cultura barocca
DEMONI1

INDICE DEI DEMONI E SOPRAVVIVENZA DI DEMONOMANIA

-I DEMONI: CLASSIFICAZIONE E SPIEGAZIONE

-I DEMONI: GALLERIA DI IMMAGINI

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-I DEMONI: CLASSIFICAZIONE E SPIEGAZIONE
-IL PECCATO ESTREMO DI LUCIFERO E DEGLI ALTRI DEMONI
-LA CACCIATA DEGLI ANGELI COLPEVOLI: IL PARADISO PERDUTO


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ABADDON IL "DISTRUGGITORE"
ABRAXAS
ANGELI RIBELLI A DIO MA MENO COLPEVOLI: GLI "AEREI" E GLI "IGNEI"
ANGELI RIBELLI A DIO MA PIU' COLPEVOLI: "DEMONI LUCIFUGI" ANCHE DETTI "ACQUEI" E "TERRESTRI"
(L') "ANTICRISTO" (NEL "DISEGNO" DELL'APOCALISSE)
(L') ANTRO DELLA BESTIA
ARETALOGIA PAGANA
ARPIA - ARPIE
ASMODEO
ASTAROTTE PRINCIPE DEI "CALUNNIATORI"
BEELZEBUB
BELIAL IL "DISOBBEDIENTE"
CALUNNIATORE (ALTRO NOME DI LUCIFERO DOPO LA "CADUTA").
(IL) DEMONE DEL TURPE LUCRUM
DEMONE PSEUDOTHEOS TENTATORE DEL CRISTO
DEMONI CACOMAGHI
DEMONI CALUNNIATORI
DEMONI EMPI
DEMONI INCUBI
DEMONI INGANNATORI
DEMONI MALVAGI (IN GENERALE)
DEMONI MALVAGI (I LORO NOVE GRADI)
DEMONI PESTILENZIALI ("SEMINATORI DI PESTILENZE")
DEMONI SUCCUBI
DEMONI TENTATORI
DEMONI TENTATORI SESSUALI IN FORMA DI "PORCI"
DEMONI VENDICATORI
DEMONOLOGIA
DEMONOMANIA
"DIAVOLO": PROPRIAMENTE NUOVO NOME DI LUCIFERO DOPO LA CACCIATA DAL CIELO
DEMONI "FALSIDEI"
(LE) FURIE
LAMIA - LAMIE
LILITH/ LILITEA
LUCIFERO
LUCIFERO PERDE IL SUO NOME PER ASSUMERE QUELLI DI "DIAVOLO" E "LUCIFUGO"
LUCIFUGI: "DEMONI LUCIFUGI"
MAMMONE (PRINCIPE DEI "DEMONI TENTATORI")
MERIRIM (PRINCIPE DEI "DEMONI PESTILENZIALI")
MIRACOLISTICA PAGANA: PERSISTENZA DI CULTI PAGANI
MITRA
(L') ORGIA DEI DEMONI
PITONE (DEMONE P.).
POTENZA SESSUALE DEI DEMONI
PSEUDOTHEI (DEMONI P.)
THOT (DEMONE EMPIO)
SATANA
SATANA PRINCIPE DEI "DEMONI CACOMAGHI"


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I DEMONI: SEQUENZA ICONOGRAFICA

TIPOLOGIA E VARIETA' DEI DEMONI


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CAPITOLO V - DEL MALVAGIO ANGELO LUCIFERO, DELLA SUA RIBELLIONE E SUPERBIA CONTRO DIO, E DELLA SUA CACCIATA DALL' EMPIREO INSIEME AI SUOI COMPAGNI.

