cultura barocca

LODOVICO ADIMARI

In merito alla produzione di LODOVICO ADIMARI si propone qui la digitalizzazione del suo volume di SATIRE tratta da un volume del 1764 (la prima edizione, postuma, fu del 1716): nell'opera qui digitalizzata al FRONTESPIZIO segue una lettera dell'EDITORE AL PUBBLICO, quindi un ELOGIO dell'Adimari estrapolato dagli Scrittori d'Italia di G. Mazzucchelli (I vol., pag. 142 dell'edizione bresciana 1753): in sostanza si tratta della ricostruzione dell'ESPERIENZA ESISTENZIALE E POETICA DI L. ADIMARI.
Finalmente si succedono le CINQUE SATIRE secondo questa sequenza = A - SATIRA I: CONTRO L'ADULAZIONE, B - SATIRA II: CONTRO I VIZI UNIVERSALI, C - SATIRA III: CONTRO IL VIZIO DELLA BUGIA, E SUOI SEGUACI, D - SATIRA IV: CONTRO ALCUNI VIZI DELLE DONNE, E PARTICOLARMENTE CONTRO LE CANTATRICI, e in conclusione E - SATIRA V: CONTRO I VIZI DELLE DONNE IN UNIVERSALE.
L'opera satirica dell'ADIMARI, che per alcuni aspetti si presenta come una sorta di emulazione di Persio, nel contesto delle CRITICHE MOSSE ALLA SOCIETA' DEL SUO TEMPO oggettivamente è caratterizzata dalla prevalenza di un sostanziale ANTIFEMMINISMO che coinvolge la DONNA in generale pur dando l' apparenza di una CRITICA PIU' DECISA AVVERSO LE CANTANTI, O COMUNQUE LE DONNE DELLO SPETTACOLO.
Nulla esclude che l' ANTIFEMMINISMO DELL'ADIMARI abbia una motivazione ben più forte delle riflessioni libertine epocali e che abbia trovato la sua motivazione nelle radici profonde dell'animo e della vita del poeta che, cosa su cui nell' ELOGIO non si fa cenno (come neppure nelle NOTIZIE STORICHE DEGLI ARCADI MORTI: di cui si possonon qui consultare gli INDICI e in dettaglio la stessa voce LODOVICO ADIMARI) all'interno di una vicenda oscura, dai connotati tanto moderni quanto antichi, fu costretto a fuggire da PIETRASANTA, di cui era stato nominato CAPITANO, essendo stato
ACCUSATO DI UNA SERIE DI VIOLENZE AVVERSO LA MOGLIE DA LUI VARIAMENTE ACCUSATA D'AVERE UN AMANTE
sin al segno di progettare d'UCCIDERLA nel contesto di una costumanza storica e letteraria ma anche giuridica che sanciva
ESSER ASSAI PIU' GRAVE L'ADULTERIO DELLA DONNA RISPETTO A QUELLO DELL'UOMO E
SU CUI A SUO TEMPO VENNE ANCHE REDATTA UNA "TRAGICA STORIA" QUI DIGITALIZZATA
.
Di questa decisione dell'ADIMARI a suo tempo discussa o volontariamente celata anche se qualche volta al centro di dibattiti resi possibili dai favori di qualche ammiratore e studioso del poeta (studioso che comunque si rivelò spesso confuso e scorretto, anche nella ricerca di un qualsiasi alibi od altra giustificazione per l'Adimari) offre i dati più esaustivi DINO PROVENSAL che individuò anche una qualche letteraria TRACCIA NELLA II SATIRA "CONTRO I VIZI UNIVERSALI" laddove scrisse queste
**********TERRIBILI PAROLE DI VENDETTA E DI MORTE, DI FERRO E VELENO**********.
DONNA "MARIA CERBINI BUONACCORSI" ebbe -forse ma non esclusivamente data la famiglia di appartenenza- però il CORAGGIO DI DENUNZIARE IN QUALCHE MODO GLI EVENTI e come si evince dall'analisi dei fatti la cosa agli inquirenti si rivelò fondata e seria con al punto che si ebbe ARRESTO E PROCESSO e quindi condanna all' ESILIO DELL'ADIMARI di modo che solo nel 1692 il poeta potè rientrare a Firenze, capitale del granducato di Toscana, AVENDO OTTENUTA LA GRAZIA DAL GRANDUCA


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