INFORM. BARTOLOMEO DURANTE

Un affresco, datato al XIII secolo, rinvenuto pochi anni fa sulla parete della Fonte Nova risalente al 1265 a Massa Marittima, in provincia di Grosseto (di cui sopra Ŕ proposta una mappa), Ŕ simile a molti altri di epoca medievale che rappresentano l'albero della fertilitÓ o dell'abbondanza, abbastanza comuni in Toscana. Ma osservando da vicino l'albero al centro dell'opera, si nota qualcosa di particolare: sui rami non ci sono frutti, ma 25 organi sessuali maschili stilizzati di differenti forme e dimensioni, compresi di testicoli. Gli alberi a forma di fallo dipinti sulle pareti delle fonti rappresentavano in epoca medievale un simbolo di fertilitÓ legato all'acqua.
Secondo lo studioso britannico Ferzoco docente all'UniversitÓ di Leicester, per˛, quello di Massa Marittima in particolare rappresenta un programma politico preciso.
"╚ un messaggio dei guelfi contro i ghibellini. La fazione guelfa intendeva dire a chi frequentava la fonte che se gli avversari fossero andati al potere, avrebbero diffuso idee eretiche, perversioni sessuali, stregoneria e guerra civile" spiega Ferzoco. All'epoca dell'affresco Massa Marittima era controllata dai guelfi, e l'accusa che sovente lanciavano ai ghibellini era proprio quella di essere degli eretici. E gli eretici, secondo le credenze medievali, praticavano anche la sodomia. "L'albero con i falli appesi Ŕ di difficile interpretazione per noi, ma per chi viveva nel Duecento in Toscana era un simbolo preciso", dice Ferzoco "Cose che per noi sono oscene, allora erano perfettamente normali e usare un fallo in un messaggio politico non era scandaloso".
Lo studioso britannico identifica come streghe le donne sotto l'albero, una delle pi¨ antiche rappresentazioni di streghe di tutta l'arte occidentale. Una di loro, inoltre, Ŕ nell'atto di aggiungere con un bastone un fallo a un ramo dell'albero. "All'epoca in Toscana era diffusa una leggenda secondo la quale le streghe tagliavano gli organi sessuali agli uomini e li mettevano nei nidi degli uccelli, dove avrebbero preso vita e si sarebbero moltiplicati": accanto a lei un'altro donna viene sodomizzata da un enorme fallo, mentre sopra la sua testa c'Ŕ l'aquila imperiale. Alla loro sinistra due donne litigano e si prendono per i capelli. Gli studi sull'affresco sono stati recentemente pubblicati in un volume dell'UniversitÓ di Leicester nella collana Toscana Studies presentato lunedý a Londra all'Istituto italiano nel dicembre 2004