cultura barocca
Stato Sabaudo e Repubblica di Genova = tra astronomia, ricerche di romanità, medaglistica, biblioteconomia assieme al qui sotto proposto Giovanni Battista Audifreddi altri illustri personaggi da non dimenticare come Carlo Fea di Pigna, Carlo Pullini ed ancora il genovese Ambrogio Balbi
INF. DI B. E. DURANTE
RITRATTO DI PADRE GIOVANNI BATTISTA AUDIFFREDI = APPROFONDISCI QUI DA TESTO ANTIQUARIO

Il domenicano padre Giovanni Battista Audiffredi (vedi)
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nato da nobile casato e con il nome secolare di Giulio Cesare -poi mutato in Giovanni Battista una volta fattosi religioso- a Saorgio - Saorge (clicca sul num. 8 della carta antiquaria multimedializzata) quindi nella sabauda Contea di Nizza ma mai dimentico di quella terra ove il suo cognome nella variabilità degli esiti Audifreddi/Audiffredi si ripeteva sin a generare confusione [vari personaggi dal cognome apparentemente consimile che per lo più si fecero editare le loro dissertazioni universitarie, anche di diploma di Laurea = Audiffredi, Giovanni Battista (Joannes Baptista Audiffredi a Vernante ad j.u. prolysin in R. Taurinensi Athenæo anno 1795. die 30. aprilis hora 4. pomeridiana Pubblicazione Augustæ Taurinorum : ex typographia Jacobi Fea juxta ædem Sancti Francisci a Paula) - Audifreddi, Giovanni Nicola (Joannes Nicolaus Audifreddi a Vernante ut jurisprodoctor renunciaretur publice disputabat in TAurinensi Archigymnasio die 27 augusti 1806, hora 5 pomeridiana) - Audiffredi, Giuseppe Maria (Prolyta Joseph Maria Audiffredi Vernantensis ad S.F. lauream in Regio Taurini Lyceo 1782 die 3. junii hora 6. pomeridiana Augustæ Taurinorum : excudebat Joannes Michael Briolus)]: l'Audiffredi (1714 - 1794, Roma) non disdegnò alla maniera antica l'uso di pseudonimi, nel redigere qualcuna delle sue tante opere, giuocando un poco su queste convergenze onomastiche procedenti dall'areale dalla vicina località di Vernante -oggi stazione turistica montana prossima a Limone Piemonte- fin addirittura al Monte Toraggio (fatto che non mancò, nel caso di qualche studioso, di generare incongruenze sull'esatta forma del suo cognome )
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fu celebre come astronomo, erudito classicista, antiquario, numismatico [ma anche ebbe rinomanza quale naturalista tanto da fare ricerche e supervisioni sulla basilare, per lo Stato della Chiesa, produzione dell'allora preziosissimo e sorvegliatissimo, anche a rischio di scomuniche, allume (vedi) specie dopo i rinvenimenti di ricchi giacimenti ai Monti della Tolfa: rinvenimenti dovuti a Giovanni Da Castro, datati 1460 con sfruttamento autorizzato dal 1462]. L' Audiffredi raggiunse l'apice della fama divenendo a Roma prefetto della celebre Biblioteca Casanatense ("Il 28 aprile del 1749, con voti unanimi, fu chiamato come secondo bibliotecario alla Casanatense di Roma, appartenente all'Ordine domenicano, la quale costituiva uno dei centri intellettuali più famosi del tempo. Dieci anni dopo, nel 1759, fu nominato prefetto, carica che conservò fino alla morte, avvenuta il 4 luglio 1794" = tale grande struttura culturale che egli portò ad autentico splendore ma di cui ampiamente già si legge nell'opera seicentesca qui digitalizzata di Carlo Bartolomeo Piazza, Eusevologio Romano .... con due trattati delle Accademie e Librerie celebri di Roma = di lui scrisse un contemporaneo, il celebre E.Q. Visconti, nel 1785: "In ogni genere di notizie e particolarmente bibliografiche si distingue il padre Audiffredi, primo bibliotecario della Casanatense. Versato nelle lettere e nelle scienze, è forse l'uomo più enciclopedico che abbiamo a Roma. Valente astronomo, dotto antiquario, buon naturalista, eccellente bibliofilo, ha scritto con lode in questi diversi generi ed ultimamente pubblicò un'operetta sulle edizioni romane del secolo XV, piena di belle notizie e osservazioni": per una bibliografia moderna vedi la voce Audiffredi, Giovanni Battista a cura di Paola Tentori in Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 4 -1962). Anche se oggi invero di lui mediamente non sussiste grande cognizione nel contesto del Ponente Ligure e della limitrofa Francia è da dire che in effetti alla sua epoca come altri celebri autori liguri e sabaudi godette