cultura barocca
riproduzione e informatizz. B. Durante

Aprosio apprezzava le arti figurative, partecipando al dibattito epocale su tutte le arti figurative ed istituendo nella sua Biblioteca una pinacoteca in gran parte destinata ad ospitare i ritratti dei suoi amici e fautori, spesso illustri figure della cultura del '600, come si vede a questi collegamenti del sito "Cultura-Barocca" anche se purtroppo come sotto si legge tale raccolta fu gravemente daneggiata e depauperata nel corso del tempo qui per un omaggio a Ventimiglia lo stesso sito informatico, in forza di questi altri collegamenti multimediali, propone l' identificazione dei personaggi (con per ognuno ulteriori collegamenti sulla loro vita ed opera culturale e sociale) che erano effigiati nella quadreria e nello stesso tempo la disposizione che l'erudito frate aveva dato a tali quadri negli spazi della "Libraria" per strutturare un percorso morale ed intellettuale tra libri, manoscritti, reperti antiquari classici da lui raccolti e gli amici che almeno in effigie voleva presenziassero all'itinerario sapienziale che aveva organizzato entro quello che pure era solito e non a torto definire "Museo Aprosiano" sorta di "Wunderkammer" ventimigliese
"Il Ventimiglia" come era anche detto Aprosio negli ambienti eruditi ebbe stretti rapporti qui analizzati con molti pittori ed incisori.
Presso il Fondo Aprosio della Biblioteca Universitaria di Genova si trovano anche , nel vasto epistolario dei suoi corrispondenti varie lettere di affermati pittori, liguri e non, a lui contemporanei.
Fra quelli di ambito genovese meritano di essere segnalati Domenico Piola, il Fiasella, detto il Sarzana (che fu corrispondente epistolare di Aprosio), Luciano Borzone (pure corrispondente epistolare di Aprosio), e Gio. Battista Casoni ed il grande quanto sventurato incisore Giovanni Striglioni di Badalucco (IM).
L'apprezzamento delle arti figurative e la seicentesca costumanza fra i dotti di scambiarsi non solo libri e lettere ma anche ritratti ( per meglio conoscersi come nel caso qui leggibile intercorso tra il letterato genovese Ansaldo Ceba' e la dotta ebrea veneziana Sara Copio Sullam) lo indusse a realizzare entro la sua "Biblioteca Aprosiana" una
pinacoteca in cui i quadri dei "Fautori" facevano da corollario a quello centrale che per lui aveva realizzato l'allora celebre Cesare Ridolfi.
La perdita di molte opere raccolte dall'erudito agostiniano
dipese dai danni patiti tra '700 e '800 per eventi storico-politici
e soprattutto dalle devastazioni e saccheggi causati dalla
qui descritta battaglia del Convento di S. Agostino (13 e il 14/I/1748) tra Francesi ed Austriaci durante la guerra di successione al trono imperiale
tuttavia
almeno sino al 1673 anno di stampa del
repertorio biblioteconomico aprosiano
da pagina xxix e successive in cui sono segnati tramite un asterisco i personaggi (fautori ovvero sostenitori tramite sovvenzioni economiche o donazione di libri alla "Libraria" intemelia) dei quali esistevano i ritratti ,
risulta possibile ricostruire di
quanti quadri appunto con ritratti di personaggi, liguri e non, la quadreria fosse costituita come qui si legge
e che erano i seguenti =
1 - Andrea Barbazza( conte bolognese) - 2 - Antonio Muscettola( patrizio napoletano) - 3 - Antonio Maria Aprosio (agostiniano) - 4 - Giuseppe Galeano (medico di Palermo) - 5 - Fioravanti, Innocenzo Maria (di Bologna, giurista) - 6 -Giovanni Ventimiglia (conte siciliano, letterato, linguista, ricercatore della storia antica di Ventimiglia) - 7 - Giuliano Spinola (nobile genovese figlio di Tommaso Spinola, discepolo di Aprosio) - 8 - Bernardo Morando (nato a Sestri Ponente, poi nobile del casato Farnese, illustre romanziere = accanto al suo nome non compare il citato asterisco, salvo errori di stampa non registrati nell'errata corrige, il ritratto tuttora presente all'Aprosiana deve essere giunto dopo il 1673) - 9 - Leone Allacci (nato a Chio, Grecia chei nel 1586 giovanissimo presa dimora a Roma divenne celebre quale coltissimo agostiniano, letterato, bibliotecario della Vaticana acquisendo un ruolo importante per Aprosio sia nella sua vita di letterato che in quella di religioso) - 10 -Lorenzo Legati (di Cremona, letterato, curatore di opere altrui, anche di Aprosio) - 11 - Bonomi, Giovanni Francesco (di Bologna, letterato) - 12 - Minacci, Pietro Francesco (di Firenze, accademico apatista) - 13 - Passerini, Pier Francesco (giurista e protonotaro apostolico ) - 14 - Ovidio Montalbani (letterato e poligrafo di Bologna) - 15 - Puccinelli, Placido da Pescia, monaco cassinese - 16 - Placido Reina (medico di Messina - accademico della Fucina) - 17 - Bandinelli, Volumnio (nobile senese, poi patriarca di Costantinopoli) - 18 - Bernardino Tiberti (di Mentone, medico, archiatra di Onorato Grimaldi Principe di Monaco) - 19 - Agostino Nibbio (di Ventimiglia, minore conventuale) - 20 - Agostino Pavoletti (di Montalcino, agostiniano, letterato e celebre predicatore) - 21 - Domenico Lavagnini (di Ventimiglia, vicario di vari Vescovi) - 22 - Gian Domenico Cassini (di Perinaldo, celeberrimo astronomo) - 23 - Giovanni N. Cavana (nobile di Genova, mecenate dell'Aprosiana, patrocinatore e curatore di libri altrui) - 24 - G. F. Aprosio ( di Vallecrosia Rettore della chiesa di Vallebona, maestro del giovane G. D. Cassini) - 25 - Promontorio, Mauro (patrizio genovese, Vescovo di Ventimiglia) - 26 - Tomaso Oderico (nobile di Genova, letterato, astrologo) - 27 - Spinola Marmi, Tommaso (nobile di Genova) - 28 - Fabiano Fiorato (agostiniano del convento ventimigliese, perito di architettura autore del progetto per il sopraelevamento ove ospitare la sede definitiva della Bibloteca di Ventimiglia = accanto al suo nome non compare il citato asterisco, salvo errori di stampa non registrati nell'errata corrige, il ritratto tuttora presente all'Aprosiana deve essere giunto dopo il 1673) - 29 -. Giuliano Spinola II (nobile di Genova figlio di Tommaso III figlio di Giuliano I)
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Ferma restando la quasi certa assimilazione di ulteriori ritratti tra il il 1673 ed il 1681, anno di morte del "Ventimiglia" bisogna precisare che come si legge nella lettera ai lettori (ove appare scritto l'autore a chi cortese, e non totalmente amuso leggera' questa sconciatura) del suo repertorio biblioteconomico la stampa non fu carente di errori onde indurre Aprosio a stendere questo vasto elenco di correzioni in cui non compare alcun asterisco che evidenzi la mancata menzione di qualche "Fautore" donatore di un proprio ritratto, il che induce a credere che i ritratti del Fiorato e del Morando siano pervenuti dopo il 1673, precisando che il ritratto del Morando scomparso nel 1656 fu inviato all'Aprosiana dai suoi figli ed eredi con i quali "il Ventimiglia" come con il loro padre scomparso nel 1662 ebbe una fitta corrispondenza al modo che qui si puo vedere
Un interrogativo rimane tuttavia aperto su un importante ritratto ambito e richiesto da Aprosio, ma del quale non si sa se giunto o meno: siffatto interrogativo dipende dal fatto se l'illustre letterato e scienziato Francesco Redi abbia mandato o meno dopo un primo ossequioso diniego alle richieste aprosiane in questa lettera del 1667 facente parte della corrispondenza qui proposta intercorsa tra Aprosio ed il Redi .
Solo due cose si possono affermare al riguardo e per la precisione che, considerate altre lettere aprosiane, purtroppo irreperibili, evidentemente reiteranti la richiesta del ritratto, in questa missiva del 15 aprile 1672 Francesco Redi scrisse "Se questa prossima estate avro' tempo di poter far copiare un mio ritratto, io glielo mandero' ". Invero frettolosa e piuttosto ipotetica pare questa promessa del Redi (non del tutto in linea con Aprosio, nonostante la formale gentilezza espressiva, considerate varie distanze ideologiche e culturali tra i due personaggi anche a riguardo del bibliotecario mediceo Antonio Magliabechi quasi venerato dal "Ventimiglia" quanto inviso al letterato toscano) e, nonostante quanto scritto in siffatta lettera del 1672, nulla si sa di come siano andate effettivamente le cose: questo suggerisce due plausibili e contrastanti ipotesi o che mai il ritratto sia stato inviato o che quantomeno non sia giunto per tempo ai fini di una menzione a stampa nel 1673 dato che l'erudito agostiniano pur inserendo, a pagina 35, il nome del celebre esponente della Scienza Nuova tra i suoi "Fautori" non pose accanto al di lui nominativo l'asterisco indicante la presenza dell'agognato ritratto. Ipotesi difficili da avallare in un senso o nell'altro, senza ulteriori rinvenimenti di notizie.

DA RACCOLTA PRIVATA