Il primo giorno fu creato LUCIFERO, così chiamato perchè superava tutti gli Angeli in luminosità e splendore, come dice Gregorio [forse Gregorio di Nissa, santo e dottore della Chiesa, vissuto nel sec. IV]: era, infatti, il primo degli Angeli, precedendo tutto il resto della creazione, e spiccava tra tutti, eccellendo per la qualità della sua luce.
Perciò, secondo Agostino, accadde che quello, accecato dalla sua privilegiata superiorità, desiderasse divenire simile a Dio, per avere il sopravvento e il dominio su tutte le cose.
Per cui Isaia [Isaia, 14, v. 14-15. I versetti di Isaia sono l'unico accenno alla ribellione di Lucifero contenuto nell'Antico Testamento. Si vedano, invece, nel Nuovo Testamento, i Vangeli di Matteo (25, 41), Luca (10, 18), Giovanni (8, 44); la lettera di Giuda (v. 6) e la seconda lettera di Pietro (2, 4), ma soprattutto l'Apocalisse (9, 1-11; 12, 7-12)] dice, impersonando Lucifero: "Ascenderò al cielo, e sarò simile all'Altissimo.
Questa malizia di Lucifero, che, secondo Scoto [si tratta del filosofo irlandese del IX sec. Scoto Eriugena], trasse origine dall'amor proprio, culminando nell'odio di Dio, massimo peccato di straordinaria gravità, si articola, secondo i Teologi, in tre stadi: un inizio, un incremento e un complemento.
Essa ebbe inizio dalla presunzione: non appena, infatti, Lucifero si rese conto della propria bellezza, subito montò in superbia; la malizia, poi, aumentò per l'ambizione: infatti, avendo già osato desiderare di raggiungere ciò che era troppo al di sopra di lui, e che non poteva minimamente ottenere, agognò con presunzione estrema di superare se stesso: un tale desiderio non poteva che sfociare nei pericolosissimi sentimenti di odio e di invidia.
In Lucifero, infatti, stuzzicato da una disgustosa ambizione e dal vivissimo desiderio del potere divino, cosciente dell'irrealizzabilità di tale desiderio, e tuttavia deciso ad ottenere ciò che voleva a qualunque costo, si accrebbe un'abominevole invidia verso Dio ottimo: perciò quell'Angelo, orribilmente superbo, fu a buon diritto precipitato dal cielo Empireo, sede beatissima della sua luce, dagli Angeli buoni, insieme ad altri ordini inferiori, macchiatisi di empietà per essersi schierati dalla sua parte nella Teomachia.
CADDERO, dunque, precipiti verso il basso, lui e i suoi pari, e furono rinchiusi e imprigionati nell'aria tenebrosa, ombra orrenda ed opaca, quelli che cadevano all'ingiù con moto obliquo, senza che sopravvivesse neppure la più piccola speranza di riacquistare la condizione originaria[questo implacabile disegno predicatorio, tutto strutturato sulla monolitica dicotimia di bene e male in lotta perenne, convive culturalmente e in linea epocale con ben altra figurazione di Satana e dei suoi seguaci, quella sviluppata da MILTON in quel capolavoro assoluto che è il PARADISO PERDUTO ove il Maligno, per quanto tentatore e blasfemo ha connotati di grandezza e di titanica ribellione all'ordine costituito che non mancheranno di affascinare i sognatori illuministi, e poi anche romantici, più esasperati ed al limite iconoclasti, in nome di un tirannicidio da perpetrare tanto in terra contro i despoti umani quanto nelle filosofie - e quindi nel cielo delle false credenze - contro le stesse basi dogmatiche del cristianesimo: fenomeno che peraltro convisse in rapporto alquanto stretto con la sette ed ottocentesca vampiromania dove il vampiro è soprattutto il ribelle istituzionale agli Ordinamenti Costituiti].
Così Lucifero, che prendeva il nome dalla sua eccezionale luce e dal suo splendore, cadde dal fulgore angelico nella Diabolica oscurità, passando dalla sede dell'amore al culmine dell'odio, rotolando dalla più alta vetta di prosperità al più profondo abisso d'infelicità e di miseria, come dice Gregorio.
Dopo che fu cacciato in questo modo, non si chiamò più Lucifero, ma Diavolo, poiché venne precipitato per la gravità della sua superbia [l'etimologia non è esata per quanto riveli la conoscenza del termine: Diavolo è voce semidotta dal latino ecclesiastico daibolus a sua volta derivato dal greco diabolos="calunniatore" deriv. da diaballo="getto attraverso" nel significato di "calunnio", v.: le Etimologie di Isidoro di Siviglia]. E con lo stesso nome sono marchiati gli altri splendidi Principi ribelli, contaminati dalla stessa macchia di tradimento.
Ma non sarà fuori luogo rilevare, con i Teologi, che il peccato di Lucifero è sotto un triplice aspetto diverso da quello degli altri Angeli, che furono precipitati con lui.
Innanzitutto, nel grado della gravità: infatti, il suo peccato è più grave; per questo cadde dal cielo al centro della terra, certo a profondità molto maggiore, rispetto ai suoi compagni di scelleratezza, divenendo, da Lucifero, Lucifugo.
In secondo luogo, nell'ordine dell'occasione, poiché offrì agli altri il modo e l'occasione di peccare.
Infine, nell'ordine della durata: infatti, Lucifero fu il primo a montare in superbia, manifestando in seguito a certi altri Angeli il proposito del suo animo; di questi poi, alcuni si adoperarono al compimento dell'orrenda nequizia, altri, invece, aborrendo un così immenso crimine, rimasero fedeli a Dio, come si conveniva.
Perciò il potentissimo creatore di tutte le cose trattenne presso di sè gli Angeli innocenti, abbaglianti di lucentissima gloria, ma scacciò i ribelli dal suo regno, confinandoli tra tenebre eterne.
Anche a questi Angeli, però, è assegnato un luogo di esilio più dolce o più aspro, secondo la natura del loro peccato; infatti alcuni sono più vicini all'Empireo come gli IGNEI e gli AEREI.
Altri sono invece tenuti più lontani dall'EMPIREO, come gli ACQUEI e i TERRESTRI, che fuggono quanto più possono la luce del cielo, venendo altrimenti fiaccati dalla sua presenza.
Per questo sono detti LUCIFUGI> da Marco, come poco più sopra ho ricordato.
Da quando, dunque, LUCIFERO è stato bandito, con i suoi compagni, dalla bellezza del cielo Empireo nel luogo più basso, è detto talvolta Calunniatore o accusatore, perchè maltratta i buoni con false calunnie: perciò nell'Apocalisse si dice: "E' stato cacciato l'accusatore"[Apocalisse, 12, 10].
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Ogni tanto e chiamato anche DRAGO e SERPENTE, per la sua astuzia velenosa. Viene inoltre paragonato al Leone per l'audace violenza, poiché è tenace e radicato nella sua nequizia [...] Agostino, nel libro ottavo sulla Genesi lo stigmatizza, con Platone, come Cacodemone; lo stesso Platone chiama tutti i Demoni sotterranei e tenebrosi Angeli disertori, Demoni malvagi, e infine Spiriti dissoluti, poiche sono volontariamente attratti da un certo desiderio di nuocere, come spiegherò nel capitolo seguente.







