Fantasia e superstizione nelle prime descrizioni dei paesi esotici - l' influenza esercitata su romanzi e creazioni letterarie tra '700 e '900
Tra le molteplici conseguenze delle scoperte geografiche qui proposte in testi digitalizzati con una particolare citazione soprattutto del Nuovo Mondo poi America con una necessaria citazione delle sue grandi civiltà a capo di immensi territori non si può fare a meno di rammentare quanto di ignoto in Europa si conobbe nelle Americhe sulla sanguinosa scia dei conquistadores che avidi di ricchezze devastarono antiche civiltà precolombiane ma che, contestualmente come si legge da questo collegamento, si sfiancarono nella ricerca sia dell' "El Dorado" quanto della supposta "Fonte dell'Eterna Giovinezza" e di piante dagli incredibili poteri curativi presero corpo leggende che interagirono con convinzioni già maturate in Europa sì che, sulla linea di favole o reali fenomeni sublimati da fantasie paranoiche si vennero a forgiare argomenti su cui non rimase estraneo Aprosio che nella sua Biblioteca ventimigliese raccolse testi vari su storie di Demoni, Creature Diaboliche, Streghe Antropofaghe, Vampiri Europei ed Americani, Licantropi, Uomini Bestia, Piante Magiche, Fonte dell'Eternità, Amazzoni, Signori dell'Oro, Incubi, Succubi, Immortali, Mostri ecc. ecc. : storie incredibili, tramite i volumi che le divulgarono, poi destinate ad un recupero letterario dal '700 con contributi celebri come quelli di Stocker, Melville, Hawthorne, Poe, M. Shelley, H. G. Wells ecc..
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In verità "il Ventimiglia" che cosa ignota, raccolse quanti gli fu possibile sulle civiltà del "Nuovo Mondo" trasmettendo tale interesse al discepolo Gandolfo si valse anche di queste storie per corroborare quanto da lui raccolto sulla vastissima storia dei "diversi", sia riguardo alla norma sociale che quali aberrazioni biologiche di ambito europeo come qui si legge in forze delle opere da lui studiate e o raccolte sui "Mostri" di J. G. Scenk - Ambroise Pairè - G. Bahuin - F. Liceti
e del pari le competenze su Licantropia - "parti mostruosi" - mutanti - addirittura di uomini-bestia secondo l'interpretazione della zooantropia di Jusepe Gonzalo de Salas giungendo al punto di interessarsi anche del tema del sangue benefico e/o del sangue malefico quanto di quello dei non morti o piuttosto delle morti apparenti senza escludere il tema del vampiro europeo e quello delle streghe vampiro.
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L'immensa curiosità intellettuale lo condusse a siffate investigazioni giustificate, a suo dire, dall'incarico di Vicario della Santa Inquisizione in verità oculato nei suoi doveri ma per nulla intransigente ma semmai curioso di ogni stranezza e soprattutto avido di leggere libri proibiti agli altri per acquisire conoscenze che ulteriormente integrò tramite la lettura di un ponderoso volume, per i suoi doveri inquisitoriali pressoché necessario, cioè i "sei Libri di Disquisizioni sulla Magia" di Martin Antonio Del Rio che, in chiave di espressioni diaboliche, trattò ampiamente sul tema delle "mostruosità" già "note"(sic!) in ambito europeo (ma non solo) alla maniera della quale si può ancora leggere questo esempio estrapolato dal menzionato volume del celebre inquisitore spagnolo = Altri Mostri [continua infatti il DEL RIO] si son però trovati nel passato come quello che fu catturato nelle selve di Sassonia verso l'anno 1240 e che aveva un muso dai vaghi lineamenti umani. Ricordo in particolare [fra tanti casi di nascite mostruose] il caso d'una donna di Augsburg che generò un essere orribile in cui si mescolavano le caratteristiche dell'umano, del serpente e del maiale
"I Demoni [scrive ancora il DEL RIO] hanno altresì il potere di creare Mostri incredibili come è accaduto in Brasile ove si trovò una spaventosa creatura
alta ben 17 palmi, colla pelle dura come il cuoio e gli artigli di leone, cogli occhi fiammeggianti argomento ripreso dal Del Rio da un'ampia trattazione registrata - come leggesi qui - dal Castanneda nei suoi 'Annali della Lusitania' = la narrazione del Castanneda che descrisse questa gigantesca creatura come un'enorme scimmia, divenne poi matrice della vicenda romanzesca di King Kong e quindi, enfatizzata nella fisicità oltre che modificata nella storia, fu sviluppata in vari films di successo.
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Questa, presa per mano la donna, con modi sorprendendemente delicati in una bestia, la guidò fino ad un antro, invitandola ad entrare per cibarsi della molta frutta che lì aveva raccolto.
La donna finalmente accondiscese alla richiesta ma, entrata nella grotta, venne subito violentata dalla bestia e questa mostruosità si protrasse per parecchi giorni, fino al punto che la sciagurata rimase incinta e partorì due esseri frutto di tal innaturale congiungimento.
La donna visse in questa maniera per alcuni anni, anche se per lei sarebbe stato molto meglio l'esser morta.
