L'Odissea cinematografica di C. Nolan e la recente traduzione ad opera di Emily Rose Caroline Wilson del poema omerico hanno suscitato molti giudizi sia positivi che negativi. In quest'epoca di aglomania mi spiace che il lavoro della Wilson abbia fatto passare sotto traccia l'opera (prescindendo dalle traduzioni pregresse) di Rosa Calzecchi Onesti, nata a Milano il17 maggio 1916 e scomparsa sempre a Milano il 7 agosto 2011 , latinista, grecista e traduttrice italiana.
In particolare fu illustre per le traduzioni dell'Iliade (1950) e dell'Odissea (1963), pubblicate dalla casa editrice Einaudi: tradusse anche l'Eneide (apparsa inizialmente a Milano presso l'Istituto Editoriale Italiano, poi ripresa da Einaudi) e numerosi altri testi dal greco antico e dal latino.
La sua traduzione del'Odissea a partire dall'ineccepibile Proemio ebbe il plauso di Cesare Pavese che scrisse = "Solo chi ha un animo grande come quello di Omero poteva tradurre tanto bene i suoi poemi in italiano".
Ritornando alla The Odissey di Nolan, che resta pur sempre una reinterpretazione scenica ma che come tale avrebbe dovuto avere, come usuale da secoli, caratteri peculiari se non addirittura un titolo modificato, prescindendo da raffigurazioni, abbigliamenti, armi ed armature quantomeno improbabili di vari personaggi sia in relazione al contesto etnico quanto ad un pur elementare inquadramento storico, tra non rare improprieta' come la sostanziale assenza degli Dei, in particolare di Atena piu' volte essenziale nelle vicende d'Ulisse compreso lo
scontro finale coi Proci, la discussa e discutibile rappresentazione della drammatica vicenda di Ulisse e dei compagni contro il ciclope Polifemo , l'intrusione dell'episodio del fraudolento Sinone, proprio dell'Eneide virgiliana, nella rappresentazione del Cavallo di Troia e del letale inganno, la cosa che maggiormente stupisce risulta il mancato spazio conferito a Nausica ed al soggiorno di Ulisse nel regio palazzo dei Feaci con il dolore per tante sciagure dell'eroe omerico colto dal re Alcinoo, cantando, durante il convito fatto per l'eroe, l'aedo Demodoco la guerra e la distruzione di Troia : e dico questo in quanto tale episodio costituisce in definitiva il motore per cui Ulisse narra le sue precedenti peripezie (libri IX- XII) contemporaneamente aprendo la via a tutti gli episodi susseguenti sino al trionfo finale dell'eroe di Itaca, isola patria raggiunta grazie ad una nave degli stessi Feaci (libri XIII - XXIV ).
Per questo mi piace rammentare questo testo del 1942 I tre poemi classici : L'Iliade, l'*Odissea, l'*Eneide in traduzioni poetiche moderne : episodi coordinati e commentati da O. Castellino e
V. Peloso con la traduzione dell'Odissea di Francesca Castellino strutturata modernamente ma nel rispetto di filologia e contenuti come si evidenzia a guisa d'esempio, dall'incipit o invocazione alle Muse e dalla descrizione della tessitura dell'interninabile sua tela con l'assistenza delle ancelle ad opera di Penelope compresa al la prima citazione del tradimento di Melanto', l'ancella prediletta che svelo' ai Proci l'inganno: vedi poi Libro XVIII ,321 e XIX, 65
Per quanto moderna questa opera risulta oggi quasi sconosciuta con esemplari conservati secondo il Servizio Bibliotecario Nazionale in queste non numerose biblioteche =
Biblioteca Pubblica Statale annessa al Monumento nazionale di Montevergine - Mercogliano (AV) -
Biblioteca comunale 'Clemente Mezzini' - Monghidoro (BO) -
Biblioteca civica Michele Lecce - San Giovanni Rotondo (FG) -
Biblioteca nazionale centrale - Firenze (FI) -
Biblioteca diocesana di Tricarico - Tricarico (MT) -
Biblioteca comunale - Terni (TR) -
Biblioteca del Seminario vescovile - Casale Monferrato (AL) -
Biblioteca Francesco Antonio Marcucci - Ascoli Piceno -
Biblioteca civica di Biella Alfredo Frassati -
Biblioteca Universitaria di Padova - Padova (PD)
Gli autori accompagnano la loro opera con estesi commenti, un vasto corredo di carte geografiche storiche ed un utile Dizionario mitologico di luoghi popoli, personaggi, divinità ed altro ancora menzionati nei tre poemi
ed arricchita per l'Iliade e l'Odissea delle illustrazioni dello scultore di Giovanni Flaxmann (1755-1826) e per l'Eneide delle acqueforti del romano Bartolomeo Pinelli (1787 - 1835).
