Assieme ai qui doverosi riferimenti sia biografici che bibliografici con la letteratura del e sul Gandolfo con l'elenco delle opere pubblicate, delle inedite di cui i manoscritti maggiormente importanti son conservati a Genova ma non all'Universitaria come conseguenza dell'operazione Semino-i ma in altra sede ( che chi legge a questo collegamento riesce facilmente ad individuare) in dipendenza del mercato antiquario settecentesco visto che gli amministratori rivoluzionari non interessati a conservazione culturale li vendevano ad agiati committenti a prezzi che qui si possono leggere: con tutto questo seguito dall'elenco del materiale, di vario genere, del Gandolfo o sul Gandolfo, presente alla Biblioteca Aprosiana ove tuttavia l'unica importante produzione manoscritta del Gandolfo di trova entro questo volume a stampa che, essendo consulente scientifico dell'Aprosiana, nominai "Oldoini corretto" e di cui qui si legge una approfondita analisi visto il rilievo che ha per ignoti aspetti della letteratura seicentesca e del primo settecento di autori liguri, provenzali e sabaudi un libro con manoscritto davvero curioso ed utile per dissipare errori sia del '600 che dell'800 considerato pure che contro quanto implicitamente negato da G. Rossi (con altre sue considerevoli sviste specie in merito alle mai finalizzate esperienze accademiche in Ventimiglia ed alla lettura critica di questo diploma di ascrizione all'Arcadia romana del secondo bibliotecario dell'Aprosiana) dalla residenza laziale il Gandolfo seppur per un limitato periodo quale Concionator Generalis dell'ordine agostiniano fece invece ritorno a Ventimiglia onde predicare in Cattedrale, integrando poi questo volume con ulteriori sue glosse manoscritte ESPLICAZIONE DELLO PSEUDOMANOSCRITTO "OLDOINI CORRETTO" [titolo dell'opera a stampa Athenaeum ligusticum seu Syllabus scriptorum ligurum nec non sarzanensium, ac cyrnensium reipublicae genuensis subditorum
di Agostino Oldoini
, Napoli, Apud HH. Laurentij Ciani, et Franciscum Desiderium, 1680
Si segnala qui il saggio di B. Durante sul Gandolfo da cui molto si estrapola utile per riconsegnare il Gandolfo alle grandi sillogi moderne come la "Storia della letteratura della Einaudi" diretta da A. Asor Rosa in cui il discepolo di Aprosio viene anche recuperato sotto cognome nella voce autori, vol. I
Domenico Antonio Gandolfo (vedi qui vita ed opere), amatissimo discepolo di Aprosio - che come qui si legge ne scrisse lodandolo al grande Magliabechi - e poi suo successore quale II Bibliotecario della Libraria di Ventimiglia (e non è da dimenticare la cura con cui seguì il maestro ammalato sino alla morte, curandone poi le esequie e soprattutto redigendo quello che doveva essere il CLICCA QUI PER RITORNARE ALLA "HOME PAGE" DI CULTURA-BAROCCA
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testo per la
lapide commemorativa di Aprosio da sistemare a fianco dell'accesso alla "Libraria"
ma che, per quanto noto, verosimilmente rimase poi solo allo stato di manifesto funebre cartaceo).
Con il tempo
Gandolfo poi detto il "Concionator" per le sue qualità oratorie (lo si analizzi qui sotto altra prospettiva documentaria), accostatosi ad una nuova temperie intellettuale, dimostrerà che da Nizza a Ventimiglia e Cuneo, per poi estendersi nel Ponente di Liguria, la situazione culturale di detto areale non era povera affatto, come sostenuto abbastanza unilateralmente fino ai suoi tempi.
Tra molte iniziative culturali realizzate, D. A. Gandolfo (che fu grande Sillogista cioè raccoglitore di notizie bio-bibliografiche su Autori dell'Ordine Agostiniano, redattore dei Fiori Poetici dell'Eremo Agostiniano e compositore dell'utilissimo Dispaccio Istorico, Curioso ed Erudito) su una copia
dell'
Athenaeum Ligusticum dell'Oldoini (tuttora all'Aprosiana e da me nominato "Oldoini Corretto"), in glosse e parti manoscritte sulle pagine bianche, rivisitò la letteratura ligure, correggendo sviste dell'Oldoini o integrandone alcune mancanze, specie a riguardo del Ponente (senza però escludere scrittori e poeti di Nizza e Mentone, l'area pedemeontana ed altre località della "Liguria Marittima" sin a Savona) =
scorrendo qui solo un parziale
*****************elenco commentato degli autori, locali in senso lato*****************
associato a relazioni gandolfiane con altri eruditi italiani e non, locali e non si evince quanto sia stato meticoloso il lavoro del frate oltre che a vantaggio della Biblioteca intemelia anche a pro dei letterati locali pur se sempre al Gandolfo -atteso l'obbligo ecclesiastico cui non poteva rinunciare di trasferirsi nel Lazio a Genzano e quindi a Roma (ove pur grandi furono i riconoscimenti ottenuti)- procurò dolore -come a suoi amici ventimigliesi e non solo-
la mancata istituzione contro alcune vetero opinioni di successivi critici letterari dell'ideata intemelia
"Accademia degli Oscuri"
attorno alla quale si sarebbero dovute coagulare le energie dei dotti locali e del circondario
[in questo contesto, fra molti autori, non si può ignorare la citazione di autori nizzardi = interessante è la figura di Giovanni Francesco Martini di Nizza figlio della poetessa trapiantata a Nizza Camilla Bertelli già amica di Aprosio oltre che del Gandolfo solita far la villeggiatura con il figlio nella località turistica di Latte di Ventimiglia ove sorgeva il Palazzo Episcopale e altri eruditi di nobili famiglie intemelie, e non, solevano villeggiare: l'ambiente era interessante anche perché non troppo casualmente emergevano dal terreno o venivano trascinati sulla spiaggia dal mare reperti di romanità sì da suggerire colte riflessioni sul luogo ma meritevole di una attestazione è altresì il poeta nizzardo
Pietro Andrea Trincheri anche se fra tanti di altri luoghi merita un cenno particolare un intimo di Gandolfo, il poeta di Dolceacqua Giovanni Paolo Fenoglio che redasse questo appassionato elogio della città di Ventimiglia.
Ma nemmeno si dimentichino i contatti del
Gandolfo "romano" divenuto Pastore d'Arcadia ed altro ancora con molti eruditi e letterati di varia formazione e pure con parecchi che, a Roma e non solo, furono "Seguaci", anche dopo la di Lei morte, di Maria Cristina ex regina di Svezia ovvero la "Basilissa" come la si sominava e come qui è scritto al Gandolfo e conseguentemente, seppur in modo indiretto e mediato, con Gian Domenico Cassini = cosa che dovette riportare Gandolfo a meditare sul primo maestro del Cassini "Gio.Francesco Aprosio, di Vallecrosa, già Rettore della Parochiale di Vallebuona, quindi su Aprosio e la Biblioteca Aprosiana ove Cassini fu condotto giovinetto a visualizzare la potenza del sapere (Biblioteca di cui divenne
poi Fautore -X nome dal basso di p. XXXIX- donando per la Pinacoteca o più esattamente Quadreria della stessa il suo ritratto)
sì da esser presto indirizzato tramite Angelico al Collegio dei Gesuiti di Genova per poi formarsi ulteriormente presso lo scienziato G. B. Baliano e quindi perfezionarsi a fianco del patrizio bolognese Cornelio Malvasia in previsione di una reale quanto prestigiosa carriera di scienziato ]
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