cultura barocca
Informatizzazione di B. E. Durante Serena ritratta col marito Stilicone e il figlio Eucherio, nel Dittico di Stilicone, ca. 400, Monza, Tesoro del Duomo

Serena (Spagna, 370 – Roma, 408) era figlia di un fratello dell'imperatore Teodosio I, dal quale venne poi adottata.
Crebbe a Costantinopoli, ma visse a lungo in Italia.
Lo zio la diede in moglie al suo magister militum, Stilicone.
Fu lei a scegliere una sposa per Claudiano - poeta alla corte del cugino Onorio - che le dedicò un elogio in versi.
Serena nacque nella Spagna settentrionale da Onorio, fratello di Teodosio il Grande, e da una donna di nome, forse, Maria.
Teodosio, prima di diventare Imperatore, si ritirò per qualche tempo nei possessi di famiglia ed ebbe occasione di affezionarsi alla nipote, ancora bambina, secondo quanto narra Claudiano.
Salito al trono, quando Onorio morì la chiamò a Costantinopoli e la allevò a corte come figlia sua.
Serena continuò ad avere un legame particolare con lo zio, diventandone confidente.
Serena sposò Flavio Stilicone, ufficiale delle guardie, che, con l'appoggio di lei, fece una brillante carriera, peraltro sorretta da autentiche capacità di comando.
Dal suo matrimonio con Stilicone nacquero Eucherio e due figlie, Maria e Termanzia, entrambe destinate a sposare Onorio, il figlio minore di Teodosio.
Alla morte di Teodosio, il figlio maggiore Arcadio ereditò l'Impero d'Oriente e il minore Onorio quello d'Occidente.
Entrambi erano molto giovani: Stilicone, affiancato da Serena, esercitò di fatto le funzioni di governo in Occidente.
In quegli anni Serena risiedette a Milano, all'epoca sede imperiale, e fu attiva nelle vicende politiche del tempo.
Donna colta e ambiziosa, parte della tradizione la ricorda come un'amante del lusso e del potere.
A Roma fece grande impressione un suo gesto antipagano, citato dallo storico Zosimo (Storia nuova V, 38): ella si sarebbe appropriata di una collana che adornava un simulacro di Cibele.
Si narra che una vestale scagliò una maledizione contro di lei e tutta la sua famiglia:
"Serena, disprezzando i riti pagani, volle visitare il tempio della Gran Madre e, non appena vide che la statua di Rea portava una collana degna del divino rispetto, gliela tolse e se la mise.
Una vecchia, una delle ultime vestali, la accusò di empietà, ma lei la insultò e la fece scacciare dal suo seguito.
Allora la vecchia lanciò contro Serena, suo marito e i loro figli tutte le maledizioni che il suo gesto meritava.
Serena, però, non le fece alcun caso e uscì dal tempio ostentando l'ornamento" (Zosimo, Storia nuova, v, 28) Si tratta secondo altri di una voce messa in giro negli ambienti aristocratici, ostili al potere di Serena e di suo marito: ma indubbiamente gli eventi alla fine divennero tragici.
Stilicone ambiva ad assumere il controllo di tutto l'Impero, per cui si scontrò con la corte di Costantinopoli, ove Arcadio si mostrava un Imperatore debole e irresoluto.
Serena assecondò la politica del marito, scontrandosi con Pulcheria, moglie di Arcadio, ben più energica del consorte; tuttavia, quando Stilicone decise di provocare uno scontro armato contro l'Impero d'Oriente, si rese conto dei pericoli di una guerra civile in un momento particolarmente critico.
Popolazioni germaniche, infatti, premevano sui confini occidentali e i visigoti di Alarico, già alleati dei romani, chiedevano una sistemazione di loro gradimento entro i confini dell'Impero.
Stilicone non ascoltò i consigli di Serena e sguarnì le difese sul Reno, facilitando, nel 407, l'irruzione in Gallia di Vandali, Alani e Svevi.
A quel punto, prese forma una congiura che portò all'eliminazione di Stilicone, nel 408.
Serena, che si trovava a Roma, fu a sua volta condannata a morte, mentre Alarico assediava la città.
Venne ucciso anche suo figlio Eucherio, mentre la figlia Termanzia morì a breve distanza di tempo".
[tratto da Wikipedia, enciclopedia libera on line]
Bibliog.
Claudiano, Elogio di Serena, a cura di Franca Ela Consolino, Venezia, 1992.
Santo Mazzarino, Serena e le due Eudossie, Roma, Istituto Nazionale di Studi Romani, 1946. ISBN 978-88-7311-221-1
Alberto Magnani, "Serena l'ultima romana", Milano, Jaca Book, 2002




















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