cultura barocca
Con Zefiriele Tomaso Bovio, medico empirico, alchimista e cabalista veronese, un viaggio rinasimentale da Verona, Genova, Savona e quindi il Monferrato sin poi al Ponente Ligure alla ricerca di piante medicinali E' un grave peccato che Dolceacqua (vedine la cartografia multimedializzata) abbia perduto - per molti fattori, specie eventi bellici a partire dalla settecentesca Guerra di Successione al Trono Imperiale" causa prima della distruzione del castello - anche uno dei suoi gioielli dell'epoca signorile quel GIARDINO RINASCIMENTALE cui dal castello si accedeva tramite il ponte sul Nervia: il GIARDINO -per la cui manutenzione si era ultimamente fatto ricorso agli insegnamenti tanto di M. Bidet, "uffiziale" della Corte di Francia quanto di Fra Agostino Mandirola , che qui si leggono in un testo antiquario di agronomia e giardinaggio di Cosimo Trinci- utile sunto della realtà agronomica valliva tra '600 e '700 e della condizione socio-ambientale del contesto territoriale: a titolo di curiosità si può rammentare che nel XVII sec. questo GIARDINO era uno dei pochi luoghi del Ponente di Liguria in cui erano coltivate piante che si sarebbero affermate a fini alimentari dal sec. XVIII come il "Pomo di Terra" e il "Pomo d'Oro". A Dolceacqua fu emotivamente legato il II bibliotecario dell'Aprosiana, quel Domenico Antonio Gandolfo, che altresì si interessò di erboristeria - fitterapia e che del giardino rinascimentale e d'alcune esperienze botaniche parlò in un suo rescritto definendolo un nuovo "GIARDINO DEL PIACERE".

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