cultura barocca
I.B.D.

stampa medievale con presunto omicidio rituale di bambino cristiano da parte di ebrei: fonte Capurro


Bruto Maria Bruti nella sua NOTA STORICA SUI RAPPORTI FRA EBREI E CRISTIANI
[Contro la leggenda nera - sito on line www.kattoliko.it/leggendanera] ha scritto:
Con la dispersione degli ebrei nel mondo iniziano i difficili problemi di convivenza con le popolazioni locali dove essi si stabiliscono.
Gli ebrei rappresentano, in molti casi, una sorta di corpo estraneo, un vero e proprio stato che non si integra nel compatto tessuto medievale.
In questo contesto filtra il mito pagano antigiudaico dell'OMICIDIO RITUALE
diffuso nella città di Alessandria d'Egitto e riferito da Giuseppe Flavio nel testo Contra Apionem.
La struttura del mito dell'OMICIDIO RITUALE sarebbe questa: in occasione della Pasqua ebraica viene ucciso un bambino per utilizzare il suo sangue a scopo rituale, o a scopi medicinali e magici.
Per quanto concerne l'Europa cristiana la prima accusa documentata di OMICIDIO RITUALE, con le prime persecuzioni popolari, si ha a Fulda, in Germania, nel 1235 [e l'accusa si innesta abbastanza agevolmente sui temi paranormali dell' INFANTICIDIO RITUALE E STREGONESCO sì da costituire un elemento di pericolosa equivalenza EBREI = MALEFICHE]
L'imperatore Federico II dichiara comunque ufficialmente falsa l'accusa.
Nel 1247, a Valreas, viene avanzata una nuova accusa di OMICIDIO RITUALE.
Gli ebrei si appellano allora a Papa Innocenzo IV che condanna la falsa accusa in termini precisi.
Alle soglie del trecento nuove accuse di OMICIDIO RITUALE nei confronti del quartiere ebraico di Barcellona: anche qui viene riconosciuta l'innocenza degli ebrei.
Le bolle papali continuano a condannare la falsa credenza nell'OMICIDIO RITUALE attribuito agli ebrei ma questo non impedisce, purtroppo, il diffondersi di questo - mito - e non impedisce le conseguenti sollevazioni popolari le quali portano spesso alla espulsione degli ebrei per motivi di ordine pubblico.
Papi come Innocenzo IV, Gregorio IX, Gregorio X, Martino V e Niccolò V si opposero alla falsa credenza nell'OMICIDIO RITUALE.
Nel 1554 la terribile accusa di OMICIDIO RITUALE fa però la sua apparizione anche a Roma, centro della Cristianità, e proprio alla vigilia dell'avvento al soglio pontificio di Paolo IV...dal carattere rigido, irruento e incapace di dominarsi, ossessionato da uno zelo religioso violento, privo di compassione verso se stesso e gli altri: i suoi provvedimenti politici, esageratamente rigorosi e autoritari, fecero tanto soffrire sia gli ebrei che il popolo romano.
Questo il fatto.
Viene scoperto nel camposanto di Roma, durante la settimana santa, il cadavere crocifisso di un bambino.
Il popolo aizzato da un ebreo convertito, Hananel da Foligno, accusa gli ebrei.
La folla invoca il massacro o l'espulsione degli ebrei.
Il cardinale Alessandro Farnese scopre i veri colpevoli, due spagnoli che avevano agito per denaro e in odio agli ebrei.
Il nuovo Papa, Paolo IV, punisce con la morte i colpevoli.
L'ordine pubblico è salvo ma sarà, per gli ebrei, un ordine all'interno del ghetto e per i romani un ordine di tipo calvinista che giunge perfino a proibire ogni forma di divertimento lecito.
Quando Paolo IV muore, nel 1559, il popolo romano si solleva e ne impedisce i funerali.
Il palazzo dell'inquisizione viene invaso e dato alle fiamme, le insegne abbattute e la statua di Paolo IV frantumata e gettata nel Tevere.
Tutta la città è in preda a forti subbugli.
La salma stessa del pontefice deve essere sottratta al furore del popolo e viene nascosta nei sotterranei della basilica vaticana .
Nel 1840 il mito dell'OMICIDIO RITUALE è ancora vivo.
Un gruppo di ebrei viene accusato a Damasco dell'OMICIDIO RITUALE di un frate e del suo domestico.
Un recente studio dello storico israeliano Jonathan Frankel, su questo celebre caso giudiziario e che ebbe grande risonanza internazionale, mostra come le forze - liberali e progressiste -, dalla Francia di Luigi Filippo al giovane Karl Marx, considerano gli accusati pregiudizialmente colpevoli mentre è la diplomazia cattolica asburgica a esigere e ad ottenere finalmente il più scrupoloso rispetto dei diritti degli imputati.
Frankel cita un discorso particolarmente violento di Marx, discorso del 1847, il quale sostiene che anche i cristiani macellavano esseri umani e consumavano vera carne e sangue umano nell'eucaristia .