cultura barocca
Fantasia e superstizione nelle prime descrizioni dei paesi esotici - l' influenza esercitata su romanzi e creazioni letterarie tra '700 e '900

"I Demoni [scrive ancora il DEL RIO] hanno altresì il potere di creare Mostri incredibili come è accaduto in Brasile ove si trovò una spaventosa creatura alta ben 17 palmi, colla pelle dura come il cuoio e gli artigli di leone, cogli occhi fiammeggianti [scoperte che si fecero nelle Americhe alimentarono incredibili leggende che interagirono con convinzioni già maturate in Europa sì che, sulla linea di favole o reali fenomeni sublimati da fantasie paronoiche si vennero a forgiare storie di Demoni, Creature Diaboliche, Streghe Antropofaghe, Vampiri Europei ed Americani, Licantropi, Uomini Bestia, Piante Magiche, Fonte dell'Eternità, Amazzoni, Signori dell'Oro, Incubi, Succubi, Immortali, Mostri ecc. poi destinate ad un recupero letterario dal '700 con contributi celebri come quelli di Stocker, Melville, Hawthorne, Poe, M. Shelley, H. G. Wells ecc..
Altri Mostri [continua il DEL RIO] si son però trovati nel passato come quello che fu catturato nelle selve di Sassonia verso l'anno 1240 e che aveva un muso dai vaghi lineamenti umani. Ricordo in particolare [fra tanti casi di nascite mostruose] il caso d'una donna di Augsburg che generò un essere orribile in cui si mescolavano le caratteristiche dell'umano, del serpente e del maiale: poi il Del Rio fa cenno a qualche cosa di ancora più straordinario verificatosi in un'isola deserta e sconosciuta ove per punizione fu trasportata una donna di cui si innamorò una creatura che lì egemonizzava per forza e mole = una Scimmia: matrice, della vicenda romanzesca di King Kong poi enfatizzata nella fisicità oltre che nella storia e sviluppata in 3 films: 1933 - 1976 - 2005]


