cultura barocca
Informatizzazione a cura di Bartolomeo Ezio Durante PER TUO BISNONNO L'UOMO PER LA CUI SAPIENZA MORI' LA VAPORIERA FRANCESE E TRA ITALIA E FRANCIA SORSE UNA SOLA LINEA FERROVIARIA ELETTRICA

"Per Lucrezia detta Tata"*

Son i particolari che spesso contano,
Sospesi, come sempre, sul bilico della vita...!

Ti gurdavo Lucrezia, in una serata triste,
Mentre ignara giocavi in grembo alla tua nonna.

Gli occhi mi son corsi ai tuoi pantaloni,
Azzurri con palline bianche: grazie use alle bimbe soltanto.

Eran le prime ombre della sera e mi parve,
Quel barlume di stoffa, farsi grande e tu con esso.

Crescevi davanti ai miei occhi, che poco vedono
Del reale, ma presaghi del futuro cercano

Quel che non è, che sarà o dovrà essere:
Quando il Caso, figlio del Caos, farà le sue scelte!
.

E ho visto altri abiti, altri corpi, altri occhi:
Nel cangiante riflesso dell'ora tarda t'ho vista correre!

Per diventar donna!: chissà se il tempo avaro mi darà
Questo dono, che sa di prezioso eppure mi turba!

Ti ho guardata, mentre la tua mamma e la nonna parlavano,
Mentre Samuele, pensoso, inseguiva, sulla vecchia scacchiera

Gli inganni vecchi del giuoco che tormenta i pensieri: Donna!
Salivi scale, sedevi in aule, al sole scioglievi

I capelli ch'han la luce della figlia di Saffo,
L'antica di Lesbo che scrisse rime d'oro...

Invidiai i versi immortali dell'eolica poetessa,
Su cui mi dannai da scolaro e pure da maestro!

Mai saprò scrivere per te come Lei per Crise,
La figlia sua bella, ma di te men bella....ne son certo!

Parlavano la nonna e mamma tua di cose
Strane, che non capivi e forse ancora non devi sapere!

Giocava Samuele, ora ridendo, svelato l'arcano:
Nella scacchiera aveva scoperta la via alla vittoria!

E tu? tu eri lì, col tuo faccino stanco di sonno, ma,
Con un sorriso lieve, guardandomi di colpo dicesti:

"Come va il braccio nonno?": rammentavi piccina
Una mia vecchia caduta e le rosse ferite....

Il cuore d'un balzo s'arrestò: perché vidi poi
La ragazza ed ancora la donna chiedermi altro.

Lei chiedere! a me spesso nascosto, pensoso,
Nel buio della mente che cerca, invano, di svelare

Gli arcani d' antiche carte : a me che non chiedo
Ormai più, crudelmente certo di non poter avere risposte!

Provai, per quei sentieri della mente che spesso evocano
I dettagli, onde d'emozioni: e piansi nel cuore per il tuo pianto

All'Asilo, quando sola ti senti...e poi, ben strana è
La via: altri pensieri provai ancora, or lievi ora aspri mi sfiorarono;

E piansi, solo nel cuore ormai da tempo credevo saper piangere,
Per la bimba che non sarà più bimba un dì!

E per la ragazza bella che si scoprirà donna,
All'improvviso, in un istante senza tempo!

E il miracolo, la meraviglia accaddero d'un colpo: nel mio mondo,
ove sogni ed illusioni e mirabilia puranco son chimere, disfatte troppe volte!

Piansi lacrime vere d'amore e di rabbia, anche per non poterti donare
La poesia immortale che vorrei rendesse eterno il tuo riso di monella !

Eppure da te, irrequieta monella, per tal lacrime ebbi il dono più raro:
sentirmi uomo vero e vivo, e debole e patetico e, sopra tutto, felice d'esserti nonno !

* - In occasione del suo quarto compleanno

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