cultura barocca
FORME VARIE DI MAGIA LE VOCI DELL'IMMAGINE SONO ATTIVE = VEDI POI QUI : DAI "SAGITTARI" ALLE "STREGHE ARCIERE" ED ANCORA ANALIZZA STREGHE - STREGONERIA: DALLA DIOCESI DI VENTIMIGLIA ALLA PROVENZA E AL BASSO PIEMONTE ED, ANCORA, FINALMENTE, IN DETTAGLIO LE INTERAZIONI TRA SESSO GIUSTO E PECCAMINOSO, LA DONNA CHE ESERCITA LA PROSTITUZIONE IN AMBITO CATTOLICO O RIFORMATO. LA STREGA SUPREMA O ERETICA

DA NINFA E FATA CH'ERO AI TEMPI DEGLI DEI ANTICHI FUI FATTA STREGA; COL TEMPO DIVENTAI LEGGENDA ASSASSINA E L'ALTRUI ODIO PER IL MIO SESSO VOLLE CRUDELE CHE VOLANDO ATTRAVERSO L'ARCOBALENO DA DONNA CH' ERO DIVENTASSI UOMO ED ORCO
[La donna sospettata di stregoneria che nel corso di questo interrogatorio inquisitoriale pronunciò tale frase -verosimilmente poeticizzata da un notaio o scrivano preposto alle registrazioni dell'inchiesta sotto quaestio- andava recuperando una tradizione maturata che voleva benefiche le opere delle Ninfe pagane e poi rovesciate in malefiche dalla sconsacrazione cristiana = in effetti però nella variegata superstizione antica le Ninfe non costituivano necessariamente forze benefiche ma divinità o semidivinità connesse spesso al Culto delle Acque e dei Boschi Sacri cui ci si poteva rivolgere per avere favori diversi od appellarsi, usandole come intermediarie, a divinità ancora più potenti = e tutto cio' rientrava nella lotta alla solida
PERSISTENZE -OLTRE LA CADUTA DELLA RELIGIONE DEI GENTILI- DI DELICATE PERSISTENZE RELIGIOSO-CULTURALI TIPICAMENTE "PAGANE" CIOE' PROPRIA DEI SITI NON METROPOLITANI MA DI FORTE TRADIZIONE AGRICOLA, RUSTICA E PASTORALE, POI IN CASI DIVERSI SOPRAVVISSUTE ED EVOLUTESI IN MANIFESTAZIONI DI ORDINE FOLKLORISTICO COME QUI SI PUO' VEDERE
Nella sua fondamentale opera Epigrafia Latina la grande epigrafista Ida Calabi Limentani scrive (pp.310 -312) = "Tabella defixionum [Tavole di Magia] / Sono uno dei tanti oggetti della superstizione antica: tavolette per lo più (ma non esclusivamente) di piombo che contenevano scritta su una facciata (e talora, come nell'esempio qui dato, su entrambe) la formulazione più o meno lunga di maledizione contro uno o più individui per qualche motivo considerati nemici. Spesso si tratta (quando i motivi sono espressi) di rivali in amore, ladri, litiganti, aurighi della fazione avversaria (questi ultimi a Roma, Cartagine e Hadrumetum). Essi venivano votati agli inferi, e perciò assai spesso le tavolette erano introdotte abusivamente in sepolcri di persone affatto estranee. Contengono fondamentalmente il nome del destinatario della defixio, spesso accompagnato da quello della moglie (o del marito), dei figli, della madre, per preoccupazione di chiarezza; un verbo indicante l'azione della maledizione, come ligare, deligare, obligare, defigere o anche semplicemente demandare, devovere; il nome della divinità cui il maledetto viene denunciato e parole magiche; talune hanno l'elenco di tutte le parti del corpo che devono essere colpite. Alcune sono completate con la rappresentazione di segni e simboli, talora anche con un tentativo di ritratto della persona maledetta, che poteva anche essere raffigurata a parte con figurine plastiche (sigilla). Tali tavolette furono diffuse in Grecia e nel mondo romano; la maggioranza è scritta in greco, seguono quelle scritte in latino, i etrusco, in osco, in celtico, in punico, in iberico.
96. - CIL XI, 1823; ILS 8748; A. Audollent, Defixionum tabellae, Parigi, 1904, n. 129. Arezzo (Museo Archeologico).
Q. Letinium | Lupum qui et | vocatur Cau|cadio, qui est fil[ius] Sal|lusti[es Vene ]|ries sive Ven[e]|rioses hunc | aput vostrum (sul rovescio) numen de|mando, devo|veo. desacri|fico, uti vos A|quae ferventes, | siv[e] vos Nimfas | [si]ve quo alio no|mine voltis adpe|[l]lari, uti vos eu|m interemates | interficiates (sic) | intra ann|um tusm....
La defixio copre le due facce di ua tavoletta alta cm. 12, larga cm. 9, trovata presso la fonte di acqua calda di Poggio Bagnoli, presso Arezzo. Il testo è costituito da un unico periodo sintatticamente regolare, con il nome di colui che si vuole colpire all'accusativo (mentre in altre defixiones è al nominativo), completato dalle indicazioni del soprannome, e del nome della madre in due accezioni; la chiarezza o insistenza dell'intenzione è messa in evidenza dai tre verbi indicanti la maledizione e dai due significanti uccidere e dalla denominazione delle divinità che sono quelle della fonte; è precisato che tutto debba avvenire entro l'anno. le ultime lettere tusm non sono intelleggibili (una serie di abbreviazioni? v. Audollent, ad l., p. 185, che legge itsum. Manca il motivo per cui si fa la defixio"].

VEDI PURE QUI GLI
ESORCISMI CONTRO LE FORZE DEL MALE
E LA TERRIFICANTE
"CAMERA DELLA QUAESTIO VOLGARMENTE "CAMERA DEL DOLORE" O "CAMERA DELLE TORTURE"

ED ANCORA VEDI
1 - LA PROVA DEL FUOCO E DELL'ACQUA CALDA
2 - LA PROVA DELL'ACQUA FREDDA E DELLA SUA REPULSIONE DELLE STREGHE DA A. SCRIBONIO A M. A. DEL RIO
3 - LA PROVA DEL GALLEGGIAMENTO DELLE STREGHE CON ATTENZIONE AI PROCEDIMENTI IN AMBITO RIFORMATO



* - L'ORRORE MA ANCHE IL MOTIVO DEGLI
"SPETTACOLI PUBBLICI DI GIUSTIZIA"
SIA VERSO CRIMINALI NATURALI
CHE CRIMINALI PRETERNATURALI
REGISTRATI ANCORA NEI SETTECENTESCHI
"RAGGUAGLI" DEI "FOGLI VOLANTI"



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