cultura barocca
Informatizzazione a cura di Bartolomeo Ezio Durante Il PARROCO (sopra un suo stemma) è, nella Chiesa cattolica, quel presbitero che il vescovo invia a presiedere una parrocchia. L'autorità del parroco è dipendente da quella del vescovo, per realizzare gli orientamenti che questi propone alla sua diocesi. Quando un parroco detiene una qualche giurisdizione sulle parrocchie limitrofe, riunite in unità pastorali, foranie, vicariati o decanati, o presiede un capitolo canonico, prende il titolo di moderatore, vicario, prevosto, arciprete o decano. Gli stessi titoli possono essere spesso attribuiti anche per ragioni onorifiche. Il termine viene dal greco antico (pàrokos), derivante dal verbo paréko, "io somministro", e si riferiva a colui che, per incarico dello stato, forniva vitto e alloggio ai pubblici funzionari di passaggio (specie nel transito per le Mansione o Stazioni Stradali disposte lungo le grandi vie) (qui a titolo documentario, per l'importanza sul tragitto della Via Iulia Augusta si analizza la Stazione Stradale Romana di Costa Balena(Balenae - Beleni) tra i municipia liguri di Albingaunum ed Albintimilium sia ancor più per evidenziare le interazioni, tuttora comunque approfonditamente studiate, tra il paganesimo della Civiltà dell'Impero di Roma e la graduale sovrapposizione alle testimonianze della civiltà classica di quella repertazione cristiana di cui agli inizi del XIX secolo fu attento studioso il Canonico Lotti del quale qui -nei collegamenti ai piedi dell'immagine, si riproduce la relazione sui ritrovamenti che egli fece di varie epoche e culture). Successivamente il termine è stato reinterpretato secondo parrocchia, da cui differisce tuttavia per etimologia ( Sotto voce "parrocchia" il BATTAGLIA scrive = " Voce dotta, tarda ed ecclesiastica, parokia diocesi poi parrocchia, forma laterale di paroscia dal greco paroikia propriamente gruppo di case vicine, derivato da paroikeo abito vicino: poi accostato a parokos" dove però questo ultimo ha al suo interno la lettera "Kappa" da intendersi però non come il "Kappa" greco, delle altre forme qui precedentemente citate, ma come la lettera greca "Chi" ). La figura del parroco nasce contestualmente alla parrocchia, nel momento in cui con l'espansione delle comunità cristiane la cattedrale non poteva più soddisfare compiutamente alle necessità dei fedeli. Per questo motivo, e per il fatto che molti cristiani vivevano lontano dalla cattedrale, si rese necessario aprire luoghi di culto decentrati, che il vescovo affidava alla cura pastorale di un presbitero. Attraverso i secoli il fenomeno finì con l'assumere una dimensione vastissima di maniera che, per esempio tra i secoli XVI e XVIII, come scrisse Lucio Ferraris si sancì come qui si vede un esteso elenco di tipologia, architettonica e non, degli edifici destinati al culto cattolico e variamente retti dal clero (il tutto integrato dai vari previlegi e dalle severissime regole di gestione volta per volta da seguire puntigliosamente) = tra tanti altri possibili si propone qui l'esempio di una chiesa antichissima (con prossima repertazione romana) evoluta -poi recentemente con una viciniore realizzazione moderna- per le esigenze dei fedeli allo stato di Parrocchia è quello qui proposto della Chiesa di S. Rocco e S. Vincenzo ai Piani di Vallecrosia. Un caso per certi versi analogo benché sviluppatosi in maniera diversa fu quello della Parrocchia di S. Agostino a Ventimiglia (già chiesa di N. S. della Consolazione del locale Convento degli Agostiniani): la parrocchia venne eretta sfruttando la soppressa chiesa del Convento Agostiniano di Ventimiglia ma contestualmente l'erezione di un nuovo edificio di culto d'ordine parrocchiale andava imponendosi nella città "bassa" di Ventimiglia che si stava espandendo celermente dopo che per millenni sotto di essa aveva "dormito" il nucleo demico basilare del suburbio del municipio imperiale romano di Albintimilium. Nella Chiesa cattolica latina il ministero dei parroci è regolato dal codice di diritto canonico ai cann. 519-534. Il can. 519 situa il ministero del parroco nel contesto della vita ecclesiale: " Il parroco è il pastore proprio della parrocchia affidatagli, esercitando la cura pastorale di quella comunità sotto l'autorità del Vescovo diocesano, con il quale è chiamato a partecipare al ministero di Cristo, per compiere al servizio della comunità le funzioni di insegnare, santificare e governare, anche con la collaborazione di altri presbiteri o diaconi e con l'apporto dei fedeli laici, a norma del diritto ". Sempre per il diritto canonico, il parroco può essere nominato dal vescovo per un tempo definito, in Italia per nove anni. Prima della scadenza dei nove anni, il vescovo non ha, però, il potere di revocarlo, se non per gravi motivi. Quando lo richiedano le circostanze, il capo della diocesi può comunque invitare quello della parrocchia a dimettersi, se sussistono motivi proporzionati o la destinazione ad altro incarico. Un caso particolare è quello della parrocchia di Grado: il parroco è nominato senza scadenza in quanto la città era sede di un antico patriarcato e, proprio per questa sua particolarità il parroco è proposto dal Vescovo diocesano e nominato dal Comune. In alcune chiese evangeliche di lingua italiana (ad esempio la chiesa evangelica riformata della Val Bregaglia), lo stesso pastore protestante è pure chiamato "parroco". Ritornando al XVII - XVIII secolo per avere un'idea dei molteplici compiti del Parroco vale la pena di analizzare (dopo la voce Parrocchia, Parrocchiale, Parrocchiani) gli articoli specifici redatti da Padre Lucio Ferraris autore della monumentale opera della Bibliotheca Canonica.... = ovvero il I intitolato: "Il Parrocco in merito a tutte le cose che concernono la sua nomenclatura, l'elezione e l'approvazione" quindi II dettante: "Il Parrocco in relazione a tutto quanto riguarda la sua residenza, precedenza e predicazione" e poi ancora il III in cui si legge: "Il Parrocco per tutte quelle cose che concernono la Messa, i Sacramenti ed i Funerali" e a guisa di conclusione il IV ove si legge "Il Parroco per tutte le cose che concernono l'Immunità"[molti erano i ruoli civilistici oltre che spirituali in cui interveniva il Parroco, autentico collaboratore funzionale della vita dello Stato): se ne elenca qui dalla Bibliotheca Canonica del Ferraris vari aspetti di interazione dell'opera del Parroco nella vita sia spirituale che di relazione: per tutte le voci consulta l'indice finale qui evidenziato in rosso) intragrati dalla digitalizzazione di altrui opere specie in merito al delicato tema del matrimonio senza escludere un tema letterario manzoniano quello del matrimonio clandestino e del matrimonio a sorpresa]

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