In seguito però, quasi certamente per il pietoso soccorso della divina Provvidenza, una nave di soldati raggiunse quell'isola dimenticata.
Costoro, ispezionandone il territorio, raggiunsero l'antro e si imbatterono nella sventurata che si gettò ai loro piedi supplicando d'esser soccorsa e portata sulla nave.
Impietositi i soldati la fecero imbarcare per condurla in salvo ma a quel punto l'
ENORME SCIMMIA (VISUALIZZA IMMAGINI ANTIQUARIE)
[ma anche vedi qui la descrizione fatta dal Del Rio del passo del Castaneda e i riferimenti bibliografici delle glosse]
sopraggiunse e prese a richiamare, con gesti ed urla, quella sua innaturale sposa : la belva però, come s'avvide che la nave aveva messo le vele al vento e stava per allontanarsi, prese a correre verso la riva del mare e da lontano mostrò alla donna uno dei suoi figli lasciando intendere, con minacce, che qualora lei non fosse tornata, da parte sua non vi sarebbe stata pietà a gettar quello fra i gorghi [
analizza le riflessioni sulla vicenda e la stesura del romanzo ]
Non ricevendo alcuna risposta, senza esitare, il mostro fece quanto aveva minacciato e subito tornò di corsa alla grotta per prendere l'altro essere nato da quel coito contro natura: presto tornò alla spiaggia e, per terminare la propria vendetta, annegò anche quest'ultimo.
La grande scimmia, quindi, sconvolta dal furore, si gettò a sua volta nel mare, nuotando all'inseguimento della nave finché non le vennero meno le forze e perse di vista l'imbarcazione.
Parrebbe questa una vera fantasia se tutta la Lusitania non ne fosse al corrente e se lo stesso Re, che avrebbe dovuto mandare al rogo quella sciagurata, commosso dalle preghiere di parecchie persone, che s'erano prese a cuore della donna, non le concesse di rinchiudersi tra le mura di un convento cercando, se mai possibile, di dimenticare, tra le preghiere e la pace del chiostro, quell'orribile storia"
[ si parla del rogo che sarebbe stato comminato alla donna -senza le suppliche dei popolani e non- stante i costumi giuridici paneuropei dell'epoca avendo essa -anche se non volente- praticato un coito contro natura]
Il DELRIO prosegue con molti altri esempi di Mostri, tutti inattendibili e talora ridicoli nella stessa ideazione se non intervenissero due considerazioni.
La prima è che l'apparente incredulità di cui l'autore a volte dà prova dipende esclusivamente dal fatto che egli cerca una spiegazione logica per una serie di procreazioni impossibili -in questo anche la scienza del suo tempo non si lasciava ingannare- per le più elementari leggi di natura. Siccome però il DELRIO (DEL RIO) non dubita delle notizie ricevute, perché a suo avviso d'ottima mano, per quanto amplificate dalla fantasia e dall'angoscia di esploratori, marinai, missionari ecc. ritornati in Europa, finisce col dover attribuire quelle nascite mostruose alla volontà diabolica di tormentare il genere umano nella sua forma più debole, la donna, proprio nel campo proibito ed intimo della sessualità al contrario sconciata.
La seconda inquietante considerazione proviene dalle valutazioni dell'autore sui parecchi Mostri individuati nelle Americhe, specie fra le Ande, fin a citare, e solo per sentito dire, i paurosi accoppiamenti di popolazioni precolombiane con canidi od altri animali sì da generare veri scarti di natura e legge divina: considerazione inquietante, perchè, nonostante gli scritti onesti di illuminati missionari come Bartolomeo de Las Casas, l'ipotesi di patti diabolici e di congiure stregonesche stavano giustificando il genocidio che i Conquistatori spagnoli e portoghesi andavano facendo di civiltà progredite, i cui infelici discendenti, dalla paura oltre che dall'ignoranza e dalla malafede, venivano descritti come creature semianimalesche.
E del resto come non vedere nel caso della GRANDE SCIMMIA -attribuendo verità storica ai fatti narrati benché deformati da fantasia popolare e religiosa- la figura di qualche INDIGENO, di qualche "selvaggio", nell' accezione occidentale del termine, portato alla follia e all'omicidio per l'urto culturale con una civiltà europea da lui lontanissima, che per secoli ancora avrebbe descritto, e poi disegnato in molti repertori di viaggi, gli uomini di altre terre alquanto simili alle scimmie ed a quei primati antropomorfi che agli occhi di spaventati viaggiatori europei proponevano la meravigliosa variabilità naturale ma pure la superstizione sugli "incomprensibili Altri", il popolo maledetto di pagani primitivi che, per via di sotterranee leggende ed intellettuali farneticazioni, rimandava ogni volta all'idea della stirpe pseudobiblica dei servi di Satana tra cui superstizione e magismo inseriscono Lilitea o meglio ancora Lilith il famigerato DEMONE FEMMINA che sedusse ADAMO?> al rovescio della medaglia, tra i pochi esploratori fin al '700, vigeva anche l'abitudine di rappresentare i primati antropomorfi con superficialità e attributi caricaturali che inducevano i lettori a ritenerle mostruose creature subumane.