cultura barocca
 
 
 
 

CREDITI

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"La cavalleria dello Speron d'Oro sorse nella prima metà del XIV secolo, come dignità equestre, ma non come Ordine cavalleresco.
Chiamata anche Milizia Aurata, veniva conferita come dignità cavalleresca sia dai Romani pontefici che dagli imperatori.
Chi aspirava ad ottenere lo Speron d'Oro doveva compiere un periodo di servizio in qualità di paggio, oppure prestare servizio militare.
Al termine di tale periodo veniva armato cavaliere con una solenne cerimonia, nel corso della quale riceveva le armi, il cingolo militare e gli speroni d'oro.
L'insignito non aveva alcun obbligo o vincolo, salvo, in alcuni casi, di rispondere in caso di guerra, nei riguardi di chi lo aveva investito, Sommo Pontefice o Imperatore.
Per tradizione l'appartenenza alla Milizia Aurata conferiva la nobiltà personale, in alcuni casi anche la nobiltà ereditaria: per quanto non facilmente reperibile il volume forse più interessante sull'argomento resta Luigi Angeli, Memorie storiche dell'Ordine Aurato, ossia dello Speron d'oro, Roma, Mugnoz, 1841, pp. XII - 174 - cc.nn. 2 (opera illustrata da una tavola a colori e da due tavole incise in rame raffiguranti insegne ed uniformi dell'Ordine).
Dal secolo XVI si iniziò ad unire alla dignità cavalleresca dello speron d'oro, il titolo di conte del sacro palazzo lateranense o conte palatino.
Con la fine del medioevo, la Milizia aurata decadde di prestigio, divenendo una semplice distinzione onorifica conferita molto spesso per sub collazione.
Infatti nel 1367 il Sommo Pontefice Urbano V concesse al Marchese di Ferrara la facoltà di creare cavalieri dello Speron d'Oro; tale prerogativa, detta di sub collazione, venne nel tempo altresì concessa anche a collegi ed università.
Anche la famiglia ducale degli SFORZA SANTA FIORA, a cui successero i Cesarini Sforza, ottennero la facoltà di investire CAVALIERI AURATI: come ACCADDE anche per ANGELICO APROSIO, per il tramite dell'ACCADEMIA DEI GENIALI DI CODOGNO, subinvestita dagli SFORZA, con DIPLOMA DEL 18 0TTOBRE 1649.
Con la fine del Sacro Romano Impero, per rinuncia di Francesco II d'Absburgo (1806) cessò di esistere la milizia aurata di creazione imperiale, mentre quella di derivazione pontificia crebbe in splendore, sotto il pontificato di Pio VII.
Infatti in tale periodo la milizia aurata da dignità cavalleresca iniziò il processo di trasformazione in una Istituzione cavalleresca, con i relativi Statuti e con la concessione, il 16 febbraio 1803, di una uniforme.
Il Sommo Pontefice Gregorio XVI con il Breve Cum Hominum Mentes del 31 ottobre 1841 definì infine le caratteristiche e la struttura dell'Ordine della Milizia Aurata, ponendolo sotto la protezione di San Silvestro I papa. L'Ordine prese quindi la denominazione di Ordine Aurato di San Silvestro Papa o dello Speron d'Oro. Con la riforma di tutti gli Ordini equestri pontifici avvenuta nel 1905, sotto il pontificato di San Pio X, anche la Milizia Aurata di San Silvestro Papa o dello Speron d'Oro ritrovò tutto il suo prestigio ed il suo splendore. Con Bolla 7 febbraio 1905, l' Ordine venne staccato dal titolo di San Silvestro Papa, divenendo quest'ultimo Ordine anch'esso pontificio. Sempre con la medesima Bolla, l'Ordine dello Speron d'Oro venne posto al secondo posto nella graduatoria degli Ordini cavallereschi pontifici, dopo l'Ordine Supremo del Cristo e prima dell'Ordine Piano. L'Ordine si compone di una sola classe di cavalieri, limitata al numero di cento, e di norma viene conferito solo ai Capi di Stato non cattolici ed ai capi di governo.
L'insegna si compone di una croce ottagona o biforcata, smaltata di giallo, portante fra le due punte inferiori, sospeso lo speron d'oro. Caricato nel cuore della croce uno scudetto circolare di bianco, circondato da un cerchio d'oro, con nella parte anteriore il monogramma della Santa Vergine, protettrice dell'Ordine e sul rovescio la data MDCCCCV e sul cerchio "PIUS X RESTITUIT".
La croce è infine sovrastata da un trofeo d'armi in oro. Esiste ovviamente anche la placca, mentre il nastro della decorazione è di rosso bordato di bianco.
L'Ordine, al pari di tutti gli altri Ordini cavallereschi pontifici, dispone di uniforme.
Per i cavalieri dello Speron d'Oro l'uniforme si compone di una tunica di panno rosso a doppio petto, con collo e paramani di velluto in seta nera, con ricami in oro; i pantaloni, di panno nero, hanno una banda intessuta d'oro. Il copricapo nero di felpa porta la coccarda pontificia.
L'uniforme si completa con lo spadino, gli speroni d'oro ed altri accessori" [Gli Ordini Cavallereschi di Giorgio Aldrighetti : ORDINE DELLO SPERON D' ORO ( Milizia Aurata ) - saggio on line internet ].
Non costituisce certo uno degli argomenti più interessanti in merito alla figura di Angelico Aprosio ma al pari di tanti uomini del suo tempo egli tenne gran conto del possesso di titoli onorifici e che contestualmente ebbe grande considerazione per gli antichi ordini religiosi cavallereschi.
Mediamente fece cenno solo a titoli concernenti la sua appartenenza ad accademie culturali però in un'operetta, come quasi tutte scritta sotto pseudonimo, ed intitolata Le Vigilie del Capricorno... egli si definì Conte Palatino e Cavaliere Aurato. Fermo restando che nulla ho rinvenuto in merito ma che pare altresì arduo dubitare della citazione occorre precisare che tali titolature cavalleresche esistevano realmente e che erano da rimandare all' Ordine della Milizia Aurata su cui qui si possono leggere alcuni utili riferimenti.

i testi di questo sito sono stati scritti dal Prof. Bartolomeo Durante
Si precisa inoltre in particolare che questo lavoro non è a scopo commerciale ma di divulgazione culturale e per uso documentario
- Professor Bartolomeo Durante