cultura barocca
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Manoscritti francescani itineranti della Biblioteca Civica Aprosiana di Ventimiglia, saggio (qui integralmente digitalizzato) di Leandra Scappaticci in rivista Aprosiana, Nuova Serie, XXVI 2008 = CLICCA QUI PER ACCEDERE ALLA PAGINA INIZIALE E QUI PER VOLTARE LE PAGINE (NOTA BENE IL COMANDO PER SFOGLIARE L'ARTICOLO E' AI PIEDI DI OGNI SINGOLA PAGINA)
Purtroppo questo splendido articolo della compianta Scappaticci ( 1973- 2015 ) compare nell'ultimo numero dell'"Aprosiana" (2008) e tuttora mi chiedo, con altri studiosi, perché data la soppressione della pubblicazione della rivista, tal numero, peraltro ricco di vari contributi di elevato valore, sia stato l'ultimo, nonostante proprio in esso Franco Vazzoler in una dotta ma non esaustiva prefazione e il sindaco dell'epoca (nella presentazione) abbiano celebrato il percorso culturale della rivista, esplicitamente ed implicitamente, auspicando una continuità delle ricerche tramite essa promosse.
A titolo di chiarificazione preciso che ho definito dotta ma affatto esaustiva ( forse anche per il limitato spazio a disposizione ) la prefazione di Vazzoler in quanto limita, sulla scia di una discutibile costumanza accademica, l'analisi d'Aprosio solo alla querelle con lo Stigliani in merito al dibattito sul Marino ed ancora a quella con la Tarabotti su femminismo e antifemminismo seppur più contenuta con l'aprosiano invecchiamento ma periodicamente emergente sin agli ultimi anni del frate attesa soprattutto l'impossibilità di editare l'"antitarabottiana" Maschera Scoperta di Filofilo Misoponero ( ed in merito a questa giustamente il Vazzoler menziona quanti se ne occuparono con indubbia perizia).
L'autore nella sua prefazione procede però obliando del tutto ad esempio le opere moralistiche aprosiane ricchissime di dati e notazioni su un'incredibile vastità di argomenti, tantomeno citando l'opera del discepolo di Aprosio l'erudito Domenico Antonio Gandolfo che molto fece per la Biblioteca ed altrettanto si segnalò sia negli studi bio-bibliografici che nell'attivismo in Arcadia vieppiù elevando agli onori nazionali ed internazionali la "Libraria" di Aprosio.
Oltre a ciò nella stessa prefazione non compare menzione di altri interventi a pro della Biblioteca di Ventimiglia tra cui è per primo da citare il gigantesco lavoro di Mario Damonte e Anna Maria Mignone sul fondo spagnolo patrocinato dall'allora delegato alla cultura Gaspare Caramello.
Parimenti non vi si cita Antonietta Ida Fontana che oltre a stendere il regesto dell'immenso epistolario dei corrispondenti di Aprosio per il primo "Quaderno dell'Aprosiana" della Grillaia, opera moralistica del "Ventimiglia", editò criticamente i "Grilli" o Capitoli censurati.
Non compare altresì cenno in siffatta prefazione al recupero del Fondo Bono merito del bibliotecario Carlo Canzone e del pari vi si trascura (nonostante i riscontri avuti in ambito nazionale con pubblicizzati convegni, ristampe di opere e pubblicazione di un romanzo inedito) il restauro e catalogazione del fondo dello scrittore intemelio Alessandro Varaldo: restauro e catalogazione realizzati da Denise Avvantaggiati

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