grandissima fama di studioso tale da accomunarlo a celebri astronomi di questo contesto geopolitico quali il Cassini e parimenti da accostarlo a grandi bibliotecari come Angelico Aprosio [ cui -fatta salva la distanza cronologica e le nuove postulazioni di ricerca- era connesso dalla poliedricità degli interessi = a titolo esemplificativo si menziona la passione aprosiana oltre che per la biblioteconomia altresì per archeologia ed antiquariato sublimata nelle ricerche su Ventimiglia Romana condensate nelle Antichità di Ventimiglia ed in qualche modo sublimate dalla passione, poco studiata, per la numismatica, la medaglistica e l'oggettistica romana (vedi qui il "Museo Aprosiano" e la corrispondenza Aprosio - Liceti)] ma per motivi magari distinti da collegare pure al discepolo di quest'ultimo vale a dire Domenico Antonio Gandolfo la cui erudita, quanto sempre troppo poco studiata, esistenza da Ventimiglia si concluse tra Genzano e Roma essendo divenuto celebre come "Pastore d'Arcadia".
L' Audiffredi molto scrisse -prescindendo dai suoi basilari, immensi cataloghi della Casanatense- e compose anche sotto lo pseudonimo (invero ne usò anche altri) di Giulio Cesare Bottone da Monte Toraggio (vedi la carta multimediale interattiva) ["Saggio di osservazioni di Giulio Cesare Bottone da Toraggio (vedi il sito da un'altra straordinaria prospettiva) sopra il discorso premesso all'Ordine della vita cristiana del Beato Simone da Cascia stampato in Torino l'anno MDLXXIX. Nel quale si pretende provare, che la massima parte delle opere, che vanno sotto il nome del P. Domenico Cavalca da Vico Pisano siano del detto Beato e confutazione di un tale divisamento", Cosmopoli (ma Roma, Tip. Salomoni), 1780, 8°, p. 2, 140 = vedi Parenti, "Diz. dei luoghi di stampa", p. 67].
Gli studi sul personaggio non sono tuttavia molti e facilmente reperibili sì che pare qui interessante riprodurre l'
********erudita quanto attenta rivisitazione critica integralmente digitalizzata********
che, in occasione della di lui morte il 3 luglio 1794, ne fece Antonio Nicola Cianelli.
Leggendo l'opera si intende però che l'Audiffredi fu anche un significativo
continuatore del collezionismo antiquario e dell'assidua ricerca di reperti di romanità
non a caso è da menzionare la sua opera sempre per la Casanantense
di numismatico che condusse a termine il catalogo delle medaglie dello stesso museo, che però rimase manoscritto dando però alle stampe una erudita descrizione di una moneta d'oro di Gneo Domizio Enobarbo (v. pag. 227) sposo di Agrippina Maggiore (v. pag. 225) e quindi padre di Nerone (v. pag. 227) da lui stesso acquistata = Expositio historico-astronomica. Accedit: Descriptio aurei nummi Cnaei Domitii Ahenobarbi, Romae 1762.
Questa variegata attività, specie in merito a collezionismo ed antiquariato,
[senza dimenticare l'illustre settecentesco archeologo e antiquario di Pigna, Carlo Fea che fu "Commissario delle Antichità dello Stato Pontificio e Presidente del Museo Capitolino = vedi qui in cartografia multimediale l'areale ricco di straordinarie testimonianze di estrema antichità di Pigna in Val Nervia ai limiti occidentali d'Italia in cui il futuro archeologo mosse i primi passi prima di spostarsi a Nizza per approfondire i suoi studi]

collegò in qualche modo l'Audiffredi anche al di poco posteriore
Abate Carlo Antonio Pullini
la cui opera merita come qui si è cercato di fare di essere proposta con documenti coevi e digitalizzati, vedi =
Notizie Biografiche intorno all'Abate Carlo Antonio Pullini, raccolte dall'avvocato P. L. R., Torino, Dai Torchi di Giuseppe Favale, 1817.
Notevole in effetti fu nell'antiquariato la tradizione sabauda ma anche ligure
come
D. Bertolotti rammenta nel suo ottocentesco Viaggio per la Liguria Marittima anche se soprattutto a riguardo della grande città di Genova e dei reperti di classicità custoditi soprattutto nella Villetta di Negro:
tra le figure che meritano peculiare attenzione in Liguria per le ricerche fatte sia in campo letterario che antiquario-archeologico merita
comunque una notazione particolare:
Ambrogio Balbi = di cui si è ritenuto proporre qui digitalizzate integralmente con indici moderni tre opere connesse ad entrambi questi settori culturali



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