cultura barocca
Dove il Rossi lesse il Diploma d'Arcadia del Gandolfo e dove esso ora si trova custodito = Le ragioni per cui l'arcade Gandolfo non potè istituire l'Accademia degli Oscuri (le voci sottolineate in rosso sono attive e multimediali ma in sua vece si ebbe solo in seguito un effimero Gabinetto Accademico

[il "se mai è esistito", riga VI dal basso, di questo mio vecchio saggio (1984) alla luce dell'oggettiva disponibilità del diploma deve esser cassato: errata corrige informatica!]
= Illustre archeologo, scopritore del complesso demico di Ventimiglia Romana Girolamo Rossi non ebbe pari interessi in campo letterario = il documento o "diploma arcadico" del Gandolfo di cui in questo vecchio saggio dei "Quaderni dell'Aprosiana" (1984) non riuscivo a spiegarmi dove il Rossi avesse avuto modo di studiare era di fatto ancora custodito alla "Biblioteca Aprosiana".
Su tutto ciò resta basilare quanto scrisse Nicola Orengo importante bibliotecario moderno dell'Aprosiana in merito a questo importantissimo Diploma d'Arcadia del Gandolfo
letto se non registrato a stampa
impropriamente o piuttosto parzialmente: ma perchè avendolo a disposizione?
da Girolamo Rossi
sì da generare una certa confusione sul fenomeno arcadico in Liguria)
e quanto ancora l'Orengo precisò in rapporto ad
altri diplomi di Gandolfo e pure di Aprosio quando ancora si trovavano, sotto la sua custodia, in apposite buste, alla Biblioteca di Ventimiglia.
In effetti i raggiunti equilibri saltarono successivamente in forza di eventi drammatici come la II Guerra Mondiale: salvato da dispersioni e saccheggi (alcuni dei quali in effetti perpetrati, anche se con recuperi posteriori come nel caso dell'importante Fondo Bono, tornato all'Aprosiana in tempi recenti) molto materiale da salvare pervenne forunatamente all'Istituto Internazionale di Studi Liguri di Bordighera ove, con altro materiale, è tuttora doviziosamente conservato [pur se a rigor di logica, essendo oggetto di una pubblica struttura, avrebbe dovuto, finite le emergenze, ritornare tra il materiale manoscritto del Fondo Antico della stessa Biblioteca Aprosiana (alla Biblioteca ventimigliese si conserva entro quello che chiamai MS.40 una sorta di Diploma-autorizzazione in cui Gandolfo viene definito "Concionator Generalis" agostiniano, documento datato "in nostro Conventu Sanctae Mariae Consolationis genuae die 10 novembris 1702" ove si cita per il discepolo di Aprosio, evidentemente tornato momentaneamente a Ventimiglia, la licenza "predicandi Dei verbum in Ecclesia Cathedralis S. Mariae Assumptionis Intimelii)"[Concionator Generalis equivale a Predicatore Generale dell'Ordine Agostiniano = in un' epoca di forti divergenze tra Predicatori specie di Quaresimali, come l'Aprosio pure il Gandolfo dimostrò di possedere molte convergenze con colui che sarà verosimimente il più grande Predicatore del XVII secolo vale a dire Paolo Segneri].
A parte dell'enigma della mancata integrale trascrizione ad opera del Rossi del Diploma arcadico nella sua intierezza, perchè intiero era a giudizio dell' Orengo che lo vide successivamente, può dipendere da vari fattori cercai di porre un qualche relativo rimedio entro il volume del 2008 L'Aprosiana Sconosciuta e precisamente a procedere dalla pagina 114 come qui si può vedere attesa la digitalizzazione del testo stampato = in sostanza tuttavia preferisco citare la fretta nella lettura e nella stesura (non oso ipotizzare una sua improprietà a leggere un documento per giunta scritto in italiano) oltre che una presumibile sua scarsa dimestichezza o, forse ancor più, modesto interesse sul barocco, ortodosso o moderato che fosse, come anche sulle costumanze arcadiche; dall'Incipit del diploma il Rossi sembra lciar dedurre che Domenico Antonio Gandolfo sia stato insignito del titolo pastorale arcadico di " Arcanio Gentile " quando invece la forma " Gentile " era un semplice aggettivo atto a conchiudere il riferimento al Gandolfo, che nessuna Colonia Arcadica dedusse a Ventimiglia, prima dell'intitolatura (nota 18).
Nell'Incipit del Diploma Arcadico, con l'usuale espressione di cortesia, leggesi " Ad Arcanio Gentile e Valoroso Pastore da Ventimiglia ecc. ecc." [tutto in maiuscolo, cosa che può aver contribuito ad ingannare od infastidire (?) G. Rossi amante della chiarezza espositiva di rimpetto all'arruffata parte finale] seguito dalla registrazione della richiesta avanzata dal Gandolfo ( coi relativi attestati : comprese le testimonianze di garanzia di due Compastori ), della citazione dei meriti e finalmente dell'accettazione della richiesta e del conferimento del titolo pastorale arcadico con relativa onomastica = Gandolfo ebbe effettivamente il nome di " Arcanio " cui fu aggiunta -secondo l'usanza accademica- la forma ellenizzante di specificazione, in questo caso, "tramite estrazione dall'Urna", quella di " Caraceo " al fine di surrogare (con le relative prerogative) il defunto Arcade "Sicelio Caraceo" alias il napoletano Domenico Muniaci (p. 332 de L' Arcadia....del Crescimbeni = per un approfondimento sul Muniaci si può leggere qui e precisamente entro il Tomo I delle Notizie Historiche degli Arcadi Morti ) .

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