cultura barocca
666: LA CIFRA DELLA BESTIA CHE SI IDENTIFICA CON LE RAGIONI DELL'ODIO (TESTO DIGITALIZZATO XVII SEC.) CULTO "ALBERO DELLA FERTILITA" MA PER ALCUNI "ALBERO STREGONESCO DELLA LUSSURIA", DAL MEDIOEVO ALL'ETA' INTERMEDIA, COME FORMA DI PUBBLICITA' DA PARTE DI UNA FAZIONE CONTRO L'ALTRA - SCONTRO EPOCALE TRA RIFORMA PROTESTANTE E CONTRORIFORMA CATTOLICA = NELL'INTERPRETAZIONE INQUISITORIALE CATTOLICO-ROMANA VENNE INFATTI SPECIE IN MERITO ALLE "DIOCESI DI FRONTIERA" ATTIVATA LA VIGILANZA AVVERSO LA MERETRICE O PUTTANA CHE SI FA ERETICA DIVENENDO POI STREGA ERETICA O SUPREMA IN GRADO DI ESORCIZZARE CONTRO IL CATTOLICESIMO IL DEMONIACO MOSTRO DRAGHIFORME SIMBOLEGGIANTE IL MALE SOTTO FORMA DI ERESIA

Ottavio Tronsarelli scrisse questa favola in versi intitolata il Mostro del Reno (Roma, per il Corbelletti, 1626) che qualche consonanza con il Drago della Giovannea Apocalisse pure ha: esso rappresenta però l' Eresia o meglio l'Unione Evangelica che nella II fase della "Guerra dei Trent'anni" sembrava -senza esserlo- piegata dalla Lega Cattolica che dovette piegarsi alla Pace di Westfalia nel 1648. La diabolica Mirne lo avrebbe evocato -simbolo dell'eresia luterana cui avevano aderito i nemici dell'Imperatore- per devastare i campi Germani per la pace felicissimi.
La diabolica creatura è però affrontata con indomito coraggio, nonostante la presenza dei resti umani al centro della stampa vittime del mostro diabolico: la strega, scalza e con le poppe scoperte ulteriore indizio della sua lascivia consorella dell'impudicizia dei Riformati, altro non sa fare di rimpetto alla coraggiosa reazione di Erinto che maledire fuggendo mentre le nubi che s'addensano paiono un'altra testimonianza delle sue malie e precisamente della " magia tempestaria " che ha scatenato ma che non ferma Erinto.
L'iconografia lasciva della strega non è da sottovalutare nel contesto della pubblicistica cattolica antiriformista = la strega nel frontespizio vuol essere simbolo di tutte quelle streghe che in origine erano meretrici poi convertitesi all'eresia per la presunta immoralità dei Riformati sì da esserne accettate e da malefiche (vedi indice e classificazione delle streghe) evolutesi quindi sotto forma di
"streghe eretiche" o "streghe supreme"
sì da avvalersi per la corruzione dei cattolici di immagini pornografiche -spesso riesumate anche da scoperte archeologiche prossime a quelle del collezionismo antiquario- che rimanderebbero alla lascivia -comportamentale ma anche espressa sotto forma di immagini erotiche- del mondo pagano potendo esser usate anche per malefici, specie malefici amorosi in grado di indurre uomini o donne, a prescindere dal Sabba, ad avere congiungimenti carnali con Demoni Incubi e/o Demoni Succubi in grado di impossersi delle loro anime oltre che dei corpi e di trascinarli all'adesione all'Eresia
Siffatta pubblicistica era strutturata sull'abilità predicatoria e sfruttava senza dubbio l'ignoranza delle plebi (ma non solo) per cui in l'abolizione del "celibato ecclesiastico" ambito riformato risultava una lascivia estrema ed una contraddizione assoluta coi dettami evangelici e biblici anziché, su postazioni teologiche, un tentativo magari rivoluzionario di risoluzione di problemi vari legati alla corruzione della Chiesa Romana come Lutero aveva esperimentato = ma è indubbio che nell'opinione collettiva cattolica prendesse corpo , orchestrata da bravi predicatori, l'assurdità e l'immoralità di religiosi e religiose sposati. Tutto però si basava sullo scontro interessato tra fazioni opposte che reciprocamente si accusavano di "corruzione ed immoralità": l'intransigenza morale dei Riformati è troppo nota per comportare qui ulteriori discussioni: basta solo dire che -benché maggiormente frammentate le Confessioni Riformate (vedi qui le diverse correnti teologiche)- quanto mai severamente pure esse praticavano la persecuzione avverso le streghe come qui vede e legge.

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