-CAPITOLO VI.DEI CORPI, PASSIONI, PROPRIETA' E GENERI DEI DEMONI MALVAGI.

Questi Demoni rivestono corpi più grossolani o più leggeri secondo la natura del luogo in cui sono banditi: infatti, gli Ignei sono più sottili degli Aerei, e questi degli Acquei, che, a loro volta, sono meno corporei dei Terrestri; sebbene io concordi con Agostino sul fatto che tutti gli Angeli, all'inizio della creazione, abbiano ricevuto i propri corpi aerei. E su cio sembra convenire anche PSELLO , il quale sostiene che i corpi degli Angeli buoni sono quasi immateriali, mentre quelli dei Demoni cattivi, in qualche modo fatti di materia, come i corpi delle ombre, sono soggetti alle passioni, e passibili di recisione a colpi di spada; essi proverebbero, inoltre, dolore in questa divisione, e brucerebbero nel fuoco, mutandosi in ceneri visibili.
[...] Non avrebbero potuto, in verita, soggiacere in nessun modo a passioni di questo tipo, riguardo alla loro prima composizione, poiche condividevano la sostanza degli Angeli, formata dagli elementi spirituali del mondo Empireo, come ho detto poco più sopra. Ma, a causa della partecipazione di elementi corruttibili e materiali, con i quali sono stati mescolati secondo la gravità del loro peccato, sono ora più o meno travagliati da diverse affezioni. Orfeo lo dimostra a sufficienza, con varie descrizioni dei corpi dei Demoni; tra i quali afferma che sono più spesso visibili quelli dei Demoni Terreni, che più facilmente si espongono ai nostri sensi. [...]
Le nature e le proprieta di questi Demoni sono quanto più + possibile avverse a Dio ottimo, e alle sue creature. Infatti, avendo i Diavoli tentato invano la Maesta divina, subito formularono il malizioso proposito di ordire nefande insidie ai danni delle creature fatte a sua immagine, visto che essi non potevano essere altrettanto belli. Tormentano, dunque, uomini quieti e innocenti, arrecando loro danno, miseria e detrimento, e se alla loro immensa e maliziosa audacia non fosse posto un freno ad opera dei buoni Angeli, tutti si accorgerebbero ogni giorno con chiarezza della loro implacabile tirannia, poichè non esiste alcun male che non osino perpetrare; hanno, infatti, una condotta corrotta e assai violenta. Anzi, non accade di rado che la loro malizia si eserciti, con il permesso divino, sugli uomini empi, per punirli. [...]
Ma qui si offre alla nostra considerazione la misericordiosa bonta di Dio: cosa c'è, infatti, di più crudele della schiera di questi Demoni? Cosa c'e di più acuto, e di più ingegnoso nel tramare ogni male? Secondo Isidoro2, essi conoscono alcune cose secondo la sottigliezza della specie, altre nella durata, comprendendole per esperienza, mentre altre ancora vengono loro rivelate dagli Angeli buoni; in ogni caso, i Demoni desiderano avidamente ed esclusivamente il danno e l'infelicità degli uomini. Ecco, però, che con le loro forze non sopraffanno nessuno, nessuno annientano, seducendo gli animi umani con attrattive tanto false e ingannevoli, come attesta Gregorio.
E quando, poi, desistono dal tormentare le umane menti, riescono talvolta a sconvolgere ugualmente la loro quiete, sia agitando con violenza gli elementi, sia suscitando tempeste, tuoni, piogge, venti, lampi ed altri fenomeni di questo genere, oppure provocando enormi onde marine, o distruggendo i prodotti necessari all'umano sostentamento, o frapponendo comunque infiniti ostacoli agli onesti desideri degli uomini.

