cultura barocca
Vedi il testo digitalizzato del Teatro alla Moda Per quanto amante del Teatro compreso quello classico, sia greco che romano (per quanto il cristianesimo originario avverso alle rappresentazioni sceniche romane prese a definire i Teatri "sentine di impurità e di disonestà) il ventimigliese Angelico Aprosio ben sapeva come anche al suo tempo nonostante i successi e la frequentazione di un pubblico sempre più vasto il Teatro fosse spesso visto con sospetto dai conservatori, ecclesiastici e non, e che non pochi ne caldeggiassero una moralizzazione anche in merito al comportamento, in scena ma soprattutto nella vita privata, degli artisti e delle artiste in particolare: anche per questo non diede il risalto meritato ad opere teatrali da lui raccolte ma non adatte, tra altre opposizioni, per coloro che capeggiati dal Tragopogono sì da reputare non dovessero venire ingressati in una biblioteca fratesca (come avrebbe dovuto essere secondo una tradizione che anche in tanti altri casi veniva ormai aggirata) pur senza di fatto esserlo, la "Libraria" in Ventimiglia cui peraltro Aprosio stava dando una, parimenti contestata, sede definitiva, nel Convento Agostiniano, con l'ausilio dei molti suoi "Fautori" = in effetti non mancavano e ancor più con lo scorrere del tempo non sarebbero mancate attrici spregiudicate e primedonne capricciose come si evince da un letterato venuto alla luce qualche anno dopo la morte di Aprosio vale a dire Benedetto Giacomo Marcello (Venezia, 24 luglio 1686 – Brescia, 24 luglio 1739: sopra nell'immagine. che è stato un compositore, poeta, scrittore, avvocato, magistrato e insegnante italiano e cui è stato dedicato il Conservatorio di Venezia = per approfondire il discorso vale ancora la pena di leggere l'acuta introduzione all'opera del Teatro alla Moda di Ariodante Marianni per il numero 1463 della "Biblioteca Universale Rizzoli (B.U.R.)" edito nel 1959 = ai tempi dell'Autore il Teatro stava subendo un'involuzione che sarebbe diventata un fatto così eclatante nel '700 proprio per i capricci di tanti suoi protagonisti sì da avere poi diversi autori satirici che misero in evidenza siffatta situazione tra cui indubbiamente spicca Benedetto Marcello con il suo Teatro alla Moda (vedine qui la digitalizzazione): pur se tra gli autori che presero in satira i difetti del Teatro moderno i nomi risultano numerosi e importanti (compare anche il giovane Goldoni) e specie in merito al predominio in esso dei "Capricci di Compositori di Musica, di Virtuose e Virtuosi" (cioè Attori e Attrici) si possono rammentare letterati di grido quali l' Algarotti, il Pianelli e l'Artenga, il Gravina, il Muratori, il Crescimbeni, il Maffei, il Baretti, il Gozzi, l'Albergati ed il Parini, Jacopo Martello, Simeon Sogràfi, Filippo Pananti molto spesso comunque debitori del Marcello = anche se non si possono non menzionare, specie a scapito delle donne operanti sulle scene, già dal tardo '600 casi limite opposti rappresentati, per esempio, da Lodovico Adimari e dalla "Basilissa" o ex Regina di Svezia Maria Cristina in merito al mondo dello spettacolo e alle donne dello spettacolo in particolare = dalla grande Stagione del Teatro in Roma Antica alla sua severa condanna a partire già dal Cristianesimo originario = in particolare la condanna morale delle donne del mondo dello spettacolo (estremizzazione antifemminista contro le donne teatranti = ....Pudica esser non può Donna vagante,/ La cantatrice è tal, dunque è puttana.... : ovvero il caso del settecentesco nobile e letterato Lodovico Adimari): vedi quindi Donne che si espressero contro le convenzioni senza "Maschera" = Suor Arcangela Tarabotti, Suor Suor Juana Inés de la Cruz -in italiano "Suor Giovanna della Croce" e Maria Cristina Regina di Svezia - Vedi qui quasi tutte le opere teatrali e musicali, non escluse ma anzi evidenziate quelle custodite all'a Biblioteca Aprosiana di Ventimiglia, in vari casi digitalizzate da "Cultura-Barocca" (quelle di assoluta rarità se non di unicità son da richiedere, in maniera motivata, a Cultura-Barocca) = visualizza inoltre qui Il Teatro di Tordinona" ed il giusto "Riscatto delle Donne di Spettacolo sotto la guida di Maria Cristina di Svezia la potente donna che ebbe l'ardire di dare del "minchione" ad un Pontefice misogino qual fu Innocenzo XI"

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