Palme e palmizi, patrimonio ligure, tra letteratura scientifica e romanzi del '600 = da Ventimiglia ornata per una conversione al cattolicesimo nel romanzo "La Rosalinda" del romanziere Bernardo Morando di Sestri Ponente sin a Bordighera oggi nota quale "città delle Palme" giungendo ancora alle ben poco note osservazioni dello scienziato e letterato FRANCESCO REDI corrispondente di A. Aprosio nel cui vasto genovese epistolario manca però oltre a quelle che trascrissi criticamente QUESTA SETTIMA LETTERA del Redi recentemente scoperta. Ritornando alla riflessione sulle Palme e conseguentemente all'evento religioso della "Domenica delle Palme" (con collegamenti alle Palme Papali e all' episodio del capitano marittimo Benedetto Bresca) si veda qui un' operetta interamente trascritta sempre del REDI intitolata NOTIZIE INTORNO ALLA NATURA DELLE PALME. Volendo approfondire si veda di seguito nei dettagli Obelisco egiziano e suo spostamento dal circo di Nerone e Caligola sino in Piazza S. Pietro (con immagini antiquarie e ricostruzione di strutture e monumenti) finalizzato dall'architetto Domenico Fontana ma reso possibile dal provvidenziale intervento del Capitano Benedetto Bresca che gridò: Aiga ae corde, acqua alle corde determinando, come si può leggere attivando il collegamento, il salvataggio dell'obelisco e di molte vite umane acquisendo per riconoscenza il "privilegio delle palme papali" da Sisto V ai Bresca. Di seguito si riscontri pure la riproposizione di tale privilegio ai Bresca ad opera di Papa Pio VII ritornato libero dalla prigionia napoleonica e omaggiato del dono di "palmureli" nella città santa dal medico Giacomo Bresca cui furono rinnovati i privilegi del suo casato sul commercio delle palme approfondisci dalla STAMPA SOPRA DIGITALIZZATA ALCUNE VICENDE DI QUESTA CITTA' UN TEMPO VILLA DIPENDENTE DAL CAPITANATO DI VENTIMIGLIA[ anche se non è da dimenticare che un GRANDE E CELEBRE MERCATO DELLE PALME CON PRECISE NORME STATUTARIE ERA LA CITTA' DI SANREMO (SAN REMO)] è nota come la "CITTA' DELLE PALME", per esser sede del più settentrionale (43° di latitudine quando la pianta cresce fra i 15°-20°) areale di sviluppo di Phoenix dactylifera, l'autentica palma africana (alta fino a 20 m. e dalla corona variabile da 20 a 40 foglie verdi) riconoscibile dal fusto sottile detto "stipite" e dalle tracce geometriche delle "vecchie foglie cadute"
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Informatizzazione a cura di Bartolomeo Ezio Durante
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