Nei vastissimi commenti i medesimi autori esplicano i motivi delletraduzioni da loro scelte, citando al volo purtroppo come la trasposizione moderna di siffatti poemi dal '700 al XIX secolo si dovesse fare non evitando alcun episodio delle celebri opere. Nell'epocale trascuratezza della letteratura seicentesca i due validi autori non menzionano come un fiero dibattito su trasposizioni e non traduzioni di questi poemi fosse gia' sorto nel XVII secolo con partecipanti allora illustri dall'Aprosio, al Lalli, al Loredan, al Villani, all'Ingegneri ecc. ecc. di cui qui il sito Cultura Barocca propone una dettagliata analisi.
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Giovan Battista Lalli (Norcia 1572-ivi 1637), autore di poemi eroicomici, citato da Aprosio per la discussa Eneide Travestita (
che godette del sostegno ed approvazione da parte d'un gruppo di amici del Lalli tra cui Carlo Bosso, Antonio Querenghi e quel Giovan Carlo Alessi, che guadagno' all'opera l'approvazione del cardinale Bernardino Spada, legato a Bologna. L'opera fu affidata ad Antonio Bruni e vide la luce a Venezia nel 1632, presentata non come un volgarizzamento - come altri registratisi a partire dalla meta' del Cinquecento -, ma come volta a descrivere, con modo parafrastico, la sostanza dell'original sentimento dell'Autore (un paradigma elaborato sulla direttrice del Marino difensore della pratica di libera imitazione nella sua celebre lettera all'Achillini del gennaio 1620).
L'uscita e il successo del poema (con due edizioni a ridosso della princeps: Roma 1634; Venetia 1635) generarono un dibattito (destinato a reiterarsi nei secoli sino alla contemporaneita') sulla liceita' della versione e sul crimine di lesa maesta' rispetto al modello latino.
Tra vari interventi a favore del Lalli e della liceita' di questo suo prodotto culturale risulto' basilare
l'intervento di Niccolo' Villani, autore stimato e studiato da Aprosio, che volendo difendere l'Eneide travestita scrisse una vasta trattazione sulla poesia giocosa: il Ragionamento dello accademico Aldeano sopra la poesia giocosa de' Greci, de' Latini e de' Toscani (Venezia 1634) in cui difese con successo la modestia della Musa del Lalli., che aveva reso piacevoli e urbani (pagina 70 e pagine 70-77, 99-101) i sentimenti di Virgilio.
Il Ventimiglia parlando dei Libri profani consigliabili per tutti in questa parte gia' inedita del suo
Scudo di Rinaldo II non reputa affatto biasimevole, facendo proprie le postulazioni del Villani, la riproposizione o travestimento di poemi classici a condizione che siano strutturati senza l'ambizione di proporne un'interpretazione
alternativa e fuorviante specialmente con inclusione di personaggi e/episodi non pertinenti oppure all'opposto tramite immotivata esclusione di personaggi e vicende invece pertinenti ai testi classici in questione argomento che con conclusioni prossime elaboro' pure Angelo Ingegneri nel suo un tempo celebre e qui digitalizzato Discorso della poesia rappresentativa e del modo di rappresentare le favole sceniche opera in cui affronto' pure il tema di come evitare errori nel
riproporre opere d'argomento mitologico e non, insistendo soprattutto sull'intrusione di artifici retorici estranei agli originali, inseriti arbitrariamente dai moderni rielaboratori per adeguare le loro composizioni ai gusti delle nuove epoche.
Appena un anno dopo la morte di Aprosio, a testimonianza di un duraturo successo di pubblico, dell'opera del Lalli viene editata a Venezia, per Stefano Curti, un'ulteriore edizione (in 8°) di buona qualita' di cui nella prolusione volta al lettore si legge questa prefazione che riassume i concetti sopra espressi e che da questo collegamento risulta integralmente digitalizzata ed utilmente distinta in libro primo - libro secondo - libro terzo - libro quarto
- libro quinto - libro sesto - libro settimo - libro ottavo - libro nono - libro decimo - libro undecimo - libro duodecimo [nonostante la narrazione parodistica con il titolo doverosamente modificato come qui si può leggere il Lalli come qui puo' vedersi rispetta canto per canto tempi, luoghi e personaggi del poema virgiliano coerentemente trattando ogni episodio del poema latino come, per fare esempio fra tanti , dal verso 22 del suo libro II l'episodio dell'Eneide virgiliana (II, 79, 195, 269, 329 ) di Sinone figlio di Esimo e cugino di Ulisse, con cui prese parte alla guerra di Troia il quale fraudolentemente fattosi catturare dai Troiani li convinse (verso 10 dello stesso canto del Lalli) ad introdurre nella citta' il gigantesco cavallo di legno