ripr.inform.B.Durante da "Crimini e criminali", Electa
Gli
Statuti criminali genovesi del 1556 qui digitalizzati e tradotti dal latino fanno quindi menzione della PENA PER DECAPITAZIONE applicata, a Genova come in tutti gli Stati italiani ed europei, ai condannati a morte provenienti dai ceti nobili: tal tipo di supplizio capitale (spesso svolto in segreto e lontano dalla folla curiosa) aveva il vantaggio" di essere celere e quindi meno doloroso degli altri, specie se il BOIA (che per mantenere utile anonimato indossava la temuta MASCHERA DA CARNEFICE), ben prezzolato dai parenti della vittima ed abbastanza esperto, uccideva con un sol colpo della MANNAIA, come si usava a Genova, o della SPADA DA BOIA O CARNEFICE in genere usata nei paesi germanici.= nella Serenissima Repubblica di Genova si utilizzava altresì la MANNAIA O LA SPADA DA GIUSTIZIA PER TUTTA QUESTA SERIE DI PENE MUTILANTI DISTINTE A SECONDA, COME QUI SI LEGGE, DEI CRIMINI E DEI CRIMINALI
Sorprendentemente dalla Cronaca di Jean d'Authon (pubblicata nel 1835) si ricava che a Genova nel 1507 (esecuzione del patrizio Demetrio Giustiniani secondo i dettami del diritto intermedio) era in uso una MACCHINA DI MORTE corrispondente alla GHIGLIOTTINA, ritenuta invenzione del rivoluzionario francese e professore di anatomia Joseph Ignace Guillotin (1738-1814) che -in nome di un uniforme trattamento dei criminali prescindendo dallo stato sociale e quindi eliminando ogni privilegio di casta- solo propose, il 10 /X / 1789, all'Assemblea nazionale un progetto (convertito in legge il 3/ VI / 1791) di "uguaglianza democratica anche nelle forme di esecuzione capitale"
-ispirandosi ai dettami della revisione illuministica e rivoluzionaria del diritto penale-
in modo da usare, contro le consuetudini ed alcune vecchie sanzioni statutarie, per tutti i condannati al supplizio capitale una macchina capace di rendere la morte istantanea, meno dolorosa, privilegio per secoli riconosciuto solo ai ceti nobiliari ed egemonici : macchina che poi in qualche modo fu resa tristemente celebre dall'evento, che sopra ogni altro fu destinato a colpire l'immaginario collettivo del tempo, ovvero l'ESECUZIONE DELLA REGINA DI FRANCIA MARIA ANTONIETTA.
Questo apparecchio di morte venne quindi usato per tutti i ceti solo dopo l'iniziativa di Guillotin (esistevano quasi identiche macchine di morte cinquecentesche in Germania, erano divenute tanto note da meritare vari appellativi polareggianti come "Diele", "Hobel", "Dolabra" il cui prototipo risaliva al XIII secolo ma usato in Europa per punire i soli nobili: si vedano gli esemplari cinque-seicenteschi italiani (di Roma, Lecce e Lucera) in "Museo Crim. Roma": PORTIGLIATTI - BORBOS, pp.141-142.
La GHIGLIOTTINA prese nome da "Guillotine", una canzone satirica, destinata ad amareggiare l'"ideatore", pubblicata sul giornale realista "Les Actes des Apotres" (in effetti si era anche pensato di chiamarla "Mirabelle" da Mirabeau e "Luisette" o "Luison" dal dottor Louis che ne perfeziono' l'efficacia) venne realizzata non dal fornitore di forche Guedon ma dall' economico costruttore di clavicembali T. Schmidt.
Essa inizialmente fu sperimentata su animali o cadaveri e solo in seguito sulla prima vittima, il rapinatore N.J.Pellettier (25-4-1792).
