La viabilità in Liguria sino all'ottocentesca realizzazione della litoranea "Strada della Cornice" inaugurata dal Bonaparte ma, dopo un periodo di degrado, invero finalizzata dai Sovrani sabaudi fu carente e non scevra di pericoli [ nell' immagine sopra proposta in cui il quadrato rosso è attivo si vede un carrettiere che si difende dall'aggressione di un lupo, evento non raro nei lunghi tratti deserti, come questo, della strada]. Ai tempi di Aprosio e Gandolfo il Dominio della Serenissima Repubblica di Genova era però soprattutto tormentato da una congerie di briganti e rapinatori individui marchiati con il "segno di infamia" e disposti a tutto, banditi e rei, pirati e corsari che interagendo con il sistema delle Parentelle giunsero a fronte dalla scarsa efficienza delle forze governative, spesso costrette a ricorrere ai servizi di cacciatori di taglie = il problema del brigantaggio ed in particolare dei "predoni di strada" permase comunque sin a fine '700 e 'primi '800 come si evince, a guisa d'esempio, dalle vicende del feroce capobanda detto il Diavolo del Bisagno, di cui si legge attivando questo collegamento, che dopo rocambolesche vicende e faticosa caccia ad opera della giustizia della rivoluzionaria Repubblica Ligure fu catturato, processato e giustiziato. A questo variegato elenco di criminali eran poi da ascrivere i MANTICULARII una particolare tipologia di predoni da strada meglio noti appunto come MANTICULARII] dei quali è scritto in questo capo XX (in cui si tratta della varia tipologia di ladri) dei cinquecenteschi Statuti Criminali della Repubblica: i MANTICULARII erano quei particolari predoni, come detta questo comma del citato capo XX, che in agguato in strade pressoché deserte e non illuminate per le quali più che con i cavalli si procedeva tramite i muli dalla cui grande fruizione derivò la così detta "civiltà del mulo carrettiere" con i "muli carrettieri cioè destinati a trasportare vari tipi di merce scortati dai loro conducenti o "carrettieri" spesso armati e pure dalla poco nota ma importante figura del "cane carrettiere": Contro i malviventi di strada nei sopra citati "Statuti Criminali" della Repubblica di Genova era sancito: "di notte a forza o con destrezza rubano ai passanti vesti, mantelli e copricapo mentre di giorno, mescolatisi alla folla, taglieggiano o comunque sottraggono con destrezza ed artifizio le borse dei viandanti, siano condannati, per la prima volta, a fare i galeotti sulle triremi repubblicane: siano però mandati alla forca ogni volta in cui sia provato che si tratta di recidivi "*************[i manticularii erano retaggio, violento, d'una forma di furto contemplato sin dal tempo di Roma antica quello di indumenti e vesti, specie se di pregio e di valore e pertanto ambiti da ladruncoli, magari perché relativamente facili da asportare soprattutto ne caso degli indumenti momentaneamente dismessi dai frequentatori delle Terme: antichi malandrini ( indubbiamente prossimi, nella tipologia, ai citati manticularii di molti secoli dopo) per quanto usi a preferire la destrezza e l'abilità nel dileguarsi ma talora rivelandosi aggressivi specie se sorpresi, cosa non impossibile in un impianto balneare certamente frequentato e verosimilmente custodito. Al contrario dal medioevo al XVII secolo alcuni manticularii erano invece alquanto temuti perché assalivano di notte, sbucando da qualche agguato imprevisto, e colpivano i riottosi, fin anche ad ucciderli ma giammai con armi da fuoco o armi da taglio giammai utilizzando il letale coltello alla genovese proprio degli Scavezzi in sostanza l'equivalente ligure dei Bravi di manzoniana memoria : loro preda importante -oltre ai valori monetali od in preziosi delle malcapitate vittime- era anche costituita dalle vesti pregiate dei viandanti, specie se nobili od agiati commercianti, sì che per vincere le resistenze, fino all'assassinio, si valevano di armi contundenti, specie di bastoni, in grado di uccidere senza rovinare gli abiti e senza far in modo che venissero macchiati da emorragie di sangue particolarmente violente, con la conseguenza in entrambi i casi di non poter rivendere gli indumenti, così criminalmente sottratti, al massimo prezzo possibile].
DA "VALLECROSIA, I GRAFFITI DELLA STORIA...", 1984