Si contano parecchie legioni di questi Demoni, che si distinguono secondo i nomi degli astri e degli elementi, e le regioni del mondo: di essi, alcuni sono più potenti, altri soggiacciono all'autorità dei primi.

Secondo la scuola dei Teologi i DEMONI MALVAGI sono distribuiti in nove gradi o nove classi, nello stesso modo in cui quelli buoni si dividono in tre gerarchie comprendenti nove ordini.

Nel primo grado si trovano quelli che, usurpando il nome di Dio, vogliono essere adorati con culto divino, esigendo sacrifici e cerimonie simili; sono anche detti PSEUDOTHEI, cioè FALSI DEI.
Nel loro numero c'era anche quel Demone che tentò Cristo, chiedendogli di adorarlo sulla punta del monte più alto [MATTEO 4, 8-9; LUCA 4, 5-7].
Certi Demoni di questa specie sono ancora oggi venerati come Dei dagli Indiani, che li adorano con vari suffumigi e innumerevoli sacrifici: il loro principe è chiamato BEELZEBUB.

Gli spiriti mendaci costituiscono la seconda classe, suggerendo ai Profeti falsi vaticini; il primo tra loro è PYTHON; perciò si parla di Apollo Pizio, e la donna posseduta da PITONE è detta Pizia da Samuele. Questo genere di Demoni s'immischia negli oracoli, ingannando il genere umano con predizioni incerte e dubbie.

Nella terza classe sono compresi quei Demoni che, per la loro empietà, vengono detti vasi d'iniquità, vasi d'ira, di morte, di furore, di uccisione e di rovina. Essi sono autori di calamità, come quel THOT di cui parla Platone [Fedro, LIX, 274c-275b], che inventò il gioco degli astragali e dei dadi; il loro principe è BELIAL, cioè disobbediente e Apostata.

Nella quarta classe ci sono i VENDICATORI DEI DELITTI, il cui capo è ASMODEO che emette la sentenza.

Nella quinta serie si trovano i PRESTIGIATORI, che sembrano compiere miracoli: questi, quanto più sono al servizio dei maghi malefici o CACOMAGHI, tanto più ingannano il volgo con false e illusorie apparizioni.
Il loro principe è SATANA, che, come è scritto nell'Apocalisse, seduce l'universo intero, compiendo grandi segni.
I Demoni del sesto luogo sono quelli che si mischiano ai tuoni, ai fulmini e alla folgore, infettando l'aria di contagio pestilenziale, e cagionando ogni genere di malattie epidemiche: tra questi si annoverano anche i quattro Angeli che governano i venti, soffiando dai quattro angoli del mondo; il loro capo è MERIRIM, cioè Spirito fremente, Demone che infuria nel mezzogiorno. [...]
Nel settimo si contano le FURIE, seminatrici di calamità, di discordia, di guerra, e madri di rovina; il loro principe è ABADDON, cioè sterminatore e DISTRUGGITORE.
Gli ACCUSATORI e i CALUNNIATORI si trovano all'ottavo posto, e il loro principe è ASTAROTTE, che, esultante per i nostri peccati, è pronto ad esagerarli, richiamando su di essi l'attenzione di Dio.
I TENTATORI o insidiatori occupano l'ultimo luogo, dedicandosi singolarmente ai singoli uomini, ed hanno ricevuto il nome di GENI; tra questi ci fu quello di Bruto, che lo spinse alla battaglia in cui perse la vita; il loro capo è chiamato MAMMONE. [...]






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