cultura barocca
B. D. Gli asterischi indicano i "grilli" che furon eliminati da Aprosio per l'autorizzazione alla stampa, dopo varie contestazioni: e per pubblicare a conclusione del manoscritto genovese aggiunse anche questa exusatio (non?) petita: vedi articolo in merito

[Segue qui INDICE APPROFONDITO dell'opera: i termini evidenziati non sono purtroppo qui attivi per la complessità tecnica (lo sono nei DVD sull'Aprosio in custodia presso "www.ventimiglia.biz"): i termini evidenziati sono comunque trattati negli INDICI della HOME PAGE e delle SCHERMATE DI COLLEGAMENTO]

ANTIPORTA

LETTERA DEDICATORIA DI SCIPIO GLAREANO AD ANTONIO MUSCETTOLA

A CHI LEGGERA' O VORRA' LEGGERE/ MADRIGALE/ DEL SIGNOR DOTTORE ANDREA VALFRE' DI BRA' IL VECCHIO

LIRICHE ENCOMIASTICHE E GIOCHI LINGUISTICI DI VARI AUTORI PER LA GRILLAIA ED ANTONIO MUSCETTOLA

PROCEDURE BUROCRATICHE NECESSARIE PER OTTENERE IL DIRITTO DI STAMPA: L'IMPRIMATUR

LA GRILLAIA CURIOSITA' ERUDITE DI SCIPIO GLAREANO / OCCASIONE DELLO SCRIVERE, E DICHIARATIONE DEL TITOLO DELL'OPERA

GRILLO I (a LORENZO CRASSO): Generatione di prole Maschile, ò Femminile, come intesa dalla Natura. Se sia meglio generar maschi, ò Femine. Ricetta per haver Maschi

GRILLO II (a GIO. BATTISTA APROSIO): Della moltitudine de' Pazzi: e se vi sia rimedio per la Pazzia

GRILLO III (a TOBIA PALLAVICINO): Che le Donne siano Costanti, ò della Costanza delle Donne

GRILLO IV (a GASPARO FRANCESCO MONGRANDI): De' Titoli, e della loro esorbitanza

GRILLO V (a PIER FRANCESCO MINOZZI): Se senza ber Vino si possa poetare con eccellenza

GRILLO VI (a GIROLAMO BARDI): Se i delitti possono star coperti

GRILLO VII (a PAOLO MALARAGGIA): De' Plagiarij, ò sia degli usurpatori degli altrui componimenti

GRILLO VIII (a FORTUNIO LICETI): Delle Scuse degli Plagiarij, quando sono colti, come si suole dire, col furto nelle mani

GRILLO IX (a GIO. BATTISTA GARGIARIA): Degli Astrologi

GRILLO X (a GIULIO PLATONE): Se le Donne naturalmente senza il reale congiungimento con l'Huomo possano divenire gravide

GRILLO XI (a GABRIELE MAINARDI): Se habbia del verisimile, che una Donna possa rimaner gravida per lo seme caduto in un bagno

GRILLO XII (a MAURIZIO CORTEMIGLIA): Se sia vero, che alla presenza de' micidiarij le ferite degli uccisi mandino fuori il sangue

GRILLO XIII (a ANDREA PESCHIULLI): Della poca stima, che si fà delle buone lettere, e de' Letterati, e della cagione

GRILLO XIV (a PIER FRANCESCO PASSERINI): Se le disgratie antivedute, e quelle, che ci assalgono d'improviso, ci siano di maggiore afflitione

GRILLO XV (a GIO. BATTISTA CALICE): Dell'Avaritia. Quanto sia sconvenevole l'essere Avaro

GRILLO XVI (a GIACOMO FILIPPO CAMOLA): Non esser maraviglia, che un Prelato nel sentir favellar Latino un Tedesco, s'immaginasse, che si discorresse nel proprio linguaggio

GRILLO XVII (a GIROLAMO BONGIOVANNI): Dell'accortezza nel giudicare

GRILLO XVIII (a VITO BERING): Qual sia la cagione, che dagl'antichi Mithologi Pallade venga finta armata

GRILLO XIX (a ERASMO BARTHOLIN): Degli Adulteri, e della pena contro loro appo diverse Nationi

***GRILLO XX (a DOMENICO LAVAGNINI): Se nell'Adulterio sia maggiore il peccato del Maschio, o della Femmina?

GRILLO XXI (a GIO. FRANCESCO BONOMI): Delle disgratie accadute à gli Adulteri, ed alle Adultere, e perche con tutto ciò si proseguisca l'Adulterare

