblioteche emergenti e (cosa su cui non concordavo) a biblioteche scolastiche..."perché leggere è tutto" soleva dire...
Da intellettuale (passata la stagione dei libri dell'infanzia) senza condizionarmi mi prese a consigliare sempre tre libri che amava e che aveva ereditato da suo nonno: due certamente collegati alla sua postazione di intellettuale antifascista (che a soli 18 anni l'aveva portata di fronte al rischio di essere giustiziata proditoriamente per il suo carattere sempre indocile e ribelle ... e lo era, la morte non può centuplicare i pregi e far svanire i difetti e le impulsività....ma era poi difetto battersi per le proprie idee sapendo di rischiare?). Il "Dio" del "Dei Doveri e dei Diritti dell'Uomo e del Cittadino" di Mazzini in una pregiata edizione genovese del 1922 le piaceva (come del resto a mio padre!) soprattutto per quel peculiare elogio dell'Ente Supremo, così controverso ma così grandioso; un libro di grande divulgazione come "I Misteri dell'Inquisizione di Spagna" di Fereal era per lei, strutturalmente libera e ribelle, un monito a non piegarsi mai come peraltro mai fece (credo che a volte si ravvedesse in Paola mascherata in Josè il frate che si vendicò delle violenze patite personalmente e nella famiglia, a danno del realmente vissuto Pietro d'Arbuys l'inquisitore detto Maestro d'Epila)...ed infine un'edizione,abbastanza consunta quanto antica, delle "Ultime lettere di Jacopo Ortis"....non apprezzava il romanzo per la fine tragica da sconfitto del protagonista ma il preromanticismo la appassionava...ma me lo segnalò tardi questo volume, lo tirò fuori da un vecchio baule dove si conservavano, d'un parente dimenticato, i cimeli d'una guerra che fu carneficina e di cui mai mi parlò...lo aprì quel libro, oramai coi piatti penzoloni e i fogli staccati prima di legarlo con una perizia amorosa che Le era propria. Mi disse, dopo che avevo vinto il concorso ministeriale a Roma (è realmente trascorsa una vita da quei tempi!): "ora sei un professore vero e davvero puoi insegnare questo...lo so che lo hai studiato a scuola ma se lo leggi bene in questa sua prima edizione vi troverai emozioni che i libri moderni non danno. E, se non le proverai (con mio spiacere) almeno potrai, insegnando a Ventimiglia spiegare per bene questa "Lettera da Ventimiglia" così piena di riferimenti che riguardano questa città, Bordighera, Camporosso, Dolceacqua, le strade della costa, le croci che forse non furono croci, i corsi d'acqua e i pescatori di quel tempo e di quando i tuoi avi, almeno i tuoi avi paterni, procedevano a mercanteggiare su questa Aurelia ch'era allora Strada della Cornice donde arrivavano i ricchi a svernare...persin da noi a Genova, tra Pegli e Sestri e Cornigliano...gli ultimi da ragazza li vidi alla "Grotta di Sestri" dove c'eran persin un laghetto ove appartarsi per i più ricchi.....Oramai non c'è più niente di quello".. Ultimamente non eran certo più questi i nostri discorsi....ma Lei mi aveva dato (oh come è brutto l'inglese a fronte del latino che amava) l'"input" per scegliere ... magari con dispiacere di mio padre che, essendo un tecnico ed un matematico, avrebbe preferito per me ben altri studi ... ma è avvenuto così e tutto sommato non posso che esser lieto per l'opzione cultural-esistenziale che scientemente ho fatta certo meno remunerativa quanto assai più umana di quelle pur dirigenziali in campo industriale propostemi e sicuramente fattibili anche in forza della postazione sociale della borghese famiglia di mio padre ancor ben inserita nella realtà economica dell'indimenticata Genova.
*************
Entrambi i miei genitori furono lieti della scelta matrimoniale da me fatta ed entrambi amarono la figlia nata Anna = mio padre, notoriamente più espansivo, esternò con gioia immensa l'amore per questa bimbetta, inenarrabile consolazione di una vecchiaia troppo breve: bimbetta e poi fanciulla cui mia madre è forse rimasta meno nel cuore, essendo come me meno aperta ed espansiva....ma che, lo so per averglielo sentito dire, in quella creatura sentiva la sua continuazione ideologica!
Ed infatti Anna le è andata assomigliando sempre più, soprattutto nel carattere come nello spirito avverso ad ogni ingiustizia, coraggioso al punto di affrontare a più riprese critiche e persecuzioni anche inique (magari perpetrate allo scopo di punire in lei i mei presunti successi mondani e culturali): una figlia che fu ed è davvero un pilastro per noi, non così vecchi ancora ma certo fiduciosi in Lei più che in ogni altro! La figlia ora donna che, dal matrimonio con Stefano, ha avuto e sta con lui crescendo due bimbetti (quelli che chiamo i miei esploratori" e cui ho dedicato due poesie forse non degne della loro dolcezza Samuele e Lucrezia Nicodemo) che pur essendo in età solo scolare (ma come crescono, e come passa il tempo: che il Dio ignoto giammai si astenga da porre la propria mano su di loro!) già mostrano quella vigoria di carattere che fu dei miei padri sino alle generazioni genovesi più vecchie che conosco: e che spero, nel mio egoismo di nonno, possano conservare, divulgare e soprattutto continuare questo mio sforzo culturale non fine a se stesso ma atteso a dimostrare l'importanza della cultura sì, ma soprattutto della cultura dell'uguaglianza e del reciproco rispetto aldilà delle differenze etniche, esistenziali, ideologiche e religiose!

Bartolomeo Ezio Durante."