cultura barocca
I quattro libri della caccia di Tito Giovanni Scandianese Venezia, 1556 (un es. in Biblioteca Aprosiana) Sin da ROMA ANTICA L'ATTIVITA' VENATORIA EBBE UN PARTICOLARE RILIEVO ma soprattutto nel MEDIOEVO LA CACCIA oltre a rappresentare una simulazione della guerra si impose quale esigenza sociale sia per l'alimentazione sia per la salvaguardia di una nascente economia in cui la tutela dei campi e dei centri abitati dall'aggresssione di animali selvatici divenne spesso irrinunciabile: logicamente per i ceti egemoni, quel ruolo ludico divenuto oggi motivo di contrasti tra animalisti e cacciatori era spesso predominante e nella sua pratica v'era esibizione di forza, abilitą e destrezza (da qui si era evoluta l'apprezzata CACCIA COL FALCONE giunta tardi in EUROPA sulla scia dei BARBARI non esclusi gli UNNI). In Liguria l'attivitą venatoria ebbe sempre grande considerazione sia tra il popolo, per esigenze alimentari, sia per i ceti abbienti e patrizi per divertimento e pratica sportiva ma la falconeria col tempo decadde. Tenendo anche conto della EVOLUZIONE DELLE ARMI, assunsero un ruolo sempre maggiore le attivitą di caccia contro o grandi animali che dominavano nell'ecosistema ligure come il LUPO CERVIERO, il LUPO ITALIANO, l'ORSO e il CINGHIALE [ oggettivamente nel passato il PERICOLO RAPPRESENTATO DA ALCUNI GRANDI PREDATORI PER L'ECOSISTEMA RURALE ED IN PARTICOLARE ZOOTECNICO ERA NOTEVOLE come si evince anche da queste NORME STATUTARIE COME QUESTE DI PIGNA IN LIGURIA, ALTA VALE NERVIA comportavano PREMI PER QUANTI AVESSERO UCCISO ORSI o LUPI GROSSI PREDATORI: i motivi di preoccupazione non erano peraltro immotivati e dalla lettura del MANOSCRITTO BOREA si apprendono le vicende di VARIE E MORTALI AGGRESSIONI DI LUPI (per quanto spesso enfatizzate nella narrazione popolare) nel Ponente ligustico in vari anni (1532, 1564, 1637, 1641, 1643,1814, 1815, 1816). E' PER INCISO DA PRECISARE CHE LA CHIESA ROMANA SEMPRE ATTENTA AI PROBLEMI SOCIALI, OLTRE CHE AL SUO GOVERNO INTERNO, SI INTERESSO' SPESSO AI VARI ASPETTI DELL'ATTIVITA' VENATORIA; ALLA VOCE VENATIO DELLA BIBLIOTHECA CANONICA... DI LUCIO FERRARIS SONO AFFRONTATI VARI ASPETTI DI CACCIA E PESCA CONCERNENTI SIA LAICI CHE CHIERICI: IN MERITO AI CHIERICI POI, NELLA STESSA MONUMENTALE SILLOGE ALLA VOCE CLERICUS VENGONO TRATTATI GLI SPECIFICI RAPPORTI POSSIBILI O NON CON L'ATTIVITA' VENATORIA E CON LA PESCA SPECIFICATAMENTE PER I CHIERICI (VEDI QUI ARTICOLO VI).

L'IMMAGINE E' QUI RIPRESA DALL'OPERA DI TITO GIOVANNI SCANDIANESE ("I QUATTROLIBRI DELLA CACCIA", VENEZIA 1556) CONSERVATA PRESSO LA CIVICA BIBLIOTECA APROSIANA DI VENTIMIGLIA.

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