GRILLO XXII (a GIOVANNI ANTONIO ROBILLI): Se ci sia alcun rimedio per iscuoprire le Mogli Adultere

GRILLO XXIII (a SCIPIONE BUFFATTI): Se gli Eunuchi possano essere adulteri

GRILLO XXIV (a GIROLAMO GHILINI): Della barbarie di Castrar gli huomini

GRILLO XXV (a VINCENZO PALLAVICINO): Di coloro, che si privarono degli stromenti della Generatione

GRILLO XXVI (a JACOPO LAPI): De Testamenti. Della stravaganza d'alcuni

***GRILLO XXVII (a AGOSTINO PAVOLETTI): Come si possano da Religiosi reprimere gli stimoli della carne

***GRILLO XXVIII (a GIACOMO FIORELLI) : Delle virtù del Becco. Quanto siano maravigliose ma poco apprezzate

GRILLO XXIX (a FULGENZIO ARMINIO): Per qual cagione nel giorno del Corpus Domini si spargano fiori nel suolo, per dove ha da passare la processione del Santissimo

GRILLO XXX (a ANDREA ROSSOTTO): Che li figliuoli per lo più siano simili à loro Padri, e Madri

GRILLO XXXI (a GIOVAN GIROLAMO LANTERI): Se sia maggiore frutto della Virtù il servire di sollevamento nelle calamità: o pure fare stimare il Virtuoso fin da nemici

GRILLO XXXII (a BIANCO NEGRI): Serie degli Imperatori Romani da Cesare insino à Galeno in una lettera d'Antiquario innamorato alla S.D.

GRILLO XXXIII (a GIROLAMO BIALE): Del costume degli antichi in chieder gratie per mezzo della Barba

GRILLO XXXIV (a PIETRO GIRGENTI): Se sia vero, che tra due Litiganti il terzo goda

GRILLO XXXV (a TOMMASO SPINOLA): Se per conservare la sanità sia meglio dormire sopra letti morbidi, o duri

GRILLO XXXVI (a LORENZO SCOTO): Quale sia il maggior male, che si possa desiderare ad un Nemico

GRILLO XXXVII (a ANTONIO MUSCETTOLA): Delle difficoltà, che si provano in custodir le Donne. Che si possa fare per agevolarle

GRILLO XXXVIII (a NAPOLIONE GIACOBI): Che le Volpi, ancorche astute, talhora rimangano al laccio

GRILLO XXXIX (a ANTONIO LOREDANO): Che tal'hora anco dalle apparenze l'huomo possa rimaner sodisfatto

GRILLO XXXX (a GIO. MARIA GONDI): Come s'habbia à portare un Predicatore per toglier via l'occasione di Scandali

GRILLO XXXXI (a TIBERIO MUSCETTOLA): Quanto sia pericolosa la professione de' Causidici

GRILLO XXXXII (a GIO. GIROLAMO CANEVARI): Se per iscrivere Historie, sia bene, che l'Historico vada alla guerra

GRILLO XXXXIII (a VALERIANO CASTIGLIONI): Se per conseguire la gratia del Principe habbia maggior forza o'l Merito, o'l Genio

GRILLO XXXXIV (a CARLO GREGORI): Degli Animali, che rodono i libri

GRILLO XXXXV (a GIOVANNI VENTIMIGLIA): Se la Terra sia Mobile, o Stabile

GRILLO XXXXVI (a GIO. BATTISTA NOBILI): Onde proceda, che gl'imperiti siano più felici degli huomini Virtuosi

GRILLO XXXXVII (a ISIDORO TESTINI): Chi meglio possa approfittarsi delle buone lettere o'l Povero, o'l Ricco

GRILLO XXXXVIII (a LUIGI MORMILE): Se dalla moltiplicità delle cicatrici, che mostrano alcuni nella lor vita, possa argomentarsi valore

GRILLO XXXXIX (a GIO. LUIGI PICCINARDI): Ond'è, che dagli Ebrei non si mangi carni di Porco

GRILLO L ET ULTIMO (a GIUSEPPE BATTISTA): De' predicatori. Onde proceda, che essendo questi in maggior numero, che non sono i Pulpiti, il Mondo vada di male in peggio

TAVOLA DE GRILLI

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"...E qui si protesta l'Autore di volere che quanto egli habbia scritto, e detto in questa ed in altre sue opere scritte in fin qui, e da scriversi forse in avvenire, sia sottoposto alla Censura della S. Chiesa Cattolica Romana, sotto l'ombra della quale è vivuto infino a qui, e pensa mediante il Divino aiuto di dover morire. E così sia.".