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Ma il caso più spaventoso è quello che fu riportato dal Castanneda nei suoi 'Annali della Lusitania' trattando di una sventurata criminale deportata in un'isola deserta per scontare la propria colpa.
Quella, ad un certo punto, ormai rimasta sola, si trovò circondata da uno stuolo di scimmie, animali molto comuni in quella terra desolata, fin a quando non ne comparve una di tutte molto più grande e temibile.
Questa, presa per mano la donna, con modi sorprendendemente delicati in una bestia, la guidò fino ad un antro
, invitandola ad entrare per cibarsi della molta frutta che lì aveva raccolto.
La donna finalmente accondiscese alla richiesta ma, entrata nella grotta, venne subito violentata dalla bestia e questa mostruosità si protrasse per parecchi giorni, fino al punto che la sciagurata rimase incinta e partorì due esseri frutto di tal innaturale congiungimento.
La donna visse in questa maniera per alcuni anni, anche se per lei sarebbe stato molto meglio l'esser morta.
In seguito però, quasi certamente per il pietoso soccorso della divina Provvidenza, una nave di soldati raggiunse quell'isola dimenticata.
Costoro, ispezionandone il territorio, raggiunsero l'antro e si imbatterono nella sventurata che si gettò ai loro piedi supplicando d'esser soccorsa e portata sulla nave.
Impietositi i soldati la fecero imbarcare per condurla in salvo ma a quel punto l'
ENORME SCIMMIA
(VISUALIZZA IMMAGINI ANTIQUARIE)
[ma anche vedi qui la descrizione fatta dal Del Rio del passo del Castaneda e i riferimenti bibliografici delle glosse]
sopraggiunse e prese a richiamare, con gesti ed urla, quella sua innaturale sposa : la belva però, come s'avvide che la nave aveva messo le vele al vento e stava per allontanarsi, prese a correre verso la riva del mare e da lontano mostrò alla donna uno dei suoi figli lasciando intendere, con minacce, che qualora lei non fosse tornata, da parte sua non vi sarebbe stata pietà a gettar quello fra i gorghi [ analizza le riflessioni sulla vicenda e la stesura del romanzo ]
Non ricevendo alcuna risposta, senza esitare, il mostro fece quanto aveva minacciato e subito tornò di corsa alla grotta per prendere l'altro essere nato da quel coito contro natura: presto tornò alla spiaggia e, per terminare la propria vendetta, annegò anche quest'ultimo.
La grande scimmia, quindi, sconvolta dal furore, si gettò a sua volta nel mare, nuotando all'inseguimento della nave finché non le vennero meno le forze e perse di vista l'imbarcazione.
Parrebbe questa una vera fantasia se tutta la Lusitania non ne fosse al corrente e se lo stesso Re, che avrebbe dovuto mandare al rogo quella sciagurata, commosso dalle preghiere di parecchie persone, che s'erano prese a cuore della donna, non le concesse di rinchiudersi tra le mura di un convento cercando, se mai possibile, di dimenticare, tra le preghiere e la pace del chiostro, quell'orribile storia
"
[ si parla del rogo che sarebbe stato comminato alla donna -senza le suppliche dei popolani e non- stante i costumi giuridici paneuropei dell'epoca avendo essa -anche se non volente- praticato un coito contro natura]
Il DELRIO prosegue con molti altri esempi di Mostri, tutti inattendibili e talora ridicoli nella stessa ideazione se non intervenissero due considerazioni.
La prima è che l'apparente incredulità di cui l'autore a volte dà prova dipende esclusivamente dal fatto che egli cerca una spiegazione logica per una serie di procreazioni impossibili -in questo anche la scienza del suo tempo non si lasciava ingannare- per le più elementari leggi di natura. Siccome però il DELRIO (DEL RIO) non dubita delle notizie ricevute, perché a suo avviso d'ottima mano, per quanto amplificate dalla fantasia e dall'angoscia di esploratori, marinai, missionari ecc. ritornati in Europa, finisce col dover attribuire quelle nascite mostruose alla volontà diabolica di tormentare il genere umano nella sua forma più debole, la donna, proprio nel campo proibito ed intimo della sessualità al contrario sconciata.
La seconda inquietante considerazione proviene dalle valutazioni dell'autore sui parecchi Mostri individuati nelle Americhe, specie fra le Ande, fin a citare, e solo per sentito dire, i paurosi accoppiamenti di popolazioni precolombiane con canidi od altri animali sì da generare veri scarti di natura e legge divina: considerazione inquietante, perchè, nonostante gli scritti onesti di illuminati missionari come Bartolomeo de Las Casas, l'ipotesi di patti diabolici e di congiure stregonesche stavano giustificando il genocidio che i Conquistatori spagnoli e portoghesi andavano facendo di civiltà progredite, i cui infelici discendenti, dalla paura oltre che dall'ignoranza e dalla malafede, venivano descritti come creature semianimalesche.
E del resto come non vedere nel caso della GRANDE SCIMMIA -attribuendo verità storica ai fatti narrati benché deformati da fantasia popolare e religiosa- la figura di qualche INDIGENO, di qualche "selvaggio", nell' accezione occidentale del termine, portato alla follia e all'omicidio per l'urto culturale con una civiltà europea da lui lontanissima, che per secoli ancora avrebbe descritto, e poi disegnato in molti repertori di viaggi, gli uomini di altre terre alquanto simili alle scimmie ed a quei primati antropomorfi che agli occhi di spaventati viaggiatori europei proponevano la meravigliosa variabilità naturale ma pure la superstizione sugli "incomprensibili Altri", il popolo maledetto di pagani primitivi che, per via di sotterranee leggende ed intellettuali farneticazioni, rimandava ogni volta all'idea della stirpe pseudobiblica dei servi di Satana tra cui superstizione e magismo inseriscono Lilitea o meglio ancora Lilith il famigerato DEMONE FEMMINA che sedusse ADAMO?> al rovescio della medaglia, tra i pochi esploratori fin al '700, vigeva anche l'abitudine di rappresentare i primati antropomorfi con superficialità e attributi caricaturali che inducevano i lettori a ritenerle mostruose creature subumane.

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